Nuoto, show di Panziera, Detti e De Tullio. Pass olimpico per Sara Franceschi

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Foto DBM /Federnuoto
Foto DBM /Federnuoto

Nella prima giornata di gare degli Assoluti di Nuoto di Riccione brilla la stella di Margherita Panziera, nuovo record italiano nei 200 dorso e miglior crono mondiale stagionale. Gabriele Detti e Marco De Tullio nuotano un 400 stile da finale olimpica. La 22enne livornese Sara Franceschi conquista il pass olimpico nei 400 misti. Scaldano i motori Federica Pellegrini e Simona Quadarella, rispettivamente nei 50 e 400 stile, aspettando le loro vere gare giovedì e venerdì

Finalmente il nuoto azzurro può tornare a mostrarsi al mondo dopo gli ultimi 12 mesi caratterizzati da gare con il contagocce. Lo sguardo è rivolto a Tokyo, l’avventura olimpica che conosce bene Gabriele Detti. Quattro anni fa a Rio riuscì a salire due volte sul podio olimpico, nei 400 stile e nei 1500 dominati dall’ex gemello Gregorio Paltrinieri. Da un anno Greg ha lasciato la guida tecnica di Stefano Morini ma al Centro Federale di Ostia Detti non ha rinunciato alle sportellate quotidiane in allenamento con il suo nuovo compagno di vasche Marco De Tullio. Il giovane barese i cinque cerchi li ha vissuti a livello junior (argento nei 400 stile alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires 2018) ma ora toccherà con mano i Giochi dei grandi, portando nella storia del nuoto la sua città: è il primo nuotatore di Bari a partecipare alle Olimpiadi. Nella piscina di Riccione, nella finale dei 400 stile, Gabriele e Marco mettono in scena un vero show, vince il primo (3’44”65) davanti al secondo (3’44”74). Attenzione, sono crono di valore assoluto, con questi tempi si entra in finale alle Olimpiadi, questo è poco ma sicuro. Il pass olimpico ce l’avevano entrambi già in tasca, come wild card della Federazione, ma avevano voglia di conquistarselo pure in acqua, hanno nuotato ben al di sotto del limite richiesto (3’46”00). Per entrambi il Covid-19 è alle spalle, dopo il contagio dello scorso autunno, Detti la scorsa settimana ha accusato due giorni di febbre come reazione al vaccino al quale è stato sottoposto, in quanto appartenente al corpo militare dell’Esercito. Il livornese non è ancora al 100% e questo è un segnale di ulteriore fiducia per il traguardo giapponese. Resta un conto in sospeso negli 800 stile, di cui è stato campione del Mondo a Budapest 2017. E’ la specialità che da sempre avvicina Detti a Paltrinieri. Anche se loro strade si sono separate e sono rimasti amici, in acqua resta la sana rivalità di voler mettere la mano l’uno davanti all’altro. La seconda giornata degli Assoluti prevede proprio la finale negli 800, sia Gabriele sia Greg vogliono il pass anche nella gara delle 16 vasche, ma soprattutto vogliono tornare a duellare come ai vecchi tempi.

Foto DBM /Federnuoto
Gabriele Detti - Foto DBM /Federnuoto

È tornata a livelli Top Margherita Panziera. La 25enne di Montebelluna, da sette anni di stanza a Roma (Aquaniene) stampa il nuovo primato italiano nei 200 dorso: 2’05”56 (migliora il suo precedente primato 2’05”72 del 2019). È un crono di livello incredibile, è il secondo crono di sempre in Europa, vale la seconda prestazione mondiale stagionale. Margherita è tornata la formidabile atleta ammirata agli Europei 2018, quando conquistò l’oro continentale. È uscita con le ossa rotte dai Mondiali di Gwangju dove era arrivata come favorita ma è tornata a casa a mani vuote. In Corea era esplosa Regan Smith, fenomenale 17enne americana capace di vincere l’oro con tanto di record del mondo marziano (2'03.35) ma la Panziera aveva pagato pegno all’ansia con un deludente quarto posto. Il carattere mica si cambia, Margherita è anche questo,  in un mix di talento e insicurezze. Non è stato facile assorbire la botta di scontento, ascoltare le critiche, sentirsi etichettata come campionessa dal carattere debole. Niente di più sbagliato, la poliziotta laureata in Marketing resta una timida tosta. Ha preferito chiudersi nel silenzio, impostare di nuovo il piano di allenamenti con il coach Gianluca Belfiore, per costruire a fari spenti la sua rivincita. Eccola qui, la nuova Panziera. Adesso che ha imparato a gestire le pressioni può nuotare senza limiti. Se ci crede quest’estate in Giappone può davvero salire su quel tanto agognato podio olimpico.

Le Olimpiadi non le ha mai disputate Simona Quadarella, i cinque cerchi sono il suo chiodo fisso fin da bimba. A Tokyo ci arriva da campionessa mondiale dei 1500 stile (oro a Gwangju 2019) ma gli ultimi 12 mesi non sono stati semplici,  è passata attraverso le montagne russe emotive del rinvio di un anno dei Giochi, ha temuto di vedere sfumare gli ultimi quattro anni di sacrifici, ha avuto bisogno di respirare fuori dalle piscine, dedicandosi allo studio universitario, ha trovato la stabilità del cuore con il fidanzato ranista Alessandro Fusco, e si è ritrovata. Con al fianco l’immancabile allenatore Christian Minotti pronto a consolarla ma pure a strigliarla, un binomio indissolubile. La Quadarella si aggiudica il titolo italiano dei 400 stile in 4’06”49 davanti a Martina Caramignoli ( 4’08”39). Il crono della romana è sopra il limite richiesto (4’06”2) ma questo è solo un dettaglio. A livello mondiale – e quindi olimpico- le sue ambizioni sono poche nella gara delle otto vasche. Adesso c’è da calibrare il veleno per gli 800 stile, in programma giovedì. Il pass per Tokyo ce  l’ha già in tasca per i 1500 stile ma vuole raddoppiare nella mezza distanza. Per se stessa e anche per mandare un nuovo segnale alla extraterrestre Ledecky.

Se dobbiamo eleggere una regina della prima giornata di gare non abbiamo dubbi, scegliamo Sara Franceschi. La livornese centra la qualificazione olimpica nei 400 misti nuotando in 4’37”06 migliorandosi di quasi 3 secondi, aveva un personale di 4’40”03. È un pass a sorpresa? Sì e no. No perché Sara è un talento da sempre, nelle categorie giovanili ha sempre primeggiato, non a caso nel 2016 a soli 18 anni era stata convocata per le Olimpiadi di Rio, parliamo dunque di una signora nuotatrice. Ma negli ultimi due anni si era un po’ persa per strada, una serie di risultati sufficienti ma senza mai riuscire a brillare. Il suo allenatore si chiama Stefano, di cognome fa Franceschi. Si, è suo padre. Da genitore ha saputo gestire l’impasse di crescita agonistica della figlia, senza l’assillo di aggiungere ulteriori pressioni. Hanno continuato a lavorare con serietà e questi sono i risultati. Sara ha gli occhi lucidi nel festeggiare questa qualificazione olimpica, in un attimo le vengono in mente i dubbi dei momenti grigi. Una bella scrollata di spalle, niente ombre ma solo luce: sarà la sua seconda Olimpiade, ma la prima da grande. Il suo crono è ancora lontano dalle migliori del mondo ma c’è ancora tempo per limare la condizione e poter ambire ad entrare in finale in Giappone. Non è facile, sia chiaro, ma la tesserata delle Fiamme Gialle/Livorno Aquatics ha ritrovato la sua autostima, e il nuoto azzurro non può che tifare per lei.

Foto DBM /Federnuoto
Sara Franceschi - Foto DBM /Federnuoto

In chiusura due menzioni. Federica Pellegrini chiude al secondo posto i 50 stile vinti dalla 19enne bolognese Costanza Cocccelli in 25”04. Per la fuoriclasse un crono di 25”07 che vale come una conferma di quanto espresso la settimana scorsa a Marsiglia con un 100 stile di livello (53”84) e un 200 invece appena discreto (1’57”64).  I numeri non dicono tutto ma sono indicativi. Solo nel 2019 aveva nuotato i 50 sl con un crono inferiore (24”92). Traduzione, Federica è veloce, eccome. Non ci stupiremmo di un gran tempo nei 100 stile in programma giovedì pomeriggio. Aspettando i suoi 200 stile (venerdì 2 aprile alle 17.50) per scoprire se la Divina alla velocità è già in grado di coniugare la resistenza in vista della sua quinta Olimpiade. La seconda menzione è per Lorenzo Zazzeri che per due volte scende sotto i 22” nei 50 stile, lui che sprinter non è, 21”89 per vincere in finale e 21”94 in batteria (aveva un personale di 22”07). Il fiorentino di 26 anni baciato dal talento artistico (andate a vedere i suoi lavori con la firma @Zazzart su Instagram e rimarrete stupiti), allenato da Paolo Palchetti, è in grande forma. Ai Mondiali di Gwangju era davanti alla tv a fare il tifo sfegatato per i suoi grandi amici della Florentia Nuoto Pippo Megli e Matteo Restivo, sono tre moschettieri, tutti per uno e uno per tutti. La sensazione, per come ha nuotato Zazzeri, è che Megli e Restivo giovedì pomeriggio si sgoleranno durante la finale della gara regina. Il toscano ha tutte le carte in regola per mettere in scena un duello con il re azzurro dei 100 stile Alessandro Miressi. Sogna di completare un ritratto: la qualificazione per Tokyo.

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