04 aprile 2017

Hockey, l'Olimpiade 2018 sarà senza giocatori NHL

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Un momento saliente del match di NHL tra Montreal Canadiens e Florida Panthers (foto getty)

La National Hockey League, la lega che organizza il campionato professionistico in Nord America, ha annunciato che non fermerà il torneo a febbraio durante Pyeongchang 2018, impedendo di fatto ai giocatori più forti al mondo di giocare in Nazionale

Non li vedremo all'Olimpiade 2018 in Corea del Sud. E qualcuno già sostiene che forse non li vedremo più. Da Nagano ‘98 in poi, la presenza dei più forti giocatori di hockey al mondo con la maglia delle rispettive Nazionali è stata la massima espressione di questo sport. E la finale olimpica, l'evento clou dell'Olimpiade invernale. Non per la NHL, la National Hockey League, la lega che organizza il campionato pro in Nord America. Ha annunciato che non fermerà il suo campionato a febbraio per consentire ai giocatori di essere a Pyeongchang.

Sport contro business - La NHL non vuole fermarsi a febbraio quando in America non c'è più il football e non c'è ancora il baseball, non per un torneo a 13 ore di fuso di distanza da Stati Uniti e Canada. Mesi di trattative con Federazione Internazionale e Cio non sono serviti, lo sport è stato sconfitto dal business, dalle richieste di risarcimento infortuni e dai diritti di sfruttamento immagini. La Stanley Cup batte l'oro olimpico, almeno nel cuore e nella testa del commissioner Gary Bettman e dei proprietari che rappresenta. Anche se per Pechino 2022 ci potrebbe essere un ripensamento, perché è un mercato con cui la NHL ha interessi al punto da chiudere anche un accordo per sviluppare l’hockey in Cina. Ma non c’è solo il volere dei proprietari.

Il sogno olimpico - Molti giocatori, soprattutto europei, hanno detto subito che continueranno ad inseguire il sogno olimpico. Come? Probabilmente rischiando salute e contratto, pagando assicurazioni o trovando il modo di farsele pagare. Garantendo ai proprietari, ma anche al proprio cuore, di seguire le sue ragioni. Per il CIO è un altro brutto colpo. Dopo le difficoltà a reperire città candidate, anche il rapporto con le leghe professionistiche e i campionati pro diventa un problema di non facile soluzione. A Tokyo 2020 tornerà il baseball, voluto fortemente dai giapponesi. Ma si giocherà con il campionato MLB in pieno svolgimento e senza accordi all’Olimpiade non ci saranno i più forti giocatori del mondo. Lo sport è una delle principali industrie mondiali dell’intrattenimento. Impone le sue regole. L’Olimpiade ha spesso fermato le guerre. Ora rischia di non fermare più i campionati.

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