Tania Cagnotto si ritira: "Nuova vita dentro di me, niente Tokyo"

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

La tuffatrice azzurra annuncia su Instagram di chiudere la sua carriera monumentale: ha scelto la famiglia, diventerà mamma per la seconda volta. Niente più gare, né il tentativo di qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo (sarebbero state le sue seste). Resterà nel mondo dei tuffi in un'altra veste, probabilmente allenatrice

Questa volta il ritiro è definitivo. A 35 anni dice basta. Niente più gare, niente più allenamenti, niente più sfide a caccia di medaglie. Dopo le Olimpiadi di Rio, concluse con due storiche medaglie per i tuffi di casa nostra - l'argento nel sincro con Francesca Dallapè e il bronzo da sola nel trampolino 3 metri - Tania aveva salutato tutti per mettere su famiglia insieme al marito Stefano. La nascita della piccola Maya nel gennaio 2018 le aveva regalato la gioia più grande ma pure la voglia di riprovarci, di tornare sul trampolino incitata dall'amica Francesca, diventata anche lei mamma, con il sogno di raggiungere Tokyo. Una scommessa da vivere insieme per la coppia più vincente nella storia d'Europa, capace di conquistare otto titoli continentali consecutivi.

 

Sarebbero state le seste Olimpiadi per la Cagnotto, protagonista di una carriera monumentale con 34 ori, 15 argenti e 13 bronzi, la prima italiana a conquistare un oro mondiale.

 

Una predestinata, certo, con il papà Giorgio che prima di lei aveva fatto la storia dei tuffi azzurri (quattro medaglie olimpiche, due argenti e due bronzi a Monaco 72, Montreal 76 e Mosca 1980) e con mamma Carmen (Casteiner) anche lei tuffatrice della nazionale degli anni 70.

 

Una fuoriclasse, Tania. Un talento naturale in grado di competere con le irraggiungibili cinesi, tecnica e grazia sia dalla piattaforma, il primo amore giovanile, sia successivamente dal trampolino. Una cattiveria agonistica come poche, l'unità di misura che distingue i fenomeni dai semplici campioni, perché Tania in gara era capace di azzannare le avversarie anche quando non era in forma, protagonista di rimonte nell'ultimo tuffo con il suo cavallo di battaglia, il doppio e mezzo rovesciato. Uno scricciolo di 1 metro e 60 con un carattere d'acciaio, prova ne è la capacità di reagire ad alcuni maledetti centesimi che l'hanno privata di podi mondiali e olimpici (i 20 maledetti centesimi che la relegarono al quarto posto a Londra 2012 nel trampolino 3 metri). Ha avuto ragione lei, tignosa nel rialzarsi, perché ai Mondiali del 2015 e poi ai Giochi di Rio 2016 si è presa la rivincita con gli interessi. Adesso una nuova vita sta crescendo dentro di lei, la prossima maternità le fa abbandonare definitivamente la vita agonistica anche se ai tuffi non dirà mai addio, fanno parte di lei, presto la vedremo a bordo vasca nel ruolo di allenatrice, ad insegnare ai giovani i trucchi che l'hanno resa grande.

 

Una fuoriclasse acqua e sapone con una popolarità che l'ha fatta diventare un modo di dire: "Si tuffa (o mi tuffo) come la Cagnotto" è una frase che appartiene al vocabolario di ognuno di noi, ennesima testimonianza di ciò che la bolzanina ha rappresentato nella storia dello sport, italiano e mondiale.

 

Grazie di tutto, regina dei tuffi.

La lettera aperta su Instagram

"Eccoci qui... vi avevo detto che verso settembre avrei deciso se continuare o meno la mia strada verso Tokyo. E' stata una scelta davvero difficile - scrive Tania Cagnotto nel post pubblicato sul proprio account Instagram ufficiale - Da una parte la voglia di partecipare alla mia sesta Olimpiade da mamme con il grande sogno di portare la bandiera dell'Italia e dall'altra il desiderio di allargare la famiglia. Ebbene sì, questa volta ho scelto la vita, la famiglia e poco dopo il destino ha voluto regalarmi una nuova vita dentro di me, gia' felice per la mia scelta".

 

Dopo aver annunciato il ritiro, la tuffatrice azzurra si rivolge ai suoi sostenitori: "So che molti di voi volevano vedermi ancora una volta sul trampolino e mi spiace di avervi deluso ma in questo lockdown, come sarà successo a tanti altri, ho avuto tempo di riflettere e capire cosa fosse piu' importante per me. Non avevo più quella forza di volontà (che per 20 anni mi ha guidato) di impegnarmi e sacrificarmi nel modo in cui un olimpiade lo richiede! Ho sempre onorato tutte le Olimpiadi e non potevo non farlo anche questa volta!".

 

Infine il ringraziamento alla compagna Francesca Dallapé "per avermi convinta ad affrontare questa sfida pazzesca e di avermi fatto tornare a sognare qualcosa in grande come un Olimpiade da mamme... E ancora una volta grazie a tutti voi, che avete ricreduto in me... voi che mi avete dato la forza di rimettere in moto la macchina... voi che mi avete sempre sostenuto con messaggi di stima e affetto! Vi prometto che vi renderò ancora partecipi della mia vita e comunque questo è solo un arrivederci al mondo dei tuffi perche' credo di poter dare ancora qualcosa in un altra veste... E poi a Maya servirà un'allenatrice" conclude parlando della figlia. 

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