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04 aprile 2017

Lahm: "Vinco, mi ritiro e divento imprenditore"

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Philippe Lahm - Bayern Monaco

Philippe Lahm, capitano del Bayern Monaco vicino al ritiro (Getty)

Dice che il calcio è come una droga "capace di mandare in astinenza quando, nella corteccia, mancano le endorfine staminali del prepartita di Champions". E ora come farà il difensore del Bayern a lasciare il calcio? Lo spiega proprio lui attraverso un'intervista concessa a Repubblica

Per lui il calcio "come una droga". E ora come farà a star senza? Pochi mesi fa, infatti, Philipp Lahm ha detto addio al calcio giocato, a giugno si ritirerà: "Il mio vantaggio è che ho sperimentato la fine, nel 2014, con la nazionale. So come prepararmi mentalmente a ciò che verrà". Attraverso un'intervista a Repubblica, Lahm ha parlato così del suo futuro. 

"Era il momento giusto" - "Il calcio attivo per me è un capitolo chiuso - racconta Lahm su Repubblica - È stato un periodo fantastico, sono grato per tutto. Ho avuto abbastanza adrenalina con tutte le partite che ho giocato. Se in futuro guarderò le partite alla tv oppure da spettatore allo stadio, so che mi divertirò ancora. Ho sempre dato ascolto al mio modo di sentire. Finora ha funzionato, anche quando ho deciso di lasciare la nazionale. Era il momento giusto per me. Ho detto che non so se tra un anno giocherò ancora al livello di oggi. E la vedo ancora così. Non sono una tale eccezione. Nico Rosberg si è fermato da campione del mondo, e anche Magdalena Neuner ha smesso molto presto con il biathlon...".

"Futuro da ds? Non ancora..." - "Ho un rapporto di rispetto e amichevole con Hoeness e con tutti i membri del consiglio. Ci legano molte cose: soprattutto, la passione per il Bayern: sono stati proprio loro a creare la possibilità che diventassi il successore di Sammer. Questo è stato un atto di fiducia: ci siamo confrontati e avevamo idee diverse sul ruolo e su come interpretarlo. Così ho risposto che non c’erano problemi, ma anche per me il momento non era giusto. Prendo sempre tutto in modo sportivo e accetto che ci siano opinioni diverse. Non è stato così drammatico come è stato detto. A mio avviso è importante che la squadra abbia l’opportunità di distanziarsi dall’idea di me giocatore. Nel calcio è molto difficile prevedere che cosa accadrà tra due o tre anni. Per me ora quel che conta è riuscire a mettere distanza, iniziando a fare qualcosa di nuovo al di fuori del calcio dopo il mio ritiro".

"Vinco e divento imprenditore" - "Prima di tutto mi prenderò una vacanza, spero dopo la finale di Champions. Voglio staccare la spina e ricaricare le batterie. Dopo mi occuperò sicuramente di temi dell’imprenditoria e voglio farmi coinvolgere maggiormente: non ho ancora una mentalità imprenditoriale. Voglio imparare tutto: a cominciare dalla gestione del personale. Qui i modelli ci sono... Ne cito due: Deichmann e Rossmann".

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