Europei, Quadarella oro nei 1500sl. Panziera 2^ nei 100 dorso, bronzo Italia nella 4x200

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

©Getty

Simona Quadarella vince i 1500 stile libero agli Europei di Budapest di nuoto in 15’53″59. Bronzo per Martina Caramignoli, che torna sul podio europeo sette anni dopo il bronzo di Berlino nel 2014. Argento per Margherita Panziera nei 100 dorso dietro alla britannica Dawson. Nella 4x200 sl femminile bronzo per l'Italia, preceduta da Gran Bretagna e Ungheria

 

Un assolo di Simona. La Quadarella prende subito il largo e chi s’è visto s’è visto, da sola per 30 vasche per confermarsi reginetta D’Europa. Reginetta bis perché completa l’accoppiata 800, vinti martedì, e 1500 stile. Felicissima collezionista di ori continentali è il suo quinto personale negli ultimi 3 anni. Bottino da fuoriclasse quello della 22enne di Roma che ha sofferto il 2020 per il Covid, per il rinvio delle Olimpiadi, per l’assenza di gare, lei che ha bisogno di sentirsi agonista. La scorsa estate in acqua al Sette Colli di Roma sembrava la gemella scarsa, detto con rispetto. C’era qualcuno che ipotizzava: ma non è che Simona ha perso il suo veleno? “A dire il vero lo pensavano in molti, ma io ho tirato dritto per la mia strada. Ho avuto paura io stessa di rimanere nel limbo ma quest’Europeo mi ha ridato le certezze che cercavo. Me lo dico da sola, sono fiera di me”. La vittoria nei 1500 è di valore perché arriva con il quarto crono nel ranking stagionale guidato dalla extraterrestre Katie Ledecky (15’40”55) tornata a dettare legge nei 200, 400, 800 e 1500 dopo la parentesi “da umana” dei Mondiali di Gwangju 2019 quando Simona approfittò dell’assenza della statunitense per salire sul tetto del mondo. L’allieva di Christian Minotti all’Aniene stampa un 15’53”59 che rappresenta una ottima indicazione in vista di Tokyo. Traduzione: nei prossimi due mesi c’è ancora molto lavoro da fare ma la strada è quella giusta. “Non aspettatevi un oro anche nei 400, eh”, sorride la Quadarella ricordando il tris di Glasgow 2018. La prossima gara dei 400 stile libero non l’ha preparata, il colpaccio proverà a farlo comunque, pur senza troppe aspettative. Risale sul podio europeo Martina Caramignoli, l’ultima volta fu con il bronzo a Berlino 2014, ci ritorna dopo sette anni lunghi e difficili e nel ricordarli gli occhi si riempiono di lacrime. Grande merito alla reatina delle Fiamme Oro allenata da Germano Proietti, ha creduto caparbiamente in un rilancio, aveva già conquistato il pass olimpico, ma alla Duna Arena nei 1500 della Quadarella conquista il bronzo (16’05”81) dietro alla russa Anastasia Kirpichnikova. Martina testarda, commovente, e prossima festeggiata perché si infiocchetta da sola il regalo di compleanno, ne compirà 30 martedì 25 maggio.

 

Signori e signori, mettetevi comodi, va ora in onda il 100 dorso più pazzo della storia. In finale vince la britannica Dawson davanti all’olandese Toussaint con Margherita Panziera che chiude quarta in 59”45. Alt, fermi tutti, c’è stato un problema al device (il blocco di partenza che agevola i dorsisti) della svedese Hansson che resta incastrata, con l’aggiunta pure di una anomalia nel cronometraggio. Non vale, si deve rifare tutto. C’è un programma gare da rispettare e da far concludere, la finale verrà disputata alla fine della sessione serate. Due ore dopo le dorsiste tornano in acqua per una nuova (seconda) finale. Rivince la Dawson e la Panziera in 59”01 acchiappa l’argento più strano della sua carriera. Non festeggia nemmeno la 25enne allenata da Gianluca Belfiore, oro europeo nei 200 dorso nel 2018. Anzi, la poliziotta veneta spicca per onestà intellettuale:Non mi sento di meritare molto questa medaglia. Non si possono fare due volte le gare. Questo argento dovrebbe andare a Kira Toussaint”. La sincerità di Margherita, che può comunque essere soddisfatta di un convincente crono che la proietta verso la sua specialità, i 200 dorso, in programma domenica.

 

Si merita il bronzo la  4x200 stile libero femminile con una convincente Stefania Pirozzi in apertura, 1’59”63 per la 27enne di Benevento delle Fiamme Oro. In seconda frazione la sorprendente debuttante Sara Gailli (1’59”94) compagna di allenamento di Simona Quadarella all’Aniene che dopo le fatiche dei 1500 si rituffa in vasca per sostenere la causa azzurra (2’00”81). In quarta frazione una capitana Pellegrini trascinatrice e instancabile, mai vista nuotare la Divina in così tante gare come in questo Europeo (1’56”54), sorpassa la Francia e tocca terza dietro a Gran Bretagna e Ungheria: 7’56”72. Oltre al bronzo arriva anche il pass olimpico nella staffetta alla quale Federica tiene di più, memore degli insegnamenti di Alberto Castagnetti. “Era dai Mondiali di Kazan 2015 che la 4x200 donne non saliva su un podio. E’ un grande risultato, contenta per me e per le ragazze, possiamo pensare davvero a tornare ai grandi risultati del passato”, chiosa stanca ma appagata la fuoriclasse azzurra.

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