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27 marzo 2018

Giornata Mondiale del Teatro, quando la simulazione diventa arte

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Da Rivaldo a Busquets, passando per Strootman e Krasic, finendo all'ultimo caso di Welbeck. Di simulazioni clamorose ne abbiamo viste tante negli anni, ecco alcune delle più curiose in occasione della Giornata Mondiale del Teatro

Di arte nel calcio ne abbiamo in abbondanza. Colpi di tacco, rovesciate, punizioni. Sono tanti i colpi tecnici in questo sport che possiamo far rientrare nella categoria. C'è poi un'arte meno nobile che, purtroppo, coinvolge una grande quantità di calciatori, a partire dalle primissime categorie: quella della simulazione. E allora quale occasione migliore di classificare un gesto così antisportivo se non nella Giornata Mondiale del Teatro? La recitazione è uno dei tanti passi che completano la carriera di un calciatore. Può servire in tanti momenti, come schivare le domande scomode dei giornalisti o a mantenere calma una situazione all'interno dello spogliatoio che potrebbe scoppiare da un momento all'altro. Spesso però la recitazione sfocia anche sul campo da gioco. La testimonianza più recente l'abbiamo avuta nel corso dell'ultima sfida di Europa League tra Arsenal e Milan, dove l'arbitro Eriksson si è fatto ingannare dal tuffo di Welbeck e ha concesso rigore ai Gunners, spianando la strada della qualificazione alla formazione di Wenger. In passato abbiamo visto scene anche peggiori, alcune delle quali sono anche riuscite a influenzare risultati a breve e lungo termine. 

Il tuffo di Welbeck

Strootman vola al derby, Krasic si tuffa a Bologna

Facendo un passo indietro nel tempo arriviamo alla stagione scorsa e precisamente al derby di ritorno tra Roma e Lazio. Nella parte finale di primo tempo l'arbitro Orsato decide di assegnare un calcio di rigore a favore dei giallorossi dopo che la squadra di Inzaghi ha dominato la prima frazione di gioco, passando in vantaggio con il gol di Keita. L'episodio incriminato è il fallo di Wallace su Strootman. Il contatto sembra inizialmente esserci, ma il replay mostra nettamente il 'volo' in aria compiuto dal centrocampista olandese che non smentisce la versione del direttore di gara. Dal dischetto poi De Rossi ristabilisce l'equilbrio, rotto nuovamente nella ripresa dalle reti di Basta e Keita che consegnano la stracittadina alla Lazio.

Altrettanto famosa nel tempo è diventata la simulazione di Milos Krasic in un Bologna-Juve di quasi 8 anni fa. È l'ottobre del 2010 e da poche settimane a Torino è sbarcato un esterno di cui si parla un gran bene e che viene paragonato, per ruolo, caratteristiche e somiglianza fisica, a Pavel Nedved. Al Dall'Ara però finisce per macchiare il suo ottimo esordio in maglia bianconera e rovinare la sua reputazione agli occhi dei media. Sul punteggio di 0-0 l'esterno serbo punta Portanova sull'esterno e si è lascia andare, tuffandosi in maniera clamorosa. Quasi tutti se ne accorgono, tranne l'arbitro De Marco che fischia il penalty a favore della Juve. Per sua fortuna ci pensa Iaquinta a mettere le cose a posto con la coscienza, facendosi ipnotizzare dagli 11 metri da Viviano. Qualche giorno dopo Krasic verrà squalificato per due giornate.

Celtic-Milan, una partita da teatro

Lasciamo l'Italia e abbracciamo l'intero continente europeo con la competizione più importante, la Champions. I tifosi dell'Inter difficilmente dimenticheranno la simulazione di Sergio Busquets che, per poco, non costò il Triplete ai nerazzurri. È la stagione 2009-10 e la squadra di Mourinho, dopo il 3-1 maturato all'andata, va al Camp Nou per difendere il doppio vantaggio. Le cose sembrano procedere nel modo giusto, fino a quando il belga De Bleeckere non rischia di rovinare tutto. Poco prima della mezz'ora c'è infatti un contatto tra Thiago Motta e Busquets, con il centrocampista del Barcellona che lamenta una violenta gomitata ai suoi danni. L'arbitro prende infine la decisione di espellere l'italo brasiliano e lasciare i nerazzurri in 10, ma le telecamere beccano il mediano blaugrana sbirciare con l'occhio quale sarebbe stata la decisione presa dal direttore di gara. 

Teatro uguale, quello della Champions, e in campo di nuova una squadra di Milano. È il 2007 e in Scozia si gioca Celtic-Milan, andata degli ottavi di finale. Nel secondo tempo del match Alberto Gilardino viene lanciato a rete da Kakà ma, spostato il pallone sull'esterno e superati sia l'ultimo difensore che il portiere, tenta di guadagnarsi un calcio di rigore mettendo in scena un tuffo grottesco che non passa inosservato agli occhi dell'arbitro, costretto ad ammonirlo. La stessa sfida, ma giocata qualche mese più tardi, fu caratterizzata da un'altra clamorosa simulazione. Protagonista però un solo calciatore e nessun opponente: Dida. Il portiere brasiliano viene toccato lievemente da un invasore di campo, va per inseguirlo ma dopo qualche secondo rinuncia e si accascia a terra, simulando un grave infortunio alla testa che in realtà non c'è.

Rivaldo, che bugiardo!

Tornando all'inizio del secolo peschiamo infine un'altra simulazione clamorosa, arrivata al Mondiale 2002. L'attore da Oscar questa volta è Rivaldo, numero 10 del Brasile futuro campione del Mondo. L'ex Barcellona e Milan si appresta a battere un calcio d'angolo nei minuti conclusivi della semifinale contro la Turchia, ma perde tempo per difendere il vantaggio. Alpay Özalan calcia forte il pallone verso di lui per incoraggiarlo a battere, lo prende sulla coscia ma Rivaldo cade a terra, fingendo di essere stato colpito con violenza in testa. L'arbitro ci casca ed espelle il calciatore turco, consolidando la qualificazione alla finale dei verdeoro. È solo un caso forse che nessuno di loro sia poi diventato un apprezzato attore in giro per il mondo.

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