Paltrinieri cambia tutto: "Ho avuto paura, non mi divertivo più"

Nuoto
Lia Capizzi

Lia Capizzi

Una scelta clamorosa nel mondo del nuoto. Il campione olimpico Paltrinieri si separa da Stefano Morini, l’allenatore con cui in 9 anni ha vinto tutto. Per Greg una rivoluzione motivata dallo spavento: "Avevo perso il sorriso, non avevo più stimoli. Sono ambizioso, voglio tre ori a Tokyo nel 2021"

La decisione più coraggiosa della sua carriera, motivata dalla paura e dall’inquietudine. Aveva tenuto tutto dentro, si era confidato solo con i genitori e la fidanzata Letizia prima di ufficializzare una decisione tanto clamorosa. "Era una questione di rispetto, prima volevo parlare con il mio allenatore Stefano Morini. Senza il Moro non sarei mai diventato un campione. Abbiamo vinto tutto quello che era possibile, risultati pazzeschi che resteranno per sempre. No, non ho litigato con lui e con nessuno. Mi sono reso conto che sono cresciuto, ho bisogno di cose nuove. Lui non se lo aspettava ma ha capito, mi ha ringraziato di tutto il tempo trascorso insieme", la confessione di Paltrinieri arriva dal soggiorno della casa in affitto davanti al mare di Ostia dove ha trascorso la quarantena in compagnia della fidanzata.

 

Tra Greg e il 64enne tecnico livornese è stata una lunga e profonda simbiosi, non un semplice rapporto tra allievo e allenatore, fin dal 2011 quando a 16 anni il ragazzo di Carpi decise di lasciare l’Emilia per trasferirsi al Centro Federale di Ostia. Una scommessa, un progetto di crescita, insieme al compagno di allenamenti Gabriele Detti, nipote di Morini, con cui hanno diviso stanza e carichi di lavoro in acqua. Insieme hanno vinto tutto, proprio tutto, medaglie europee a raffica, ori mondiali consecutivi, compreso il record del mondo dei 1500 stile in vasca corta che tutt’ora detiene, ma soprattutto l’oro olimpico di Rio 2016 che li ha fatti entrare nella leggenda dello sport azzurro:  il quinto oro del nuoto italiano in trentuno edizioni dei Giochi Olimpici moderni.

 

C’entra il Covid-19, il lockdown ed il rinvio di Tokyo 2020 nella scelta che per molti può sembrare una sorpresa ed invece è tutto tranne un fulmine a ciel sereno. Non è tipo da ghiribizzi estemporanei Greg. Medita pure troppo, a volte si macera dentro le sue riflessioni. "Da un po’ non ero più soddisfatto, sono mesi che ci pensavo. Avevo perso qualsiasi tipo di stimolo. Arrivavo all’allenamento demotivato, mi chiedevo cosa stessi facendo, non vedevo una finalità. Mi sono pure spaventato, mi dicevo: Greg ma hai voglia ancora di nuotare? Non mi sentivo più bene in ciò che facevo, non mi divertivo più"Paltrinieri descrive a cuore aperto i mesi di tormento interiore. "Non avrei mai cambiato prima di Tokyo 2020 poi però, nel momento in cui le Olimpiadi sono state rinviate al 2021 mi è apparso tutto più chiaro anche se doloroso: altri 14 mesi ad Ostia non li avrei potuti reggere. Sono meticoloso e perfezionista, il solo pensiero di non riuscire ad allenarmi al 100% non rientra nella mia mentalità".

 

Combattuto tra la voglia di cambiare e la consapevolezza del valore tecnico di Morini, il 25enne campiono olimpico ha dovuto fare i conti con l’amore sempre più crescente per il nuoto di fondo in acque libere. "Il Moro resta il miglior allenatore al mondo per le distanze che faccio in vasca ma io adesso voglio che il fondo diventi una priorità. Sono già qualificato per le Olimpiadi nella 10 Km in mare ma non sono al livello Top che vorrei. Ho bisogno di un nuovo progetto, di nuovi stimoli anche in questa direzione. Non fraintendetemi, la piscina resta imprescindibile con gli 800 e i 1500 stile ma contano pure le gare in mare. Le mie ambizioni non sono calate, sono anzi aumentate. Io a Tokyo l’anno prossimo voglio andarci per vincere tre ori".

 

Addio dunque al Moro e pure a Gabriele Detti l’amico con cui confidarsi durante gli interminabili inverni giovanili di Ostia ma pure il rivale da sfidare a sportellate ogni santo giorno in acqua. "Ci siamo abbracciati, era pure lui dispiaciuto, solo noi due sappiamo cosa siano stati questi anni insieme, abbiamo lavorato tanto. Mi ricordo il primo allenamento ad Ostia, il Moro ci ha messo subito sotto con 10 ripetute da 300 metri a ritmo veloce!".

 

Quello che faceva prima non va più bene al Greg di adesso. È cresciuto e cambiato, complice la gestione della nuova vita indipendente da quando lo scorso settembre ha scelto di andare a vivere da solo in un appartamento a 300 metri dal Centro Federale di Ostia, senza più la condivisione collegiale degli spazi comuni. "Si, sono cambiato e deve essere anche diversa la gestione del mio ruolo da atleta. Ora cambierò di nuovo casa, non ha senso più restare nemmeno ad Ostia. Mi sposterò a Roma dove  nuoterò con Fabrizio Antonelli”. Eccolo il nome della nuova guida tecnica, il 39 allenatore del Gruppo Sportivo dell’Esercito è specializzato nel fondo, ha contribuito alla medaglia d’argento olimpica 2016 di Rachele Bruni nella 10 Km femminile nelle acque davanti alla spiaggia di Copacabana, ha portato ai successi mondiali Arianna Bridi. "Ho molta stima di Fabrizio, ho avuto modo di conoscerlo negli ultimi due anni di gare, è giovane. Nel fondo è una certezza, magari ha meno esperienza nelle gare in vasca ma questo è un ulteriore stimolo per continuare a crescere. Con lui faremo le solite tre sessioni all’anno in altura ma avrò modo di allenarmi anche in mare. Il fondo mi piace proprio tanto, per questo voglio diventare il migliore".

 

Insieme a Greg anche Domenico Acerenza lascia dopo due anni la corte di Morini. Una coincidenza la scelta del 25enne di Potenza, anche lui con il pass olimpico nel fondo? "Sono sincero, non ne avevamo mai parlato fino a qualche mese fa. Avevo notato una sua insofferenza ma non gli ho mai chiesto niente. Poi quando i Giochi di Tokyo sono stati rinviati abbiamo incrociato lo sguardo, come a dire: e mo’ che facciamo? Involontariamente ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Con Mimmo facciamo le stesse distanze, gare uguali. Ci alleneremo insieme con Antonelli in questa nuova avventura".

 

Ciao ciao dunque al Moro e al Centro Federale di Ostia dove Greg ha sempre avuto tutto a portata di mano, coccolato dal direttore Pino Castellucci e da tutto il personale. Forse la decisione di Paltrinieri rappresenta un salto nel vuoto ma la vita da adulti presuppone scelte, anche dolorose ma necessarie. A 25 anni Paltrinieri è un uomo, da campione ha ancora fame. "Sono sicuro che per me sia la scelta migliore. Metto in preventivo che i risultati non arrivino subito. Per ogni cambiamento è inevitabile ci possa essere un periodo di assestamento, ma ho 14 mesi per allenarmi". Il fuoriclasse del nuoto tricolore ha il viso provato, le parole tradiscono un tono di stanchezza. All’improvviso però spunta un enorme sorriso, quasi si sentisse sollevato. Dall’inquietudine e dalla paura delle ultime settimane alla leggerezza in vista del futuro. Nei dubbi della nuova vita che verrà la determinazione di voler ancora vincere è l'unica certezza che ha.

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