Il derby lombardo, grande classico del campionato italiano, si rivela subito equilibrato, con Milano che prova a scappare già nel 1° quarto e Cantù che si riporta sotto e chiude solo a -6 la prima metà di gara. E gli ospiti effettuano anche il sorpasso nel 3° quarto, dando vita ad un secondo tempo combattutissimo in cui la spunta l’Olimpia solo grazie all’errore di Erick Green sulla tripla che sulla sirena potrebbe regalare il colpaccio ai canturini
Non c’è Quinn Ellis, ultima assenza di una stagione caratterizzata da tanti infortuni per Milano, e l’Olimpia parte affidando a Nico Mannion la regia nel derby contro Cantù. A iniziare meglio, però, sono gli ospiti, con Oumar Balloprotagonista del 9-5 che apre la partita. Milano riesce a ricucire con Shavon Shields, perfezionando il sorpasso sul 17-16, senza poi fermarsi e costringendo coach Walter De Raffaele a chiamare il primo time out della partita con i suoi sotto 23-16. Il ritmo partita, però, non cambia, e Milano chiude il 1° quarto avanti 33-20. Cantù inizia bene il 2° quarto, con un 4-0 subito fermato da Peppe Poeta, che richiama i suoi in panchina. E Poeta deve chiamare di nuovo time out quando Cantù torna addirittura a -2 sul 41-39, approfittando delle troppe distrazioni milanesi. È Leandro Bolmaro, del tutto immarcabile per la difesa avversaria, a rimettere Milano in carreggiata e all’intervallo lungo il punteggio dice 47-41.
Al rientro in campo è Xavier Sneek, fin lì quasi impalpabile, a infilare due triple dai due angoli che riportano tutto in parità a quota 47. L’Olimpia risponde ancora con Shields, che si cerca e trova con testarda convinzione canestri nel traffico della difesa canturina, solo che è Erick Green a regalare agli ospiti il sorpasso sul 54-53. È una tripla di Pippo Ricci a ridare a Milano il vantaggio 66-63 con cui si entra nell’ultimo quarto. L’attacco milanese torna nelle mani di Bolmaro, che si alterna con Shields nel ruolo di creatore di gioco per sé e per i compagni, ma a metà del 4° quartoCantù è ancora lì sul 75-74. E i ragazzi di De Raffaele rischiano anche di vincerla, perché la tripla, a dire il vero un po’ acrobatica, ancora di Green sulla sirena finale si ferma sul ferro e sancisce l’88-86 finale.