Il mondo di Paris in tre stanze: palestra, trofei e musica

Sci

Elisa Calcamuggi

Un giorno speciale a casa Paris: il campione di sci si racconta a Sky Sport24 alle 12.45, 18.45 e 21.45. Dall'infortunio di gennaio, alle camminate nei boschi, fino all'altro "suo" mondo, quello della musica. Ad agosto vorrebbe rimettere gli sci, puntando dritto alla Coppa di discesa

Raggiungere casa Paris è un po’ come trovarsi in cima alla Streif oppure alla Stelvio: segui le indicazioni del navigatore, sali, sali e di colpo ti trovi su un cucuzzolo che si affaccia a picco sulla Val d’UltimoUno spettacolo.

 

Il panorama intorno ti mette in pace con il mondo. E’ quassù che Dominik Paris si è rifugiato dopo l’infortunio del 22 gennaio quando qualche giorno prima di gareggiare sulla “sua” Steif  (la pista di discesa libera di Kitzbuehel dove ha trionfato 3 volte) cadendo in allenamento si è rotto il crociato interrompendo una stagione straordinaria che lo vedeva puntare diritto alla Coppa di discesa, lottando gara dopo gara con lo svizzero Feuz.

 

Per gli appassionati, per i suoi allenatori, per gli addetti ai lavori è stato uno shock. Un fulmine a ciel sereno: dopo la doppietta di Bormio tutti lo attendevano in Austria, era in gran forma, eppure lui fin dall’inizio ha affrontato l’operazione e il recupero come un momento di passaggio.

 

“L’incidente è stato un attimo – racconta pedalando sulla sua cyclette davanti alle vetrate della palestra di casa – sono scivolato, ho tentato di recuperare e crack. Ma la cosa positiva è che non ho fatto altri danni e quindi sto recuperando bene. Anche il tono muscolare non ne ha risentito. Tra qualche mese avrò dei controlli importanti per decidere se ad agosto posso tornare a sciare.”

 

I suoi compagni di squadra sono in raduno allo Stelvio, lui arriverà a tempo debito.

La sua vita, con o senza lockdown, non è cambiata di molto: passeggiate nel bosco dietro casa, vita in famiglia con i suoi due figli (il secondogenito è nato a aprile), allenamento e musica.

 

La musica è il suo “altro mondo” come dice lui. E’ l’altra parte di sé che gli permette di isolarsi nei momenti agonistici importanti e anche di diventare quasi un’altra persona quando è sul palco come vocalist del suo gruppo heavy metal: Rise of Voltage.

 

Il mondo di Paris è tutto al primo piano della casa: la palestra, l’angolo con le Coppe e i trofei vinti (con spazi ancora vuoti per ciò che verrà), la stanza insonorizzata dove suona e canta con il suo gruppo e il laboratorio dove lavora il legno.

 

“Potrei vivere qui sotto…” dice scherzando. Alla domanda sulla prossima stagione la risposta è una sola: “Voglio andare veloce!”

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