Eurobasket, Slovenia campione d'Europa: 93-85 alla Serbia

Basket

La Slovenia vince per la prima volta uno storico oro continentale battendo la Serbia 93-85. Pazzesca prova di Goran Dragic autore di 35 punti pur dovendo rimanere in panchina nel finale per crampi, così come Luka Doncic. La squadra di Sasha Djordjevic esce sconfitta da una finale per la terza volta consecutiva dopo Mondiali e Olimpiadi.

IL TABELLINO DELLA GARA

Ha vinto la squadra più forte e ha vinto con pieno merito: la squadra campione d'Europa è la Slovenia, che chiude Eurobasket 2017 vincendo 93-85 sulla Serbia dopo una finale stupenda. Una vittoria di cuore e di gruppo, perché sarebbe facile sottolineare i 35 punti di un incredibile Goran Dragic, votato come MVP del torneo alla sua ultima apparizione con la maglia della nazionale, ma la squadra di coach Kokoskov è riuscita a portare a casa l'oro chiudendo la finale senza il playmaker dei Miami Heat (fuori per crampi) e senza Luka Doncic, infortunatosi gravemente alla caviglia durante il terzo quarto. Senza le proprie stelle, gli sloveni hanno dovuto affidarsi alla lucida follia di Klemen Prepelic (21 punti con 4/8 da tre), l'incredibile solidità di Gaspar Vidmar (solo il +17 di plus-minus rende vagamente l'idea del suo impatto) e la versatilità di Anthony Randolph (terzo miglior marcatore di squadra con 11 punti, 4 rimbalzi e 3 stoppate). Alla Serbia non sono bastati i 22 punti di Bogdan Bogdanovic e i 18 di Milan Macvan, gli ultimi ad arrendersi per la squadra di Sasha Djordjevic, che esce sconfitta dalla terza finale consecutiva dopo quella dei Mondiali 2014 e delle Olimpiadi 2016. Si tratta di una vittoria storica per la Slovenia, la prima squadra dell'ex Jugoslavia a vincere un titolo continentale, per di più contro la Serbia in una finale tutta balcanica che non si era mai vista prima. L'ha spuntata la Slovenia in una gara selvaggia e bellissima, combattuta davvero fino all'ultimo con l'epilogo drammatico di una squadra che ha vinto nonostante l'assenza delle due stelle, Dragic e Doncic, votati alla fine nel primo quintetto della manifestazione insieme a Aleksey Shved, Bogdan Bogdanovic e Pau Gasol. Al momento della premiazione l'MVP Dragic ha chiamato anche suo fratello Zoran, assente perché infortunato ma da sempre parte della selezione nazionale - per la prima volta sul tetto d'Europa.

Il racconto del primo tempo

C’è Milan Macvan in quintetto nella posizione di 4 al posto di Bircevic per la Serbia, ma è il suo compagno di reparto Kuzmic ad aprire le danze con sei punti a centro area, capitalizzando sugli assist di Bogdanovic. La Slovenia però apre subito il fuoco andando a segno per due volte con Muric, abile a giocare sugli scarichi di Dragic, ma è la Serbia a mettere la testa avanti con il sottomano di Macvan in transizione per l’8-7. Coach Kokoskov vuole preservare i falli di Vidmar e lo toglie non appena Djordjevic schiera Marjanovic, provando ad aprire il campo con l’inserimento di Anthony Randolph dalla panchina. In apertura di primo quarto sono soprattutto gli attacchi ad avere la meglio sulle difese, specialmente con Dragic e Doncic che non perdono occasione di attaccare i piedi lenti di Marjanovic. A forzare il primo timeout è però la Serbia, che vola sul 18-13 grazie al secondo canestro di Bogdanovic, già autore di 4 punti e 3 assist. Prepelic allora si inventa una tripla fuori da ogni logica e riporta i suoi a contatto, con il resto del quarto va avanti sui binari dei due o dei quattro punti di distacco: la Serbia chiude avanti 22-20 grazie ai 12 della coppia Kuzmic-Bogdanovic.

La Slovenia costruisce le cose migliori quando Dragic può scalare le marce e attaccare in velocità, mentre fa fatica nell'attacco a metà campo contro la maggiore stazza fisica dei serbi. Macvan però regala tre tiri liberi a Randolph e una palla persa in maniera banale capitalizzata dagli sloveni costringe Djordjevic al timeout immediato sul 25-22. Bogdanovic risponde al primo momento di difficoltà andando a segno da tre in step back e facendosi fare due falli in fila, e magicamente la Serbia ritrova la fluidità perduta rimettendo la testa avanti con la tripla di Bircevic. Proprio in quel momento Prepelic si inventa una tripla delle sue, e immediatamente dopo Doncic si inventa il canestro più bello dell'Europeo mangiandosi tutto il campo in contropiede e schiacciando il 32-28 che fa esplodere i tantissimi tifosi sloveni arrivati a Istanbul. Dragic ne aggiunge altri sei in fila per regalare il massimo vantaggio ai suoi sul +10, e nel momento in cui la Serbia prova ad avvicinarsi Prepelic infila la terza tripla assurda della sua serata da otto metri abbondanti. La squadra di Djordjevic però non esce dalla partita, anzi si rimette subito in corsa con la tripla del -5 di Guduric sfruttando l'uscita dal campo per rifiatare di Dragic. La gara ha la prima fiammata non appena rientra playmaker dei Miami Heat, che è in serata leggendaria: 20 punti nel secondo quarto (record nella storia di Eurobasket, superando Juan Carlos Navarro), 26 nel solo primo tempo, con 9/14 al tiro e 6/6 ai liberi a cui aggiunge 3 rimbalzi e 4 assist. All'intervallo è 56-47 per gli sloveni, che hanno anche 20 punti dalla coppia Prepelic-Doncic, mentre dall'altra parte Bogdanovic è l'unico in doppia cifra a quota 11.

Il racconto del secondo tempo

Djordjevic prova a cambiare le carte in tavola schierando subito Marjanovic in apertura di quarto, ma Dragic ricomincia da dove aveva lasciato segnando altri tre punti allo scadere dei 24 secondi per il massimo vantaggio sul +12. La Serbia rimane comunque a contatto riportandosi a -6, e la partita cambia quando Doncic, ricadendo dopo una stoppata, si procura una storta alla caviglia sinistra che lo costringe a lasciare il campo. Bogdanovic sente l'odore del sangue e attacca il ferro firmando il -4, seguito da Stimac che girandosi in area trova il canestro che rimette definitivamente in gara i serbi. Dopo il timeout Kokoskov inserisce di nuovo in campo Dragic, il quale continua a essere un enigma irrisolvibile per i serbi, mentre Randolph piazza due giocate importantissime con un canestro e una stoppata che fanno rifiatare i suoi sul +8. Bogdanovic ispira la tripla di Bircevic con il suo quinto assist di serata e poi infila il canestro del -2, ma Dragic si conquista l'ennesimo viaggio in lunetta e il terzo quarto si conclude sul 71 a 67 per la Slovenia.

Guduric commette due follie in attacco perdendo due palloni consecutivi, con il secondo che viene punito anche dall'antisportivo che vale il +8 della Slovenia. Due penetrazioni di Bogdanovic e Micic valgono il -3 mentre Dragic mostra chiari segni di stanchezza sbagliando due tiri e un libero; di pari passo con il suo leader, anche la difesa slovena perde lucidità, lasciando Lucic solo sotto canestro per il -1. È Macvan a firmare il canestro del sorpasso sul 78-77 avvicinandosi a canestro, ma Prepelic torna a segnare uno dei suoi tiri per il controsorpasso immediato. Ancora Macvan si fa carico di tutto l'attacco segnando in post basso, mentre la spia della riserva è definitivamente accesa sulla testa di Dragic, senza energie e in preda ai crampi dopo una gara giocata a mille all'ora. Il finale è tesissimo e combattutissimo: Kuzmic sbaglia due liberi fondamentali, mentre Prepelic si traveste da Dragic e segna in step back il canestro del +2 forzando il timeout di Djordjevic. Macvan sbaglia da tre e ancora una volta la Slovenia punisce con Randolph, che realizza un gioco da tre punti dopo un rimbalzo d'attacco che regala il +4 agli sloveni, che chiudono la partita senza Doncic e Dragic. Gaspar Vidmar è monumentale nel stoppare da una parte e ancora Prepelic dalla lunetta firma il +6 a poco più di un minuto dalla fine. Bogdanovic sbaglia la tripla che sarebbe valsa il -3, ma anche quando Randolph viene stoppato al ferro la Slovenia arriva prima sulla palla, realizzando dalla lunetta il +8 con Nikolic. Bogdanovic non ne ha veramente più e dalla lunetta Blazic non trema: la tripla di tabella di Macvan non cambia la sostanza, perché la Slovenia vince 93 a 85 e si laurea campione d'Europa per la prima volta nella sua storia.

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