CdM Sci, a Garmisch Dressen trionfa in discesa. Buzzi 10°. Ultima gara per Peter Fill

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Il tedesco trionfa sulla pista di casa in discesa libera. Secondo il  norvegese Kilde, terzo il francese Clarey. Il migliore degli azzurri è Buzzi, decimo al traguardo. Applausi per Peter Fill, alla sua ultima gara in Coppa del Mondo

La discesa di Coppa del mondo a Garmisch-Partenkirchen è stata vinta dal campione locale Thomas Dressen, 26 anni e quarto successo, in 1'39"31. Alle spalle del tedesco, che ha sfruttato il pettorale 1 su una pista progressivamente più lenta per il caldo soprattutto nella parte finale,  è finito il norvegese Aleksander Kilde (1'39"47). Terzo (1'39"48) il francese Johan Clarey , il veterano del circo bianco di 39 anni, solo sette podi e ancora mai una vittoria in carriera, famoso soprattutto per avere realizzato con 161.9 Km/h il record di velocità in una discesa di Coppa del mondo sulla Lauberhorn di Wengen nel 2013. Per l'Italia, sulla classica pista Kandahar, sempre tutta in ombra, con partenza abbassata e un fondo che solo il freddo notturno e il trattamento con il sale è riuscito a compattare malgrado temperature primaverili diurne, il migliore è stato Emanuele Buzzi, 10° (1'39"85) e tradito dalla neve più lenta a ridosso del traguardo. Buona prova di Christof Innerhofer, al rientro in discesa dal marzo 2019, 15° (1'40"14). Più indietro Mattia Casse (1'40"58) e Matteo Marsaglia (1'40"89). 

Peter Fill, ultima gara in carriera

Festa per Peter Fill

Dopo 355 traguardi tagliati spianato a oltre 100km all’ora Peter Fill ha messo da parte l’agonismo, si è alzato sull’arrivo di Garmisch e ha urlato a più non posso.

Gioia, felicità, tristezza e malinconia devono essersi mescolate nella sua testa. Ma è durato tutto un attimo perché poi l’applauso della gente, degli allenatori, l’abbraccio dei suoi compagni di squadra e della sua famiglia lo hanno travolto facendogli capire che in questi 18 anni di Coppa del mondo ha lasciato il segno. Un talento vero. Lo stesso Bode Miller in un’intervista rilasciata qualche anno fa a Sky aveva detto: “Peter Fill è uno dei miei discesisti preferiti di tutti i tempi. Quando era giovane l’ho visto sciare in slalom…era il 2000 e ho pensato che sarebbe potuto diventare uno degli sciatori più forti di sempre”.

E detto dal fuoriclasse americano campione del mondo, capace di vincere due Coppe del mondo e un oro olimpico significa molto. Bode continua poi descrivendo Fill come un purosangue che avrebbe potuto vincere in tutte le discipline. Qualche infortunio lo ha fermato e poi lui ha sposato la velocità. Nessun rammarico. A quello si è dedicato conquistando 22 podi, 3 vittorie, 2 medaglie mondiali e soprattutto, oltre alla coppa di combinata, 2 coppe di discesa. Primo e unico italiano a vincere questo trofeo. 

Avrebbe voluto chiudere a Cortina per le finali o addirittura l’anno prossimo ai Mondiali ma il fisico gli ha fatto capire che era tempo di fermarsi e allora prima di incappare in un altro infortunio ha scelto di rallentare e cambiare strada.

Si è inchinato al traguardo per salutare tutti, come un attore che esce di scena e gli avversari hanno risposto inchinandosi anche loro e togliendo il cappello in segno di rispetto. Chapeau Peter per tutto ciò che hai fatto.

L'annuncio dell'addio di Peter Fill a Kitzbuehel

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