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17 giugno 2019

Europei scherma 2019, Foconi oro nel fioretto. Doppietta azzurra con Garozzo argento

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Doppietta azzurra sulle pedane tedesche di Düsseldorf. Alessio Foconi si aggiudica la medaglia d’oro al termine di una finale tutta italiana contro l’oro olimpico e grande amico Daniele Garozzo, 15-4. Per il 29enne di Terni, campione del mondo in carica, è il primo titolo europeo

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Inarrestabile. Per la prima volta sul gradino più alto d’Europa Alessio Foconi esulta e stringe il fioretto con incise, sulla lama, le quattro lettere che oramai lo accompagnano: “daje” . Un marchio di fabbrica che vale come auto-incitamento per il 29enne di Terni. Da 12 mesi a questa parte Alessio si sta riprendendo con gli interessi tutto ciò che si era lasciato sfuggire in carriera. Per anni è stato atleta di livello nazionale senza però mai riuscire a fare il salto di qualità. Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro quando Daniele Garozzo vinceva l’oro olimpico, nel fioretto, Foconi era a casa sua, sul divano, con il cuore che faceva a pugni con la testa, da un lato la gioia spontanea per il successo del grande amico, dall’altra la rabbia per non essere lì a giocarsela, la spinta decisiva per dire a sé stesso: ce la posso fare anch’io, tra quattro anni voglio andare a Tokyo. Da qui è iniziata la seconda vita agonistica dell’azzurro tesserato per l’Aereonautica e seguito dal maestro Filippo Romagnoli detto “Pippi”. Sono cresciuti insieme, si sono stimolati a vicenda, curando la tecnica ma pure la forza e l’esplosività, in questo Foconi non ha eguali nel panorama internazionale. Ai Mondiali cinesi di Wuxi 2018 gli è riuscito il colpaccio tanto sognato e cercato, l’oro mondiale. Da lì in poi non si è più fermato, ha reagito al lutto per la perdita improvvisa di papà Franco, il suo primo tifoso, ha portato a termine il corso di laurea in Scienze Motorie. E in pedana è diventato spietato.

In questa stagione è stato fin qui un rullo compressore, due vittorie ai Grand Prix di Parigi e  Shangai, sei podi in otto gare di Coppa del Mondo. Qui a Düsseldorf Alessio si presenta meritatamente  numero uno del ranking mondiale. Ai quarti regola con un perentorio 15-7 il russo Dmitry Zherebchenko, in semifinale si sbarazza del campione europeo uscente, il russo Alexey Cheremisinov per 15-11. In contemporanea viaggia deciso il cammino di Daniele Garozzo. Lo studente di Medicina, tesserato per le Fiamme Gialle, non lascia scampo nei quarti al polacco Andrzey Rzadkowski, 15-10, in semifinale supera il francese Enzo Lefort, 15-8. Una finale tutta italiana, meglio di così cosa pretendiamo? Una finale da “Fratelli d’Italia”, tra due campioni che in pedana sono rivali, pure agguerriti, ma nella vita di tutti i giorni sono grandi amici. Si vogliono un mondo di bene Alessio e Daniele, sempre in camera insieme durante i ritiri azzurri. Così come dividono la stessa stanza i loro maestri, Filippo Romagnoli e Fabio Galli. No, non è una favola da libro Cuore. E’ solo il clima che si respira all’interno della nazionale di fioretto maschile, un’armonia creata ad arte dal C.T. Andrea Cipressa.

In finale non c’è storia, Foconi prende il largo e si porta subito sul 6-1. Un attacco e contrattacco assegnato a Garozzo subisce la richiesta di moviola da parte di Foconi, l’arbitro assegna la stoccata al ternano ed è 7-1. Il siciliano di Acireale, che vive e si allena da 10 anni a Frascati, è impreciso, prova a reagire ma l’amico rivale è ormai entrato in modalità iena. O forse Gorilla, soprannome che ama e che gli deriva dagli allenamenti atletici a lanciare massi nelle campagne ternane. Foconi, chiude 15-4 e mette in bacheca un oro che non aveva mai conquistato.

"Non ho sentito il peso di essere il numero uno del Ranking. Sono contento, mentalmente ho retto bene a tutte le gare della stagione 2018-2019, sono riuscito ad essere sempre costante. Niente più cali fisici, come magari mi capitava in passato. Ho cercato di curare ogni singolo dettaglio, quello che mi ha portato a vincere quest'oro europeo. Adesso però non voglio adagiarmi sugli allori, voglio spingere fino al massimo".

Un singolo oro da dividere con molte persone. "La dedica è per la mia ragazza, per mio fratello e mia madre insieme a tutti i parenti che ci sono stati vicini in questi ultimi mesi. E poi c'è Pippi, il mio maestro, ma pure Walter Cutrì, preparatore atletico, e Filippo Fanin, mental coach. Al mio fianco ho un gruppo che merita questa mia lunga dedica".

Garozzo, già campione europeo nel 2017, si deve accontentare della medaglia d’argento. "Non ha funzionato niente in questa finale, praticamente non ho tirato. L'unica consolazione è il cammino che mi ha portato dalle qualificazioni alla finale, da qui voglio ripartire". La rivincita tra i due amiconi ci sarà magari tra un mese ai Mondiali di Budapest? Riuscirà Garozzo a sfatare il tabù dell’unica medaglia iridata che ancora gli manca? Il consiglio è di continuare a seguire questi ragazzi. Prima però a Düsseldorf li aspetta la gara a squadre decisiva per racimolare punti preziosi in vista della qualificazione olimpica. "Siamo un gruppo davvero unico, per altro io e Alessio non abbiamo mai vinto un titolo europeo a squadre, abbiamo questo tabù da sfatare, a maggior ragione perchè la qualificazione olimpica passa attraverso la gara a squadre"Alessio, Daniele e quel sogno ben fissato nella loro mente: Tokyo. Insieme.



(Foto Bizzi-FIE)

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