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09 ottobre 2018

Sampaoli: "Io, Messi e l'Argentina", le verità dell'ex ct dell'Albiceleste

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L'ex Ct della Selección torna a parlare della delusione Mondiale in esclusiva a Marca: "Eravamo quasi costretti a vincere e con questo obbligo era difficile far emergere il talento. Messi? Il migliore della storia, ha sofferto tantissimo". Sull'esclusione di Icardi e Dybala: "Avevo bisogno di vincere subito e non erano pronti"

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La delusione Mondiale è ancora tanta e solo adesso, a distanza di mesi, Jorge Sampaoli torna a parlare della sfortunata (e fatate per la sua panchina) spedizione in Russia. "Ho impiego del tempo per analizzare la mia avventura alla guida della Selección, per analizzare bene il post Mondiale. Avevo bisogno di questo momento per chiarire le cose sul mio futuro. Non mi sono nascosto, mi sono allontanato dalla vita mediatica. Ma non ho smesso di parlare con il mondo del calcio, né ho perso la mia vita sociale, né ho smesso di andare al cinema, o andare a prendere un caffè al bar. E nessuno faccia a faccia mi ha criticato, al contrario", racconta l'ex Ct dell'Argentina nel corso di un'intervista esclusiva rilasciata a Marca. "Che lezione mi ha lasciato il Mondiale? Noi, staff e giocatori, eravamo 'costretti' a vincere: con questo 'obbligo' che avevamo addosso era difficile far emergere il talento. Ogni partita era quasi una sofferenza: ma ci siamo sempre allenati bene e abbiamo preparato in modo accurato le partite, anche se poi le cose non son andate per verso giusto. In Argentina c'è molta follia: se non vinci, sei un perdente", ha proseguito Sampaoli.

"Messi? Ha sofferto tantissimo. E' stato fantastico allenarlo"

"Gli incontri tra i giocatori? Il problema non è stato questo, bensì che questi incontri tra i giocatori diventassero pubblici", le parole di Sampaoli. Che ha poi parlato così di Leo Messi: "E' stato fantastico allenarlo, vederlo così impegnato e coinvolto. Ha sofferto molto per non aver trionfato con l'Argentina, il miglior giocatore della storia così impegnato: ha sofferto davvero tanto per non essere riuscito a trascinare il gruppo verso il successo. Avere il migliore del Mondo in squadra ti obbliga a essere davvero molto esigente. Ma anche il resto deve essere all’altezza. A volte questo è possibile, altre no. Era questa la nostra sfida giornaliera. Avere Leo ti costringe a non avere margini di errore quando si tratta di vincere", ha concluso Sampaoli.

"Icardi e Dybala non erano pronti"

Un commento anche sulle esclusioni di Icardi - non convocato per il Mondiale in Russia - e Paulo Dybala, utilizzato soltanto nella sconfitta per 3-0 contro la Croazia: "Avevamo bisogno di vincere, c'erano altri giocatori più pronti, molti dei quali avevano giocato il Mondiale in Brasile. Dietro di loro c'era un gioco. Scommetto a breve termine per loro. Avevamo una mappa di 100 giocatori per il breve, medio e lungo termine. Ma sono stato esonerato”.

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