Mondiali pallamano, Svezia-Danimarca per la storia: una finale inedita LIVE su Sky Sport

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

In Egitto si affrontano per la prima volta in una finale iridata due nazionali divise da antica rivalità. La Svezia torna a giocarsi il titolo dopo un digiuno di 20 anni, la Danimarca è la favorita, trascinata dal fuoriclasse Mikkel Hansen che punta a diventare il migliore di sempre. La finale dei Mondiali di pallamano è in programma domenica 31 gennaio alle ore 17.30 in diretta su SkySportArena

Danimarca contro Svezia non potrà mai essere una partita qualsiasi. La rivalità, derivata da anni di guerre e tentativi di invasione, non si è mai ammorbidita nonostante la vicinanza geografica si sia accorciata nel 2000 con l’inaugurazione del ponte di  Øresund, i 16 Km tra ponte e tunnel sotterraneo che collegano Copenaghen a Malmö. È tutto qui, nessun danese vorrebbe mai perdere una sfida contro uno svedese e viceversa. Figuriamoci nella finale di un Mondiale, per altro inedita. La Svezia in bacheca ha più titoli, quattro (1954, 1958, 1990, 1999) contro l’unico vinto dalla Danimarca nel 2019 (dopo tre finali perse). Negli ultimi venti anni la Svezia è stata però la nobile decaduta, relegata ai margini dell’impero della pallamano. L'ultima finale disputata risale al 2001, mentre due anni prima - nel 1999-  vinceva l’ultimo Mondiale che si giocava allora come oggi - guarda un po’ - in Egitto.

La lunga attesa durata due decenni è finita grazie a una nazionale rinnovata, giovane e pure inesperta, che fonda la sua forza sul potenziale offensivo, in semifinale ha sfoderato una percentuale in attacco dell’86% che ha umiliato la Francia (35-26), trafitta dagli 11 gol del mancino Hampus Wanne, 27enne stella svedese che da 6 anni gioca in Germania in Bundesliga, nel club SG Flensburg-Handew. Wanne è arrivato ad un totale di 48 reti, se si ripete in finale, se ne fa altri 11, supera i 58 gol di Frankis Marzo del Qatar al momento in testa alla classifica marcatori del torneo. Di contro, nella Danimarca, è "solamente" a quota 41 gol il fuoriclasse Mikkel Hansen, ma solo perché è stato tenuto a riposo nelle partite della prima fase.

 

Un metro e 92 di altezza, una chioma da vero vichingo, per molti il 33enne Hansen è considerato il più forte giocatore della storia, ha vinto tre volte il premio di miglior giocatore del mondo (IHF World Player of the Year 2011, 2015, 2018). È nato a Helsingør, la città sulla costa nord-est dove Shakespeare ha ambientato il suo Amleto, giovane principe di Danimarca. "Essere o non essere" non è mai stato un dilemma per Mikkel che ha sempre saputo di voler diventare un campione fin da quando, adolescente, passava ore e ore da solo a tirare e riprovare per affinare la torsione del polso. Un talento enorme al servizio di una dedizione quasi ossessiva. A 20 anni, alle Olimpiadi di Pechino 2008, stupisce il mondo con uno dei gol più belli di sempre, un tiro libero con la mano destra che diventa anche oggetto di studio, ricreato al computer in 3D. Il movimento del gomito di Hansen è una macchina capace di sparare cannonate. Ma non è solo questione di forza, il danese si inventa spazi che non esistono, crea magie come il tremendo effetto spin che sfida le leggi della fisica nel gol realizzato contro l’Austria agli Europei 2016, un capolavoro. Dal 2012 gioca a Parigi, i tifosi del PSG fanno la fila per essere tra i 4mila fortunati a poterlo ammirare nell’Arena al coperto intitolata a Pierre De Coubertin.

 

In semifinale contro la Spagna Mikkel Hansen è stato l’MVP con 12 reti e 5 assist ma a lui i traguardi personali importano poco, non ha il culto di sé, è fedele al principio che il collettivo viene prima dell’individuo. La sua Danimarca arriva a giocarsi la quinta finale iridata della storia, la quarta negli ultimi 10 anni, in questo Mondiale in terra d’Egitto ha viaggiato ad una media pazzesca di 35,2 gol a partita, la seconda di sempre nella storia dei Mondiali (dopo la Francia, media 35, 5 gol ai Mondiali 2005). La Danimarca di Hansen ha dunque il ruolo di assoluta favorita, è oro olimpico (Rio 2016) e oro mondiale in carica (2019), praticamente dal 2012 ha vinto tutto, è andata pure a ripetizione di sana umiltà dopo che l’anno scorso agli Europei 2020 aveva peccato di hybris, superbia, punita dagli Dei della Pallamano ed eliminata dopo appena tre partite. Guai però a sottovalutare la Svezia che è stata la vera sorpresa in difesa. Non di soli gol si vive, in finale la resa dei conti sarà pure una questione di parate, Andreas Palicka (Svezia) e  Niklas Landin (Danimarca) hanno già dimostrato di essere decisivi, due portieri altamente spettacolari quanto efficaci.

 

Domenica pomeriggio inizio alle ore 17:30 e appuntamento in diretta su Sky Sport Arena.

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