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04 febbraio 2018

Pazzini, gol al Real Madrid: un debutto più 'Pazzo' dell'altro

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Con la rete al Real Madrid il centravanti italiano ha realizzato ancora un esordio indimenticabile, come era già successo al debutto in A con l'Atalanta, alle prime di Coppa con Samp e Verona, alla doppietta con la maglia dell'Inter. Ecco tutte le Pazzo-Story

Una prima da sogno. Giampaolo Pazzini questa notte probabilmente non sarà riuscito a dormire per l'emozione vissuta al Ciutat di Valencia nella sfida tra Levante e Real Madrid. Muñiz lo manda in campo al 77' sul punteggio di 1-1. Pochi secondi dopo l'ingresso arriva la doccia fredda, con Isco che riporta avanti la squadra di Zidane. Lui però non si abbatte, tira fuori i denti in mezzo alla difesa dei Blancos e a un minuto dal termine col destro batte Keylor Navas, regalando un pari preziosissimo ai suoi. Un gol che sa di liberazione dopo sei mesi da incubo vissuti a Verona e che avevano spinto il Pazzo a porsi più di qualche domanda sul suo futuro. La decisione poi di scegliere l'esperienza spagnola per cambiare aria e ritrovare se stesso. E Pazzini, come ha sempre fatto nel corso della sua carriera, si è calato perfettamente sin da subito nella sua nuova realtà. Quella degli esordi con gol è una caratteristica che ha sempre accompagnato l'attaccante, fin dalle prime battute in Serie A. Nel suo debutto nel massimo campionato infatti, ci mette infatti meno di 120 secondi per trovare la prima esultanza. È il 12 settembre 2004 e Pazzini viene schierato titolare nella sfida tra Atalanta e Lecce. Al 2' Albertini fa un cambio di gioco per l'attaccante che sorprende alle spalle il difensore salentino, controlla col petto e con il mancino trafigge il portiere, portando avanti i suoi prima del 2-2 finale. A gennaio si trasferisce alla Fiorentina, dove non riesce subito a incidere da subentrante, ma lo fa quando l'allenatore Zoff gli concede gli interi 90 minuti a disposizione. È il 6 marzo e al Franchi arriva la Reggina. Dopo un primo tempo di sofferenza l'attaccante numero 20 sblocca il punteggio nella ripresa, allungandosi col piede destro sulla sponda di Viali. Palla in rete e Fiorentina che raccoglie tre punti fondamentali in ottica salvezza. Il gol lo galvanizza e Pazzini, dopo aver saltato la partita successiva per infortunio, si ripete prima contro l'Inter e poi proprio contro la Juventus. 

    

La firma in Coppa con la Samp, i 45 minuti da urlo in Inter-Palermo

Dopo quattro stagioni, Pazzini ha bisogno di un posto dove ritrovare serenità. L'occasione giusta per il riscatto capita a Genova, sponda Sampdoria. Viene subito mandato in campo nella gara di campionato contro il Palermo, ma non è ancora pronto per far male. È solo questione di tempo perché 72 ore dopo il Pazzo è ancora titolare nella partita di Coppa Italia contro l'Udinese. Questa volta il centravanti toscano non perdona e mette la sua firma, tagliando verso il lato destro dell'area e concludendo con un tiro a incrociare che contribuisce alla qualificazione dei blucerchiati. Sempre a gennaio arriva il suo trasferimento all'Inter e sempre il Palermo è l'avversario designato per il suo debutto. Questa volta però l'esordio da incubo si trasforma in sogno, una di quelle giornate che ogni giocatore spera di vivere. Pazzini parte inizialmente dalla panchina e l'Inter soffre tremendamente, andando sotto di due gol all'intervallo davanti ai suoi tifosi. Leonardo decide così di far entrare l'attaccante italiano al posto di Coutinho e in 45 minuti cambia radicalmente la storia della partita. Dopo 12 minuti accorcia le distanze, con una grande difesa del pallone e un tiro in girata che non dà scampo a Sirigu. Al 28' svetta con forza e puntualità sul cross di Maicon e ristabilisce la parità. 120 secondi dopo infine subisce il fallo da rigore che Eto'o trasforma e completa la rimonta nerazzurra. 

La tripletta rossonera e il rigore con l'Udinese

L'avventura interista, nonostante un inizio pazzesco, non risponde alle aspettative e dopo un anno e mezzo Pazzini finisce sull'altra sponda dei Navigli, quella rossonera. Viene spedito sul terreno di gioco nell'ultima mezz'ora di Milan-Sampdoria, ma non riesce a evitare la sconfitta ai suoi alla prima giornata di campionato. Alla seconda in casa del Bologna invece, l'attaccante viene proposto dal primo minuto e lui risponde alla grande. Comincia la sfida guadagnandosi e realizzando il gol del vantaggio su calcio di rigore. Poi, dopo il pari di Diamanti, risolve la sfida nel quarto d'ora finale: segna il 2-1 da vero rapinatore d'area, sfruttando l'errore del portiere in uscita, e poi sigla la tripletta deviando col tacco in rete la conclusione sporca di un suo compagno. A due facce e con tante similitudini con il passato il suo esordio infine con la maglia del Verona. Nell'esordio assoluto, coincidente con la sfida di Coppa Italia contro il Foggia, Pazzini firma l'assist per il gol di Hallfredsson che dà il via alla rimonta gialloblù. In campionato invece non si impone in fretta come successo nelle precedenti squadre, ma si sblocca dal punto di vista realizzativo quando ha la possibilità per la prima volta di giocare gli interi 90 minuti, lo stesso di quanto era accaduto a Firenze. Come invece capitato nella sua esperienza doriana, è l'Udinese la prima vittima sacrificale. Il centravanti classe '84 si prende la responsabilità dal dischetto e tira un rigore imprendibile per Karnezis che permette all'Hellas di portarsi in vantaggio, prima del pareggio nel finale di Thereau per i bianconeri. Contro il Real Madrid ha poi vissuto l'ennesima favola della sua carriera, quella a cui il Pazzo non vuole proprio mettere la parola fine.

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