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Cheickh Niang: "Favoloso essere all’All-Star Game, frutto del lavoro con Crespi a Trento"

Basket

Zeno Pisani -video Sheyla Ornelas

Cheickh Niang con il suo agente Andrea Grossi

Invitato al campo Basketball Without Borders organizzato da NBA e FIBA, Cheickh Niang è volato a Los Angeles per allenarsi e giocare insieme ai 40 migliori prospetti di tutto il mondo in età da high school. E ai microfoni di Sky Sport racconta dei consigli di Danilo Gallinari e del rapporto con il fratello maggiore Saliou e con Marco Crespi, vero e proprio mentore che lo sta aiutando a crescere a Trento

CHEICKH NIANG A LOS ANGELES IMPRESSIONA GLI SCOUT AMERICANI

 

Cheickh Niang per Sky Sport. Prima di tutto presentati come giocatore Che tipo di giocatore sei? Che ruoli ti piace coprire? 

 

Sono un giocatore abbastanza esplosivo, ho un tiro discreto, son un buon difensore e in generale penso di poter fare un po’ di tutto in campo. 

 

Com'è stata l'esperienza qui all'All-Star Weekend, con anche tutte le iniziative collaterali organizzate attorno al camp Basketball Without Borders?

 

È stata un'esperienza indescrivibile, soprattutto essere qui a Los Angeles, che è un bellissimo posto. Mi ha fatto molto piacere giocare con gli altri migliori 40 giovani di tutto il mondo e mi ha fatto anche molto piacere incontrare Danilo Gallinari e altre leggende del basket. E poi adesso sono qui all'All-Star Game ed è una cosa bellissima.

 

È la prima volta che vieni in America? 

 

Sì, è la prima volta, ma poi tornerò subito a Trento perché c'è il campionato da giocare e ci sarà pure l’Eurocup. 

 

Tuo fratello Saliou è stato scelto all’ultimo Draft dai Cleveland Cavaliers. Cosa ti ha raccontato della sua esperienza? 

 

Mi ha detto che l'America è un mondo diverso, molto diverso dall'Italia. Io traggo ispirazione da lui e sono molto felice di quello che sta facendo con la Virtus.

 

Dove deve migliorare il tuo gioco? 

 

Il mio gioco può migliorare innanzitutto nella difesa lontano dalla palla. E di certo potrei migliorare anche a rimbalzo e sul tiro. 

 

Cosa ti aspetti nei prossimi anni con Trento? Qual è la tua ambizione? 

 

L'ambizione sarebbe quella di qualsiasi altro ragazzo della mia età, ovvero andare a giocare in NBA. Però adesso penso al presente e continuo a spingere e a migliorare. 

 

Cosa ti ha detto Danilo Gallinari? Lo sai che lui ha fatto lo stesso camp con Basketball Without Borders nel 2003? 

 

Sì, mi ha raccontato che ha fatto la prima edizione nel 2003. C'erano Manu Ginobili, Tony Parker e tanti altri giocatori. La prima cosa che mi ha detto è che batteva sempre mio fratello in uno contro uno in nazionale [ride N.d.R.].

 

Chi è il tuo giocatore preferito in NBA? 

 

Il mio giocatore preferito è Shai Gilgeous-Alexander, però ho un giocatore a cui mi ispiro forse ancora di più ed è VJ Edgecombe. 

 

Cosa vorresti rubare dal loro gioco? Perché ti piacciono? 

 

Mi piace Shai per come riesce a usare bene con i contatti, a sfruttare quei piccoli ‘bump’ per tenere lontano i difensori. Infatti con Marco guardiamo sempre i filmati di Gilgeous-Alexander e ne analizziamo insieme i movimenti.

 

Marco è Marco Crespi, uno dei più grandi insegnanti di pallacanestro in Italia. Cosa stai prendendo da lui? Quanto ti aiuta nel quotidiano? 

 

Marco sta lavorando con me ormai da ormai tre anni, faccio allenamenti individuali con lui e questo mi ha aiutato molto.

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