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11 gennaio 2019

Manchester City, Ederson: “A 15 anni ho pensato di smettere. Ho sofferto di depressione per un mese”

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Il portiere del Manchester City confessa una parte del suo passato al Mirror: "A 15 anni ho sofferto di depressione per un mese. È stato difficile, ho pensato di smettere. I miei genitori mi hanno aiutato". Poi il brasiliano affronta altri temi, dal modo di giocare alla rivalità con Alisson

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Ricchi e di successo, ma la fama spesso non basta. E a volte ci si dimentica che dietro quel percorso ci sono una serie di ostacoli e sacrifici che ognuno ha dovuto sopportare. Storie di delusioni e bocciature, col tempo diventate basi per costruire la propria corazza. A difesa di se stessi e della propria porta. Come quella del Manchester City, ormai di proprietà di Ederson. Nell'estate del 2017 è stato acquistato dai Citizens, diventando - temporaneamente - l'estremo difensore più costoso al mondo, ma prima di compiere il grande passo ha ragionato anche su un possibile ritiro. "Era una situazione difficile. Avevo 15 anni e ho sofferto di depressione per un mese - ha rivelato ai microfoni del Mirror -. Ho anche pensato di smettere. Fortunatamente i miei genitori mi hanno supportato e mi hanno incoraggiato a tornare a giocare". Cresciuto in un sobborgo di San Paolo, ha vissuto un'infanzia felice ma, a differenza dei suoi coetanei, quando giocava per la strada non idolatrava i soliti Kakà, Ronaldinho, Ronaldo, ma Rogerio Ceni: "La passione per il ruolo del portiere mi è venuta seguendo la sua carriera - ha raccontato a proposito del goleador verdeoro, in gol 121 volte in carriera -. Ancora oggi guardo i suoi video su Youtube, mi ispirano". Scaricato dal club paulista, è stato comprato dal Benfica, ma neanche nelle Aquile ha trovato inizialmente fortuna. Prima la cessione al Ribeirão e poi quella al Rio Ave, prima del pentimento. Il club portoghese ha deciso di riprenderselo per 450 mila euro e, in poche settimane, Ederson ha scalzato Julio Cesar tra i pali fino ad attirare l'attenzione del City.

Piedi d'oro

Guardiola lo ha voluto con sé, in particolare, per la capacità di giocare con i piedi. Nonostante le sue abilità, il lungo possesso nella propria area mette spesso in apprensione i tifosi del City, ma lui ha voluto tranquillizzare tutti: "Prepariamo questa costruzione in allenamento, solitamente in base alla squadra che affrontiamo - ha spiegato Ederson -. Se lo facciamo così bene è perché i miei compagni mi offrono sempre diverse soluzioni per passare la palla, rendendomi facile il gioco. Con calma e qualità funziona sempre. Certo, devi avere il coraggio ed essere tecnico per giocare in quel modo, un errore può costarti il gol".

La rivalità con Alisson

Quest'anno, per il portiere brasiliano, si è accesa una rivalità in Premier League: quella con il connazionale Alisson, al momento il meno battuto della Premier -. "Abbiamo una buona amicizia, anche se non possiamo vederci molto spesso - ha detto il 25enne - Usciamo qualche volta in occasioni speciali, come barbecue o riunioni tra amici. Sono anche un grande amico di Roberto Firmino e di tutti i brasiliani che giocano nel nord dell'Inghilterra. Sono tutti amici, quindi ogni volta che abbiamo tempo libero proviamo a vederci, ma è sempre difficile a causa delle tante partite". La chiusura dell'intervista è dedicata, invece, ai tatuaggi. Ederson ne ha uno in cui è rappresentata la coppa del campionato portoghese, ma non è l'unico: "Ho molti tatuaggi significativi, altri solo per passione - ha concluso -.  Ho tatuato i nomi dei miei genitori, di mia moglie, dei miei due figli, dei miei fratelli. Quelli sono i più importanti per me. Uno del City? La Champions League sarebbe grandiosa perché il club non l'ha mai vinta. Sarebbe la prima volta e ci farebbe passare alla storia".

Fonte foto: www.foottheball.com

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