Nuoto, assegnati a Roma gli Europei 2022

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Sconfitta la concorrenza di Monaco di Baviera e Kazan. Roma premiata per il suo progetto ad alta sostenibilità senza la costruzione di nuovi impianti. Dal fascino unico della piscina del Foro Italico alla vasca temporanea installata all’interno del Centrale del Tennis. Per i tuffi dalle grandi altezze allo studio una piattaforma sul Tevere con vista sul Cupolone

E’ un nuovo successo del nuoto azzurro, è la conferma del ruolo sempre più prestigioso dell’Italia nell’ospitare grandi rassegne sportive. La candidatura di Roma ha avuto la meglio sulle rivali Monaco di Baviera (Germania) e Kazan (Russia). Il grande merito va dato al lavoro e alla tenacia della FIN (Federazione Italiana Nuoto) presieduta da Paolo Barelli. A distanza di 13 anni, dai Mondiali di nuoto del 2009, l’Italia tornerà dunque protagonista di una competizione internazionale a livello acquatico con molte discipline coinvolte, nuoto, tuffi, nuoto sincronizzato. La scelta della LEN (Ligue Europeenne de Natation) di assegnare alla capitale italiana gli Europei del 2022  ha premiato soprattutto la sostenibilità del progetto italiano che non prevede la costruzione di nuovi impianti ma l’adeguamento e la valorizzazione degli impianti già esistenti. La piscina del Foro Italico non ha bisogno di presentazioni, incastonata tra i marmi e i pini, un giardino di gran classe per ogni sport. “E’ la piscina più bella del mondo”, per citare la definizione di Federica Pellegrini ma pure quella dei fuoriclasse attuali Adam Peaty, Sarah Sjostroem, Chad LeClos e in anni recenti di Michael Phelps. Dal trampolino dei tuffi si ammira in lontananza il Cupolone. Le gare del nuoto sincronizzato avranno come palcoscenico il Centrale del Tennis all’interno del quale verrà installata una vasca temporanea. Proprio nel 2022 debutteranno nel programma degli Europei i tuffi dalle grandi altezze (High Diving,  27 metri per gli uomini, 21 per le donne): scenario perfetto sarebbe una piattaforma sulle rive del Tevere nella zona di Castel Sant’Angelo con vista sul Cupolone (la cupola della Basilica di San Pietro), progetto inserito nel MasterPlan della Fin per la candidatura di Roma, in alternativa potrebbero essere ospitati in Piazza del Popolo o al Circo Massimo, il condizionale è d’obbligo perché la decisione finale spetta alle autorità competenti. Per il nuoto in acque libere il campo di gara sarà lo specchio di mare lungo la spiaggia di Ostia, proprio davanti al Centro Federale che da anni è la casa agonistica permanente di Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti &Co. Verranno coinvolti e valorizzati altri impianti del territorio romano come la piscina di Pietralata, sede di allenamenti di molti atleti delle squadre nazionali, e il Polo Natatorio di Valco San Paolo che nei prossimi mesi tornerà agibile con definitivo stop alle polemiche in merito al suo stato decennale di abbandono. Saranno Europei dal grande tasso emotivo per i campioni nati e cresciuti nella capitale, batterà forte er core de Roma di Simona Quadarella o quello dei tuffatori Chiara Pellacani e Lorenzo Marsaglia, ma sarà pure soddisfatta la passione degli oltre 5 milioni di praticanti del nostro paese, verrà premiata la sinergia con tutte le società affiliate alla FIN che quotidianamente con tenacia, pur tra difficoltà burocratiche e strutturali, promuovono la cultura dell’acqua e pratica del nuoto di base per tutte le età, bambini, un fondamentale strumento di prevenzione e sicurezza in mare e in tutti gli specchi d’acqua. L’estate romana del 2022 si preannuncia come la più sportiva di sempre, i Campionati Europei di nuoto si aggiungono al richiamo mondiale della Ryder Cup di golf . Gli Europei di nuoto mancavano dall’Italia dal 1983, a Roma, dopo le edizioni di Torino 1954 e Bologna 1927. La città di Roma quindi ospiterà per la quinta volta uno storico evento delle discipline acquatiche dopo le Olimpiadi del 1960 e i Mondiali del 1994 e 2009.

Barelli: “ L’obiettivo è organizzare un evento che resti nella memoria”

 

“Siamo entusiasti, soddisfatti e pronti a raccogliere questa nuova sfida”, commenta il presidente della FIN Paolo Barelli che ricopre anche il ruolo di presidente della LEN. “Ringrazio Governo, Comune, Regione e Sport e Salute, senza cui sarebbe stato impossibile presentare una candidatura sostenibile; la stampa che ci ha affiancato lungo il cammino e le società che sono gli artefici della crescita dei nostri praticanti e dei nostri successi internazionali e, dunque, della nostra credibilità. L'obiettivo è organizzare un evento che resti nella memoria della gente e degli appassionati, arricchisca la città di Roma, il territorio regionale e l'Italia dal punto di vista sportivo e, di riflesso, culturale, economico ed infrastrutturale". 

Roma 2022
Roma 2022

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