Rojo: "Quella volta che ho detto nasone a Ibra"

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Il difensore argentino racconta l'episodio in un'intervista rilasciata a TNTSports: "Quella volta ho rischiato seriamente. Ma avevo un buon rapporto con Zlatan e avevo capito come affrontarlo"

Nel calcio ci sono quelle storie che restano esclusiva di chi le ha vissute, senza uscire dallo spogliatoio. E poi ci sono le chicche che, anche dopo anni, vengono rese pubbliche. Nel caso di Marcos Rojo, difensore argentino recentemente passato in prestito dal Manchester United all’Estudiantes, non è stata necessaria la classica autobiografia. La sua esperienza con Ibrahimovic è stata raccontata in un’intervista a TNTSports.

 

A Manchester Rojo ha condiviso con Zlatan la vittoria dell’Europa League nel 2017, competizione nel corso della quale ha rischiato di scontrarsi pesantemente con lo svedese. Il difensore ricorda la gara di ritorno con il Rostov: il pareggio in trasferta raccolto nella sfida giocata in Russia consentiva ai Red Devils, che conducevano a Old Trafford, di gestire il risultato con un sereno giro-palla. Questo atteggiamento non piace a Ibra, che scatena la sua rabbia sul compagno, come ricorda lo stesso Rojo: “Ha iniziato ad agitarsi e urlarmi contro chiedendo palla, dopo che l’avevo passata a Pogba anziché a lui. A quel punto non mi trattengo e gli rispondo: “Che problemi hai, nasone? Chiudi la bocca”. 

 

Rojo spiega che, prima dell’arrivo di Ibra allo United, era stato avvisato dai connazionali Pastore e Lavezzi, che ci avevano giocato assieme al Psg: “Stai attento con lui perché se ti vede tutto silenzioso e sulle tue ti mangia”. Andare a cercarsela però, forse è sconveniente oltre che esagerato. Va bene affrontarlo di petto, ma prendere in giro Ibra per il suo naso non dev’essere una bella idea: “Ho subito pensato che mi avrebbe distrutto, è alto due metri e fa arti marziali, cosa mi è saltato in testa?”. Tornati in spogliatoio, Rojo si gioca il tutto per tutto e per non farsi appendere decide di iniziare lui. “Devi stare zitto, non mi gridare più!” scatenando l’intervento dei compagni intenti a tenere distanti i due, sotto gli occhi di Mourinho. Una mossa che si rivela vincente. Zlatan lascia passare e l’indomani, a colazione, chiude la questione con una battuta: “Mi sento afferrare da dietro al collo – racconta Rojo – ed era lui. Ridendo come un matto mi dice in spagnolo: ‘Sos un hijo de puta’, non devi dirmi quelle cose davanti a tutti”. I consigli di Pastore e Lavezzi hanno salvato Rojo.