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12 aprile 2011

Il lapsus di Guardiola e tutte le strane gaffe nel calcio

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La prima pagina del quotidiano Marca sottolinea la clamorosa gaffe di Guardiola

"Se battiamo lo Shakhtar siamo in finale": la clamorosa gaffe dell'allenatore del Barça (stasera in campo nel ritorno dei Quarti) è solo l'ultima. Da Letizia Moratti ad Ancelotti, quanti scivoloni, quante frittate fatte in nome di una battuta sbagliata

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di Matteo Veronese

Lapsus: involontario errore commesso nello scrivere o nel parlare, per distrazione o per motivi inconsci. Involontario e per lo più divertente. Nel mondo del calcio e dintorni è successo spesso che qualcuno scivolasse in un momento clou di una presentazione o di un'intervista, salvo correggersi immediatamente. Addio scoop del secolo. Una risata, un sospiro, magari una battuta per sdrammatizzare, ma ormai la frittata è fatta: l'ultima in ordine di tempo quella dell'allenatore del Barcellona, Pep Guardiola.

"Se battiamo lo Shakhtar, siamo in finale": la gaffe di Pep Guardiola durante la conferenza stampa della vigilia della partita di ritorno con la squadra ucraina nei quarti di Champions ha fatto infuriare la stampa madridista. Marca esce con a tutta prima pagina la frase del tecnico del Barça: "Pep si dimentica del Madrid, e si vede già a Wembley se vince oggi!" tuona il quotidiano più vicino al Real.

"Pardon, big mistake" - Prima della finale nel tempio del calcio inglese infatti il Barcellona dovrà vedersela in semifinale contro gli eterni rivali del Real Madrid, che domani sera dovrebbero qualificarsi contro il Tottenham (4-0 all'andata al Bernabeu), cosi come è quasi garantito il passaggio del Barça dopo il 5-1 rifilato allo Shakhtar di Lucescu al Camp Nou. La gaffe del tecnico catalano ha suscitato immediata ilarità in sala stampa. Pep si è reso conto di avere detto qualcosa di sbagliato. Si è subito scusato in inglese "Pardon, Big Mistake" (Grave errore). Poi ha chiarito, politicamente corretto, che voleva dire che sperava "di arrivare alle semifinali e poi di giocare bene per raggiungere la finale". Ma alla tifoseria madridista alla vigilia delle storiche quattro partite in 18 giorni in programma fra le due grandi di Spagna e d'Europa, la gaffe di Pep proprio non è piaciuta. Oltretutto dopo che la settimana scorsa il presidente del Barça Sandro Rosell ha scommesso su un nuovo 5-0 per i blaugrana nel ritorno di Liga sabato prossimo al Bernabeu.

Altri illustri precedenti - Qualche tempo fa è stata il sindaco di Milano, Letizia Moratti, a dichiarare in tv di tifare Milan, da piccola. Facendo sobbalzare sulla sedia il marito Gianmarco e il di lui fratello Massimo, presidente della realtà più vicina e allo stesso tempo più lontana da quella rossonera, quella nerazzurra dell'Inter.

Si consoli, Letizia, non è l'unica ad essere inciampata in un imbarazzante lapsus. Pochi mesi fa proprio un altro Moratti, Massimo, alla presentazione del nuovo allenatore annunciò alla stampa riunita ad Appiano Gentile... Ronaldo! Chissà se intendeva il Fenomeno, poi ritiratosi, o Cristiano. Di certo quello accanto a lui non era Ronaldo ma Leonardo. Pacca sulla spalla, sorriso, e via di nuovo. Altro giro altro lapsus, e sempre durante una presentazione ufficiale: Robinho, oggi rossonero, durante la conferenza organizzata al City of Manchester si dichiarò felice di essere arrivato al Chelsea. Notata la maglia di un azzurro leggermente più chiaro di quello dei Blues ci si fece una risata su, ma la sua avventura, forse anche per quel clamoroso abbaglio, non durò molto.

Il Chelsea fu al centro di un altro scoop che durò non più di qualche secondo. Carlo Ancelotti, da poco sulla panchina di Stamford Bridge, confessò candidamente che non c'era alcuna trattativa in ballo per Pirlo, in quanto il regista della Nazionale era un giocatore del Chelsea. Dopo l'addio di Kakà, un altro duro colpo ai tifosi rossoneri, subito attutito da un “ma sapete che a me piace scherzare” tanto tempestivo da far sembrare il lapsus effettivamente uno scherzo.

Ma lo scivolone più clamoroso è stato senza dubbio quello di Manuel Caballero, direttore della divisione spagnola di un noto marchio di automobili che, durante la cerimonia ufficiale di consegna di alcune macchine, si dichiarò onorato che il Real Madrid li avesse scelti. Gelo in sala, dove sedevano Pep Guardiola, Messi, Xavi, Iniesta e compagni, colpiti nell'orgoglio più che da un tackle sul campo. Una diavoleria degna di Mou, che pure è caduto, qui in Italia, in errore: l'allenatore Beretta divenne il centrocampista Barnetta, l'arbitro Rosetti il collega Rizzoli, “quello delle manette”. Lapsus veri o frecciate degne di Coutinho, pardòn, Mourinho?