Mondiali pallamano: la prima volta della Russia squalificata (per doping)

PALLAMANO
Lia Capizzi

Lia Capizzi

Dopo la sentenza del Tas (che oggi ha presentato le 186 pagine delle motivazioni della sentenza sul doping di Stato) è la prima volta che una squadra di Mosca partecipa a una competizione internazionale. Permesso di gareggiare agli atleti purché non sanzionati per doping o coinvolti in inchieste giudiziarie: senza simboli, inno e bandiera. Contro la Bielorussia, la RHF (questa la nuova denominazione) ha pareggiato 32-32

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Una squadra quasi anonima se non fosse per i colori. È la nazionale russa di pallamano nel suo match inaugurale contro la Bielorussia ai Mondiali di pallamano. È la prima competizione internazionale di una squadra della Russia squalificata per doping di stato, sanzione ridotta da quattro a due anni lo scorso dicembre dal TAS di Losanna che ha dato il via libera di poter gareggiare agli atleti e alle squadre purchè non sanzionati per doping o coinvolti in inchieste giudiziarie. Proprio oggi il TAS ha pubblicato le 186 pagine della motivazione, nero su bianco viene descritto l’ignobile e altamente sofisticato piano messo in atto per un decennio dalla stato di Putin e dai suoi funzionari e, cosa ancor più grave, viene descritto il successivo piano di insabbiamento: una volta scoperti con le mani nel sacco i russi hanno cercato in tutti i modi di distruggere, correggere documenti e dati di laboratorio, hanno creato pure false mail attribuendole a Rodchenko per offuscarne la credibilità di “grande pentito”. Grigory Rodchenko è l’ex capo del laboratorio antidoping di Mosca che, fuggito in USA e protetto dall’FBI, ha svelato le trame e i trucchi del "doping di Stato", viene perciò considerato il nemico numero uno del presidente Putin. Fino al 16 dicembre 2022 nessuno potrà cantare l’inno o sventolare la bandiera, possono invece essere utilizzati i colori nazionali e la scritta “Russia” sulle uniformi. Ai Mondiali di pallamano di Alessandria D’Egitto i giocatori russi hanno deciso di non inserire comunque alcuna scritta. Nel riscaldamento sfoggiano una tuta con un unico simbolo, quello dello sponsor. Non c’è lo stemma raffigurante l’aquila zarista ma ci sono i tre colori rosso-bianco-blu. La divisa da gara è rossa con in alto a sinistra il logo della RHF (Russian Handball Federation), insomma nessun dubbio sulla nazione che rappresentano. Il match contro la Bielorussia si è concluso con un pareggio 32-32, gara di apertura del gruppo H che include anche Slovenia e Corea del Sud. 

Le motivazioni della sentenza

Le 186 pagine delle motivazioni del TAS rappresentano una vergogna, la Russia aveva fatto appello al TAS per vietarne la pubblicazione proprio non voleva che il mondo conoscesse tutti i particolari indecenti. Ma perché, di fronte a tanto marciume, il TAS ha allora ridotto la squalifica della Russia? Non per niente fonti attendibili riferiscono che dalle parti del Cremlino abbiano festeggiato, eccome, alla lettura della decisione. Sin da subito l’abbiamo definita una decisione morbida, all’acqua di rose, e ancora più categorico è stato Travis Tygart capo dell’agenzia antidoping USA: “La sentenza del TAS è un colpo catastrofico all’integrità dello sport e dello stato di diritto manipolato del Cio”. Non è dunque una contraddizione il dimezzamento da quattro a due anni? Il Panel dei tre giudici del TAS, tra di loro anche l’italiano Luigi Fumagalli, ha spiegato l’intento di punire la nazione e non gli atleti. Non sarà mai possibile conoscere il numero di atleti e dirigenti che hanno imbrogliato, si legge nella disposizione della sentenza, ma c’è la volontà di voler comunque incoraggiare la prossima generazione di atleti russi che non hanno colpa di ciò che è accaduto in passato. Da Mosca sembrerebbe che l’establishment di Putin sia al lavoro per chiedere una ulteriore riduzione della squalifica. Se così fosse sarebbe una ipotesi tragica per lo sport, renderebbe chiaro il messaggio che i governi e le autorità possono corrompere e manipolare i programmi antidoping facendola pure franca.

Russia Pallamano

La Russia (RHF) durante il riscaldamento. (Foto www.handballegypt2021.com)

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