Mondiali basket, Giannis Antetokounmpo alla conquista del mondo

Basket

Niccolò Scarpelli

Il Mondiale di basket in Cina potrebbe rappresentare la definitiva affermazione dell’MVP in carica, pronto a trascinare la Grecia ai fasti di un tempo - ma in maniera totalmente diversa rispetto al passato

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Giannis Antetokounmpo vuole sempre di più. E come potrebbe essere altrimenti, per un ragazzo con la sua storia: il premio di MVP della scorsa regular season poteva essere visto come il raggiungimento dell’élite mondiale, il premio per la dedizione e la faccia tosta che ci ha sempre messo e ci mette tuttora, ogni volta che immortala un malcapitato avversario in uno dei suoi poster. Non per Giannis: per lui è soltanto un trampolino da usare per darsi lo slancio verso nuove conquiste, implacabile Dominatore dei Due Mondi; oppure un ponte, che faccia da tramite tra il livello raggiunto nella passata stagione, dove con i Milwaukee Bucks è andato a un passo dalle Finals NBA, e quello ancora da sbloccare nella prossima annata, dove in un Est orfano di Kawhi Leonard tutti gli occhi saranno concentrati su di lui - anche in vista del suo futuro, con il contratto in scadenza nell’estate del 2021.

Prima, però, Giannis proverà a regalare alla Grecia un’estate indimenticabile, presentandosi come il miglior giocatore anche all’imminente Mondiale cinese e minacciando una realtà nella quale ormai viviamo dallo scorso ottobre. Giannis Antetokounmpo non si accontenta di essere un MVP, di finire sulle riviste patinate o di essere un’attrazione: Giannis Antetokounmpo vuole dominare il mondo.

Macchina distruttrice

Nonostante la cocente delusione patita nella serie contro i Toronto Raptors, la scorsa stagione ha visto la definitiva esplosione di Antetokounmpo. Il quale, aiutato anche dalle migliorie implementate dal sistema di Mike Budenholzer, ha iniziato a sfruttare appieno l’enorme potenziale a disposizione, diventato semplicemente inarrestabile. 

Non è un caso, quindi, se nell’ultimo anno la sua efficacia sia cresciuta di oltre cinque punti percentuali, col 64.4% di percentuale reale che ne fanno il quinto giocatore più efficace della scorsa regular season tra quelli con almeno 60 partite disputate. Meglio di lui hanno fatto solo centri puri come Rudy Gobert, DeAndre Jordan e Clint Capela e un tiratore dalla mano infuocata come Joe Harris. Coach Budenholzer ne ha fatto il sole attorno al quale far ruotare tutto l’universo tecnico-tattico della propria squadra, massimizzando quelli che sono i suoi punti di forza e sfruttando i cheat codes che solo il greco può offrire, grazie all’unica combinazione di talento, esplosività ed elasticità fisica a sua disposizione. Avendo costantemente la palla in mano, ora Giannis ha il potere di inclinare il piano della partita sempre secondo la sua volontà, piegando gli avversari al suo strapotere fisico; averlo circondato di tiratori affidabili, inoltre, gli ha garantito più spazio nel quale operare, dandogli angoli più aperti da attaccare. Il 73.7% al ferro su quasi 800 tentativi (10.7 a partita, primissimo in NBA) sono solo la punta del suo dominio, con le difese avversarie costrette a scelte impossibili da compiere.

Questo perché Giannis è in grado di leggere le reazioni della difesa e trovare i compagni liberi sul perimetro

La sua capacità di coordinazione, anche quando è lanciato a tutta velocità (è il secondo giocatore della passata stagione dopo Russell Westbrook a giocare più possessi in transizione) gli permette di minacciare le difese in ogni frangente della partita, costringendo gli avversari a mantenere un allerta costante e a non saltare nessuna “marcatura preventiva”. Gli 0.95 punti per possesso da situazioni in isolamento restituiscono bene l’immagine di un giocatore sempre più a suo agio nel punire il proprio avversario dal palleggio, indipendentemente dalla precisione del suo jumper.

Coach Bud e il suo staff gli stanno dando la fiducia necessaria per non smettere di provarci, neanche dopo errori grossolani, e infatti Giannis sembra essere meno esitante; soprattutto perché è consapevole lui stesso che, qualora dovesse raggiungere cifre anche solo accettabili, il suo dominio diverrebbe realmente incontrastato.

Il movimento di tiro a cui è attaccata un’intera nazione.

Tuttavia la più grande vittorie della consacrazione di Antetokounmpo deriva proprio dalla sua capacità di dominare il contesto tecnico attorno a lui nella sua interezza, senza dover dipendere dal proprio tiro. Grazie alle sue braccia che sembrano allungabili a piacimento, riesce a minacciare il ferro da distanze proibitive per la maggior parte degli altri giocatori - cosa che non vale solo per la realizzazione. Oltre ad essere stato il terzo miglior realizzatore della lega con 27.7 punti, infatti, Giannis è stato anche il sesto per rimbalzi con 12.5 di media a partita, di cui dieci difensivi, attraverso i quali iniziare immediatamente le operazioni d’attacco, costringendo le difese avversarie a ridisegnare le proprie geometrie.

Dal momento che l’unico giocatore che si è dimostrato in grado di ostacolarlo realmente nel corso dell’ultimo anno, Kawhi Leonard, non sarà presente ai Mondiali, nessuno sembra essere dotato di un antidoto contro la sua strapotenza. Il modo in cui verranno effettuate le rotazioni su Giannis (prepariamoci a vedere la costruzione di veri e propri muri difensivi) determineranno in maniera piuttosto tangibile ogni partita della Grecia, che, proprio come i Bucks, ha cercato di modellare il proprio roster attorno al suo talento

Sulle orme dei Bucks

Al C.T. della Grecia, Thanasis Skourtopoulos, non dev’essere sfuggito che nell’ultima stagione NBA Antetokounmpo ha dimostrato anche di essere anche un giocatore terrificante in situazioni di pick and roll. Per quanto i Bucks ne giochino pochissimi, il greco sfonda il tetto del 96° percentile sia come ball-handler primario (1.12 punti per possesso) che come rollante (1.40), dimostrandosi un’arma troppo micidiale per non essere utilizzata. 

Nel corso del torneo di preparazione al Mondiale la Grecia è stata letale nei giochi a due tra Giannis e Nick Calathes, ed è ipotizzabile che anche nelle prossime due settimane si vedranno molte situazioni del genere. La guardia del Panathinaikos è abile nel leggere le letture difensive e reagire di conseguenza, e nonostante non sia un tiratore affidabile (28% da tre sia nei due anni in NBA che nella sua carriera europea) possiede carattere ed esperienza necessarie per punire, specie se lasciato eccessivamente libero. 

Una situazione di pick and roll tra Giannis e Calathes. L’ex Grizzlies ha collezionato anche 8.2 assist di media a partita nell’ultima stagione in Eurolega (meritandosi l’appellativo di "miglior passatore che io abbia mai visto"nientemento che da Rick Pitino) e sarà una pedina fondamentale dello scacchiere ellenico

Se Calathes può essere paragonato a una specie di Eric Bledsoe più riflessivo e meno esuberante, il compito di Malcolm Brogdon può essere rivestito splendidamente da Kostas Sloukas - la cui presenza però è ancora incerta per via di un infortunio al polpaccio sinistro rimediato durante la partita contro l’Italia. Sia Brogdon che Sloukas hanno appena completato una stagione da 50-45-90 al tiro ed entrambi possiedono quel mix di QI cestistico e pragmatismo per svolgere i compiti di ball handler secondario.

Un’altra tripla di Calathes, dopo una buona circolazione di palla perimetrale iniziata da una situazione in post per Giannis

Il reparto esterni è stato riempito di giocatori in grado di garantire grande duttilità, con il talento di Kostas Papanikolaou, la freschezza atletica di Ioannis Papapetrou e l’esperienza di Panagiotis Vasilopoulos e Giorgos Printezis, che nonostante i 34 anni d’età continua a garantire la sua dose di perni e ganci sinistri di qualità. Quello che un pò spaventa sono le percentuali al tiro pesante, con il migliore (Vasilopoulos col 38%) che dovrebbe essere una riserva; ma anche qui, come per Calathes, non mancano gli attributi per provarci e se le percentuali dovessero reggere le cose si farebbero davvero complesse per gli avversari.

Per ovviare un po’ al problema Skourtopoulos vuole che i suoi ricerchino la transizione, quando possibile, cercando di alzare il ritmo per sfruttare la superiorità atletica data non solo da Giannis ma anche dal fratello Thanasis. Questo potrebbe aiutare a prendere fiducia, grazie soprattutto alle scosse di adrenalina che produrranno le scorribande degli Antetokounmpo, letteralmente inarrestabili in campo aperto in area FIBA.

Dominare il mondo

La grande capacità di prendere falli e andare in lunetta di Giannis (9.5 tiri liberi tentati di media nella scorsa stagione) potrebbe essere un altro fattore importante, per quanto ancora non sia del tutto affidabile nella conversione - con gli errori sotto pressione nella serie contro Toronto come macchia nel suo curriculum. Ma se l’intensità difensiva avversaria fosse costretta a scemare la Grecia ci guadagnerebbe parecchio, visto anche il pesante tonnellaggio che possono schierare a centro area grazie a Ioannis Bourousis e Giorgios Papagiannis. 

Come Budenholzer, anche Skourtopoulos sembra prediligere gli schieramenti con un centro di ruolo in campo, usando Giannis da “battitore libero”, sfruttando il suo atletismo fuori dal comune per aiutare dal lato debole e compattare l’area, scoraggiando le penetrazioni. 

Una collezione di giocate da pallavolo di Giannis, che al Torneo dell’Acropolis ha rifilato 8 stoppate in tre partite

Giannis è un five-tool player se c’è n’è uno, ovvero un giocatore in grado di giocare tutti e cinque i ruoli: le 1.5 stoppate a partita col 62.3% concesso nei pressi del ferro ne fanno un “5” molto più che affidabile in area FIBA. Skourtopoulos ha provato anche quintetti più “leggeri” con lui Printezis da lunghi, oppure più mobili con il fratello Thanasis a planare a canestro da ogni angolo, ma contro nazioni come la Spagna o la Serbia (di Nikola Jokic e Boban Marjanovic) avere centimetri e chili è un’arma preziosa.

Un ruolo chiave lo avrebbe Ioannis Bourousis se dovesse mantenere il 36% da tre delle ultime due stagioni nel campionato cinese con il Zhajiang Lang, dove ha viaggiato a oltre 16 punti e 9 rimbalzi di media. Trovare un surrogato di Brook Lopez sarebbe importante per la Grecia soprattutto per giustificare l’atteggiamento sempre molto conservativo della propria difesa, ma anche per aprire il campo in attacco, costringendo i lunghi avversari ad abbandonare il pitturato.

Centrare il primo posto nel Gruppo F non dovrebbe rappresentare un problema per la Grecia, che potrebbe invece usare le sfide contro Nuova Zelanda (senza Steven Adams), Montenegro (alla prima storica apparizione al Mondiale) e il Brasile di Marcelinho Huertas e Bruno Caboclo per prendere confidenza con la manifestazione ed entrare in ritmo, permettendo a Giannis di non affaticarsi troppo nella prima parte di competizione per poi salire di livello e di minutaggio quando la posta in palio sarà alta. 

Per arrivare fino a medaglia e sognare quella più preziosa servirà uno sforzo collettivo piuttosto grande, soprattutto perché gli ellenici non sembrano avere la quantità di talento a disposizione di altre squadre. Ma Giannis Antetokounmpo non ha paura di caricarsi sulle proprie spalle possenti una squadra che ripone in lui tutte le proprie aspettative, e ha già dimostrato di essere in grado di reggere il peso della corona.

La vetta dell’Olimpo del basket mondiale potrà essere raggiunta solo il prossimo giugno e su altri campi, ma se Giannis vuole davvero prendersi il mondo, la scalata parte dalla Cina. 

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