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31 luglio 2017

Il mondo di Fede: “Mi sento sulle nuvole. Per Magnini ho pianto”

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In un'intervista concessa a Sky Sport, la "Divina" si confessa a cuore aperto, dalle emozioni per l'oro mondiale nei 200 stile all'aggettivo "leggendaria" ai progetti per il futuro. Una fuoriclasse umana: "Essermi amica non è facile. Io sono una brava persona, compagnona". E su Magnini: "Nessun bacio in quell'abbraccio a Budapest. Quando mi ha detto che pensa al ritiro ho pianto per lui".

Lo speciale "Il mondo di Fede" in versione integrale su Sky Sport 24 oggi alle h 13.00, 16.30 e 21.00

Una leggenda molto umana. Dopo l'impresa, l'euforia e la gioia, è il momento della riflessione per Federica. Negli occhi il passato il capolavoro della finale 200sl di Budapest, nella mente il futuro. Insieme a Lia Capizzi la fuoriclasse italiana si racconta senza veli tra fede, amicizia, abbracci e per Filippo Magnini confessa di aver pianto. 

Ti senti protagonista di una favola? O dicendo favola si sminuiscono la fatica e i tanti anni di sacrifici?

“Un po' mi sento così, mi sento un po' sulle nuvole. Devo mantenere la concentrazione. Altrimenti queste gare di World Cup come le faccio? Devo dire però che dentro di me una parte è già andata in vacanza”.

Da piccola il tuo sogno era di assomigliare a Franziska Van Almsick. Adesso oltre che divina sei diventata leggendaria.

"Già, leggendaria è un termine pesante. Fino a quando lo dicono gli altri sono contenta di questo aggettivo importante , 'Divina', che mi è sempre piaciuto. Di sicuro nei 200 stile ho fatto 'qualcosina' in questi anni…".

Sarà il tormentone del nuoto dei prossimi mesi, tutti a chiederti: ma torni a fare i 200 Tanto tu ai tormentoni sei abituata.

[Ride] "Sì, già mi dicono 'Fede, non chiudere casa'. No dai, penso che la maggior parte della gente mi capisca. Piacerebbe anche a me… Sarà strano gareggiare senza fare i 200 stile. Ma dopo quello che ho passato, dopo il quarto posto di Rio, non voglio rincorrere niente. Sono in pace. Non voglio rischiare tra tre anni [alle Olimpiadi di Tokyo, n.d.r.] di non salire più su quel podio e poi rincorrere un’altra volta una cosa che sarebbe difficile a 32 anni".

Tra pochi giorni si ritira Usain Bolt, lui oggi ha detto: “Ho lo sfizio di giocare a calcio”. C’è uno sfizio che tu non ti sei ancora tolta?

"Sì, mi piacerebbe essere e fare la velocista. L’obiettivo dei prossimi anni. Diciamo che lo sfizio l’ho tenuto per gli ultimi anni della carriera. Saranno carichi di lavoro diversi. Sono contenta di questa nuova sfida, mi intriga,  sarà divertente".

“La potenza degli abbracci”, hai citato Alda Merini su Instagram. Gli abbracci più importanti a Budapest? 

"L’abbraccio con i miei genitori non lo scorderò mai. La mia famiglia è tutto per me. C'era pure mio fratello arrivato apposta dall'Inghilterra dove lavora. Poi ci sono state pure le lacrime di Matteo (ndr Giunta), me le ricorderò per tutta la vita perché non penso di averlo mai visto piangere. Anche il mio fisio Morelli, da 14 anni anni lavora per Olimpiadi e Mondiali ma così emozionato non l'avevo mai visto".

Sei sempre stata sincera nel definirti " una non una simpatica naturale, una musona”. Nel corso degli anni hai però smussato il tuo carattere. Ti hanno aiutato i social a far vedere una Pellegrini che si allena come una matta ma sa anche sorridere?

"I social mi hanno aiutato soprattutto ad avere un contatto diretto. Molte persone credevano che la mia vita fosse tutto rose e fiori - non che non lo sia - però dal punto di vista della mondanità, dell'essere vip... hanno capito che ce n'è poca nella mia vita, svaghi ridotti al minimo. Questo ha fatto ricredere molte persone su di me. Mi ha aiutato".

Tante volte abbiamo fatto giochi di parole con il tuo soprannome. In tema religioso, sei una Fede che ha fede?

"La fede è sempre stata una parte fondamentale sia per la mia famiglia sia per me. Pregare mi ha aiutato molto. Credo che un lassù ce lo metta anche Lui..."

Torniamo alla potenza degli abbracci. Ha fatto il giro del mondo quello con Filippo Magnini dopo il tuo oro. Io mi ricordo bene perchè vi stavo aspettando un anno fa con microfono e telecamera: voi tre, te, Filippo e Giunta, uscire per ultimi dalla piscina di Rio con occhi lucidi e zero voglia di parlare. Storia d’amore o meno, era giusto condividere la gioia con Filippo a Budapest?

"Sì, sì, assolutamente. Indipendentemente da tutto io e Filo siamo entrati insieme in Nazionale nel 2003. Sono tanti anni di gioie e delusioni. Sicuramente quella dell’anno scorso per me è stata la più tosta. Stare giù dal podio… sapete tuti cossa ho passato, e anche lui ha sofferto per me. Quindi l’abbraccio dopo la gara di questo Mondiale significava molto per me, perché lui è uno dei pochi che sapeva tutto il mio percorso per arrivare fin qui”.

Ma sai ovviamente che in Italia la curiosità pruriginosa era: ma c'è stato il bacio alla fine di quell’abbraccio?

"No, il bacio non c'è stato perché in questo momento la nostra storia è molto privata. Quindi no".

Il fatto che sia stato l'ultimo Mondiale di Magnini, che lui stia pensando di finire la sua carriera che effetto fa? 

“Dispiace. Quando me l’ha accennato l’altra sera onestamente mi sono messa a piangere. Per tutto quello che ha dato al nuoto. Però conosco la fatica che sta facendo. È il capitano della squadra. sapere di non averlo come presenza in futuro in Nazionale a me ha fatto piangere. È come un ciclo che finisce. È giusto che finisca, per carità è la vita,… fa male”.

Una carriera sempre al vertice da 13 anni ad oggi. Non facile in uno sport così logorante come il nuoto. La longevità è la tua vera medaglia d'oro? Tu in questi 13 anni cosa riconosci di aver conquistato? 

"La cosa più eclatante è non aver mai mollato. Vedo atleti che vincono poi perdono. Poi si perdono completamente. Insomma stare lì tutti questi anni non è stato facile. È la dote che mi riconosco di più".

Quindi, il futuro si chiama velocità. Ma le campionesse di adesso stanno nuotando a livelli pazzeschi, la Sjostrom pure sotto i 52". I 100 stile non sono proprio una passeggiata.

“Ma se ho deciso di continuare a nuotare è per farlo seriamente. A parte il prossimo anno che lo farò un po' sabbatico, di recupero. Se continuo a nuotare lo faccio pensando di poter andare da qualche parte. Non so esattamente ancora dove, perché è vero ci sono le altre che vanno velocissime, ma devo dire che io stessa non so che margini abbia perché la velocità non l’ho mai preparata seriamente. Dal punto di vista dell’allenamento quello che farò è più sulle corde di Matteo perché comunque lui proviene da una scuola di velocisti”.

Torniamo ad uno sfizio… ma fuori dalla vasca? Moda o tv?

"Onestamente non lo so, credo che arriveranno molte proposte da qui a settembre. Se avrò modo di farlo farò qualcosa, senza precludermi niente dalla moda alla tv. Non nel senso che la tv la faccio io, eh. Ma inizierò a dire più di sì ad inviti per alcune trasmissioni. No, non penso che la mia vita sarà in televisione. Ma mai dire mai. Diciamo che penso che avrò più tempo libero oltre al nuoto".

Il concetto di amicizia. È difficile essere amica di Federica Pellegrini? Per tutto ciò che rappresenta?

"Sì, non è facile esserlo. Perché devi essere amica di Federica. Poi c'è in parallelo il personaggio "Pellegrini" al di fuori è logico, è quello che non tutti lo possono comprendere. Ma io penso di essere una brava persona, molto diretta, compagnona. Devo però superare quel muro che è la mia diffidenza verso le amicizie. Perché in passato ho sofferto, ho avuto abbastanza turbolenze a causa delle amicizie".

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