La stella del Barcellona rivela di essere stato a un passo dall'indossare la maglia della Nazionale italiana: "Jorginho mi chiamava sempre, sarei dovuto andare agli Europei del 2020 che poi l'Italia vinse". Una possibilità valutata dalla Federazione italiana in virtù del doppio passaporto di Raphinha. "Poi per fortuna il mio passaporto italiano non è arrivato in tempo", commenta lui
Riuscite a immaginare l’attacco dell’Italia che ha vinto Euro 2020 con in più… Raphinha? Sembra impossibile da credere, ma a svelare che sarebbe stato possibile è proprio il fenomeno brasiliano del Barcellona, parlando in un’intervista al podcast "Isa Visita". “Ero vicino ad accettare la convocazione in Nazionale italiana”, le sue parole. "Sarei dovuto andare agli Europei vinti nel 2020. Ero praticamente pronto. Per fortuna, visto che il passaporto non è arrivato". E ancora: "Mi chiamavano quelli della nazionale italiana. Jorginho mi chiamava sempre. Lo staff italiano aveva questo progetto fantastico per me, qualcosa che mi aveva davvero colpito. Ma allo stesso tempo, in fondo, avevo ancora quell'1% di speranza di poter indossare la maglia del Brasile. E per fortuna, il mio passaporto italiano non è arrivato in tempo".
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Raphinha "italiano": perché sarebbe stato possibile
Ai tempi Raphinha giocava nel Leeds ma aveva già solleticato la Figc, come confermò nel 2021 anche Deco, oggi direttore sportivo del Barcellona e all'epoca suo agente sportivo: "Ci fu un forte sondaggio della Federazione italiana", rivelò, e Raphinha si sarebbe aggiunto così a Jorginho, Toloi ed Emerson Palmieri, tutti con doppio passaporto. Nel caso della stella del Barça, invece, è il padre Rafael Dias Belloli "Maninho" ad avere anche il passaporto italiano essendo quindi a tutti gli effetti cittadino italiano. Motivo per cui anche il figlio può contare sul doppio passaporto e avrebbe potuto quindi scegliere la Nazionale italiana. Una possibilità, appunto, ma non il vero sogno di Raphinha che, con Ronaldinho come idolo, non ha mai nascosto di ambire alla maglia della Seleçao, di cui oggi è diventato un punto di riferimento, grazie alle magie mostrate con il Barcellona.
