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08 agosto 2017

Auguri Gallo! Anche se è uno dei compleanni più difficili...

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Danilo Gallinari, 29 anni (Twitter @italbasket)

Il numero 8 della Nazionale (nato l'8/8/88) doveva essere uno dei protagonisti della spedizione azzurra ai prossimi Europei. Ma le cose sono andate in maniera diversa

Avrebbe dovuto festeggiarli in azzurro i suoi 29 anni, come spesso accade a un campione come lui: sempre disponibile e presente alle convocazioni della Nazionale e nato a inizio agosto, quando gli amici sono in vacanza e tu invece preferisci sudare in ritiro a caccia di successi o qualificazioni con l’Italia. Quest’anno però, le cose sono andate in maniera diversa per Danilo Gallinari, che per una volta potrà sì ricevere l’abbraccio di parenti e amici, ma non riuscirà a togliere il retrogusto amaro a uno dei compleanni più controversi della sua vita. La mano è ancora dolorante e nessuno ha dimenticato il suo gesto discutibile durante l’amichevole contro l’Olanda. Un momento di follia, un colpo di testa che al danno (d’immagine, e non solo) ha aggiunto sadicamente anche la beffa, costringendolo a rinunciare all’ennesimo tentativo di una Nazionale che ai prossimi Europei dovrà provare a scrollarsi di dosso il peso di una lunga serie di sconfitte, senza disporre del suo giocatore di maggior talento. Un leader costretto a lasciare soli i suoi compagni, che proveranno a compattarsi e a rispondere da squadra a un’assenza che inevitabilmente peserà nella testa di tutti. Giocatori e tifosi di certo, ma forse non dell’allenatore, che saluterà quella panchina a fine settembre e che non vuole lasciarsi alle spalle un biennio di delusioni. “L’obiettivo principale è superare la fase a gironi, per poi giocarsi con consapevolezza quella a scontri diretti a Istanbul”, ha dichiarato più volte coach Ettore Messina. Un traguardo alla portata della squadra azzurra, che avrà un talento in meno sul parquet e un tifoso in più sugli spalti.

Affetto e successi da (ri)conquistare

Un ruolo nuovo per Gallinari, che non è mai stato abituato a guardar giocare gli altri al suo posto se non a causa di infortuni che spesso lo hanno fermato sul più bello. Difficile tenere fuori un giocatore con quel talento, quella predisposizione naturale al Gioco, quell’affinità con il canestro che va ben oltre la semplice genetica. Il suo numero 8 (nascere l’8/8/88 non lascia molte altre opzioni su quale cifra apporre sulla propria schiena) non è mai passato inosservato su un campo da basket, da Casalpusterlengo al Madison Square Garden. Il “Dannilo Gallanaraaa” urlato dallo speaker a New York a ogni suo tentativo andato a bersaglio è stato solo l’antipasto per un’ala duttile, spesso più fisica e alta dei suoi diretti avversari e con una capacità di trovare il fondo della retina seconda a pochissimi. Lo stop del 2013 alla vigilia dei playoff resterà di certo il più grande dei “what if” della sua carriera, protagonista a 25 anni in una delle migliori franchigie NBA di quel momento, lentamente naufragata a partire proprio da quel dannato 5 aprile. Il 2017 invece gli ha regalato i titoli delle prime pagine dei giornali dopo aver firmato il contratto da 65 milioni con i Clippers, che lo ha reso uno degli atleti italiani più pagati, per poi metterlo alla gogna e al centro di un ring virtuale, colpito dalle opinioni dopo il pugno rifilato a Kok. Alla fine quello costretto a incassare più di tutti è stato proprio lui, che nel prossimo futuro dovrà trovare il modo per (ri)conquistare il cuore dei delusi. Senza quello, sarà ancora più complesso riuscire a vincere vestito d’azzurro.

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