Pallanuoto, Setterosa sconfitto 13-10 dall'Ungheria: niente Olimpiadi di Tokyo

Pallanuoto
Lia Capizzi

Lia Capizzi

Andrea Staccioli / DBM
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Sfuma il sogno a cinque cerchi del Setterosa, in semifinale l'Ungheria vince 13-10 e si qualifica per le Olimpiadi insieme all'Olanda. Per la seconda volta nella storia l'Italia della pallanuoto femminile non andrà ai Giochi. Contro la Grecia domenica si giocherà il terzo posto del preolimpico per essere eventualmente riserva a Tokyo, in caso di defezione di una delle 10 nazionali qualificate

Lacrime amare, una sconfitta cocente che chiude le porte in faccia alle Olimpiadi. Per la seconda volta nella storia la nazionale femminile non andrà ai Giochi, dopo il precedente di Sidney 2000. Il Setterosa non potrà difendere la medaglia d'argento conquistata a Rio 2016, si chiude forse un ciclo di ragazze comunque meritevoli che per due mesi, anche il giorno di Natale, hanno preparato questa sfida, ci rimette sicuramente il movimento della pallanuoto femminile che aveva bisogno dell'occasione olimpica per reclamare spazio e visibilità.

Italia in difficoltà da subito

Il giochetto dell'Ungheria nel girone di qualificazione, il biscotto organizzato per aggiustare la sfida contro la Grecia (perdendo deliberatamente), non ci è piaciuto e resta un pugno nello stomaco ma non vale certo come scusante. In semifinale hanno vinto le migliori, vanno a Tokyo loro, con merito. Le magiare sono bravissime ad aggredire sin da subito il match, ci mettono 28 secondi a piazzare il primo gol con la Szilagyi. Il Setterosa appare impreparato, spaventato dal pressing asfissiante delle avversarie che dopo 3 minuti sono già 3-0. Non gira nemmeno la fortuna, il rigore della Garibotti si stampa sulla traversa ma tre parate di una super Gorlero e il gol della Tabani allo scadere del primo quarto limitano i danni con un passivo di 3-1. L'Italia fallisce un altro rigore con il tiro di Claudia Marletta parato dalla Magyari ad inizio del secondo tempo. A distanza di 2 minuti la stessa Marletta si vendica trovando la rete dal perimetro. Si inizia ad intravedere una minima reazione azzurra con la diagonale nell’angolo corto di Roberta Bianconi che timbra il parziale di 2-2, si va all’intervallo lungo, l'Ungheria conduce 5-3. 

Terzo tempo: l'Italia ritrova il carattere, ma non basta

Il terzo tempo è un concentrato di emozioni, si vede finalmente la vera Italia che con un carattere enorme inizia a mettere paura alle ungheresi. L'uno-due firmato da Tabani e Marletta fa rientrare il Setterosa in partita prima sul 6-5 e poi sul 7-6, il morale è alle stelle ma non basta, la distrazione costa cara quando di fronte ci sono campionesse spietate come la Keszthelyi che approfittano di ogni minimo errore. Con l'espulsione per limite di falli di Giulia Viacava torna a spegnersi la luce, in tre minuti l'Ungheria ne fa tre e riprende la fuga per il 9-7 in chiusura del terzo quarto. Gli ultimi 8 minuti sono di pura sofferenza, le magiare in superiorità numerica sono un carrarmato, il sogno è oramai sfumato e il finale di 13-10 sancisce definitivamente l'addio a Tokyo. Un grande dispiacere, fa male, malissimo. Ungheria e Olanda (7-4 alla Grecia nell'altra semifinale) sono le due finaliste di questo torneo preolimpico di Trieste, sono le ultime due qualificate per i Giochi, si aggiungono a Stati Uniti, Spagna, Russia, Canada, Australia, Cina, Sud Africa e Giappone qualificato di diritto come paese ospitante. Alle azzurre resta la magra consolazione di giocarsi il terzo posto (domenica contro la Grecia) con l'opportunità di essere riserva a Tokyo in caso di defezione da parte di una delle nazionali che hanno conquistato il pass.

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