Pozzecco diventa una furia e difende la Dinamo Sassari in conferenza. VIDEO

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Conferenza stampa show da parte dell'allenatore della Dinamo Sassari, che si è lamentato dell'ambiente trovato a Venezia a margine della sconfitta per 78-65 in gara-5 contro la Reyer che potrebbe costare lo scudetto alla squadra sarda, adesso sotto 3-2 nella serie

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Gianmarco Pozzecco è un fiume in piena nel post partita di gara-5, uscito sconfitto assieme alla sua Dinamo nella decisiva gara-5 della finale scudetto a Venezia dopo aver accarezzato l'idea di rimonta (a tre minuti dalla fine Sassari ha fallito la tripla del potenziale -1) e spalle al muro in una serie conquistata grazie a uno straordinario filotto di successi. A mandare su tutte le furie l'allenatore di Sassari però è stato l'ambiente, definito "un catino in cui non si può disputare una finale scudetto", prima di iniziare a rispondere senza filtri ai cronisti. "Ditemelo voi cosa devo fare. C’è qualcuno che ha giocato la finale scudetto qua di voi? – ha commentato rivolgendosi ai giornalisti in conferenza stampa nel post-partita - No. Io sì. C’è qualcuno di voi che ha giocato una finale scudetto con un infortunio? Io sì. Sapete quanto mi è girato il c…? Devo cambiare il modo di essere? Devo piangere?! Devo piangere anche io? Mai. Andatevene a f…..o. Quelli che piangono se ne vadano tutti. Io non piango. Da quando ho 4 anni in questo sport non piango. Abbiamo perso, non fa niente. L’unica cosa che chiedo, esigo, è che i miei giocatori non si facciano male. Perché lì divento una bestia. Perché sono miei figli. Perché Stefano Gentile è figlio di Nando ma anche figlio mio. Viviamo in un mondo di m…a ragazzi".

La questione tiri liberi e l’ennesimo attacco: “Spero di perdere anche la prossima”

Pozzecco poi ha proseguito dando una spiegazione del diverso numero di viaggi in lunetta durante la partita, frutto a detta sua dell’atteggiamento dei suoi ragazzi. Un altro motivo per attaccare tutti e criticare più in generale la cultura sportiva che c’è in Italia, come al solito in maniera molto colorita:” Avete visto Venezia-Trento no? Bella, bella, bella. Giochiamo in un catino, bello. E cosa faccio? Non mi lamento. Però almeno non rompeteci i c…..i. Qua dentro non si può giocare a pallacanestro, qua dentro non si può giocare una finale. Sapete perché tiriamo più tiri liberi? Perché sono quattro mesi che andiamo sempre in area. Haynes ha tirato 14 triple, noi tutti insieme 17. Allora lasciatemi in pace. Non me ne frega un c…o di vincere o perdere lo scudetto, non me ne frega niente, mi dispiace di fare sta scenata qua per una sconfitta. Perché non voglio che ci sia qualcuno di voi che si permetta di scrivere che io sono arrabbiato per la partita. Non me ne frega un c…o. L’unica cosa che importa è che adesso devo andare in spogliatoio da Stefano Gentile che è disteso con una coscia così. Devo farlo io. Odio ste robe. Devono giocare i ragazzi, vincerle loro. Vincerle e perderle tra di loro. Noi non c’entriamo un cazzo. Tre persone che dirigano, che facciano il loro lavoro serenamente, e nessuno che deve rompere. Qua bisogna parlare di pallacanestro. Abbiamo una cultura sportiva in questo c…o di Paese che fa schifo. Io sono contento, sono felice così. Non ho vinto nulla in carriera, me ne sbatto. Ho vissuto 100 volte meglio, più felice, di tutti quelli che piangono. Spero solo una cosa: di perdere anche la prossima”.

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