La scelta di Magnini: “Torno alle gare, a modo mio”

Nuoto
Lia Capizzi

Lia Capizzi

L’annuncio a sorpresa dell’ex campione azzurro. A 38 anni non ha ambizioni di medaglie, le Olimpiadi sono un sogno ma non una ossessione. Decisiva la lunga e tormentata battaglia giudiziaria conclusa con l’assoluzione dalle accuse di doping. La scelta di tornare a gareggiare dettata dalla voglia di motivare i più giovani, anche davanti alle ingiustizie: “Quando ti danno per sconfitto non mollare. Anche quando ti viene voglia di lasciare, ricorda sempre che c’è sempre chi fa il tifo per te”

I’m back. Il titolo del video di 2 minuti a cui Magnini affida l’annuncio del suo ritorno al nuoto. Uno stile quasi epico, immagini altamente emozionali accompagnate dalla voce narrante dello stesso Filippo. Ma perché questa scelta? Ad una età che nel nuoto è equiparata alla vecchiaia, chi glielo fa fare di tornare a gareggiare? Nella parte finale del trailer si cela gran parte della risposta: “Nella mia carriera ho vinto tanto, ma lascia che ti dica una cosa, le vittorie più grandi sono quelle senza podio, senza medaglie. Quelle dove vincere significa tagliare il traguardo e non raggiungerlo per primo”. Vero, Magnini ha alle spalle una carriera imponente, due titoli mondiali consecutivi nella specialità regina dei 100 stile (Mondiali 2005 e 2007), sette titoli europei, un bronzo olimpico nella staffetta 4x200 stile (Atene 2004), solo per citare i successi da copertina, ma il campione pesarese ha soprattutto alle spalle una lunga vicenda giudiziaria che lo ha umanamente provato. Il 27 maggio 2017 l’avvio dell’inchiesta della giustizia sportiva con l’accusa di aver cercato di doparsi, la successiva squalifica di 4 anni per doping, un’onta inaccettabile per l’ex azzurro che ha sempre pubblicamente disapprovato le dubbie prestazioni di alcuni rivali che a bordovasca erano considerati da tutti disonesti, una lunga battaglia legale per affermare la propria verità anche alzando la voce come quando tuonò contro gli inquirenti: “Il problema più grosso è stato dover combattere contro l'incompetenza delle persone che indagano sugli sportivi e che non sanno niente di sport professionistico “ (24 maggio 2018). La sentenza di assoluzione emessa dal TAS di Losanna il 27 febbraio 2020 ha rappresentato la fine di un incubo durato tre anni e mezzo. “Un accanimento indicibile, è stata una situazione pazzesca, ho faticato a prendere sonno la notte. Non auguro a nessuno di lottare per una ingiustizia: proprio perché tu sai di essere nel giusto, di avere ragione, fai una fatica bestiale a dimostrarlo”.

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Dal suo ritiro agonistico, nel dicembre 2017, la vita di Magnini è profondamente cambiata. In termini affettivi, dopo la fine della storia sentimentale con Federica Pellegrini, ha trovato l’amore e la stabilità affettiva con la presentatrice tv Giorgia Palmas che lo ha reso per la prima volta padre. La nascita della piccola Mia, lo scorso settembre, ha cementato un rapporto di grande affiatamento e complicità che sarà coronato da un matrimonio già programmato lo scorso marzo ma poi rinviato causa lockdown.

 

C’è dell’altro. La profonda sofferenza per le accuse di doping e la successiva riabilitazione lo hanno reso consapevole di essere diventato un esempio. Anche la regina della televisione Maria De Filippi se ne è accorta quando lo scorso inverno ha chiamato Magnini a tenere una lezione motivazionale agli allievi della sua scuola Amici: “Ragazzi, non arrendetevi mai, anche quando vi diranno che avete sbagliato ma voi sapete dentro di voi che siete nel giusto, non mollate”. I riscontri ottenuti dalla pubblicazione del libro “La resistenza dell’acqua”, con la ricostruzione personale della vicenda giudiziaria, hanno spronato l’ex capitano della nazionale azzurra di nuoto a pensare di poter tornare. Non ha mai smesso di muoversi tra corse e palestra, la disciplina alimentare e fisica assimilata durante i 27 anni di carriera sarà sempre una costante del suo modo di essere. Ama il nuoto, a maggior ragione vuole essere d’aiuto in questo momento per il suo sport che è in grave difficoltà per la chiusura di molte piscine a causa delle rigide restrizioni per arginare il Covid 19. Ha ripreso ad allenarsi in acqua grazie all’aiuto di Claudio Rossetto, lo storico coach federale che ha plasmato e cresciuto il Magnini campione del Mondo, e che non ha mai lasciato solo l’ex allievo anche durante il periodo più buio. Ok, nuotare per mantenersi in forma ma chi glielo fa fare di tornare anche a gareggiare? Vuole per caso iscriversi nell’elenco dei tristi ritorni, spesso pure patetici, di cui la storia dello sport è piena? E’ ovvio che a 38 anni Filippo non ambisce certamente alla conquista di medaglie, non è uno sprovveduto, conosce i tempi limite del suo mondo. Non torna nemmeno pensando alle Olimpiadi, le probabilità che si possa qualificare, anche come riserva, nella staffetta 4x100 stile libero sono sotto il 50%. No, Magnini ha scelto di tornare per il piacere di farlo, adesso che è padre di famiglia sente il dovere di mandare un messaggio ai più giovani: "Anche quando ti danno per sconfitto non mollare. Anche quando ti viene voglia di lasciare, ricorda sempre che c’è sempre chi fa il tifo per te. Ho scelto di tornare da vincente, perché dentro ho già vinto tutto".

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