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25 aprile 2011

Mou, Guardiola e l'euroderby spagnolo: la corrida infinita

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E' Pasqua: Mou e Guardiola si scambiano un segno di pace

Domani la terza puntata della saga Real-Barça, "Champions League edition". Al Santiago Bernabeu tra i padroni di casa Lass Diarra prenderà il posto dell'infortunato Khedira, mentre Albiol sostituirà lo squalificato Carvalho al centro della difesa

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L'attesa per Real Madrid-Barcellona, terza puntata della serie di 4 'Clasicos' in venti giorni, sta diventando spasmodica. Terreno di sfida questa volta saranno le semifinali di Champions, come nel 2002 quando si imposero i Galattici che poi conquistarono anche la Coppa, in finale a spese del Bayer Leverkusen. In Spagna non si parla d'altro, tutti prendono posizione, altri cambiano perfino modo di pensare. E' il caso di Pep Guardiola, che per una volta ha deciso di replicare a Mourinho e parlare d'arbitri: "Se ne designano uno portoghese 'Mou' sarà contento, così come lo è stato l'anno scorso".

Le parole del tecnico del Barcellona sono state accompagnate dall'elenco, fatto dai giornali del capoluogo catalano, dei presunti torti subiti dai 'blaugrana' nella semifinale del 2010 contro l'Inter arbitrata da Benquerença, connazionale di 'Mou'. La parole di Guardiola un primo effetto lo hanno avuto perché l'Uefa ha designato come arbitro della semifinale di andata, quella del Bernabeu, il tedesco Wolfgang Stark, ammiratore di Messi al quale chiese una maglia prima di una partita del Mondiale sudafricano.

Proença, il portoghese che veniva dato da molti in pole-position, potrebbe tornare utile per il match di ritorno al Camp Nou, al punto che avrebbe confidato ad amici di essere sicuro della designazione. "Le parole di Guardiola? Lo conosciamo tutti - ha detto Iniesta - e non credo che abbia voluto offendere qualcuno. Poi uno interpreta le cose come vuole. Di sicuro il nostro tecnico è uno che non cerca scuse, e noi andremo lì per vincere perché non sappiamo giocare in altro modo. Non dobbiamo concentrarci sul Real, ma su noi stessi".
Detto dell'ottimismo di Iniesta, e della grinta di un Piqué per il quale i fischi e gli insulti del Bernabeu, e gli oggetti tirati a quelli del Barça dagli spalti, "sono uno stimolo in più, perche' sono tutte cose che mi fanno salire l'adrenalina", ci si chiede quali altre mosse tattiche inventerà Mourinho per imbrigliare di nuovo la macchina da calcio 'blaugrana'.

Il Barcellona si ritroverà di fronte quasi la stessa formazione da cui è stata battuta in finale di Coppa del Re, con il 4-3-3 in cui Lass Diarra prenderà il posto dell'infortunato Khedira, mentre Albiol sostituirà lo squalificato Carvalho al centro della difesa. Fuori quindi Kakà, Higuain e Benzema, destinati alla panchina nonostante abbiano ottimamente giocato in campionato contro il Valencia. Per Cristiano Ronaldo e Di Maria, pezzi fondamentali nello scacchiere di Mourinho, ci sarà l'imperativo di evitare l'ammonizione: i due sono diffidati, e salteranno il match di ritardo in caso di nuovo cartellino giallo. Non per questo il Real sarà meno combattivo: dalla pagine di 'Marca' Alfredo Di Stefano (che al Barcellona segnò una tripletta in un match di Coppa dei Campioni di 51 anni fa) garantisce che "il Madrid è in uno splendido momento, ed ora deve continuare così, senza riposarsi sugli allori. Sono certo che lo farà, mettendoci spirito combattivo e tenacia".

Su 'El Periodico' Johan Cruijff ribatte che "in soli dieci giorni non si passa dal ruolo di favoriti a quello di squadra più debole. Ma a Guardiola dico che, più di chi arbitra, deve preoccuparsi della sua squadra". Alla fine l'appello più ragionevole sembra quello del 'grinta' Sergio Ramos: "Mi piacerebbe che fosse una semifinale di Champions pulita, sana, sportiva e senza 'teatro'. Ed in cui ci sia un arbitro che non pregiudichi nessuno". Questo sì che è calcio vero, come quello dei 50 gol stagionali già segnati da Messi.

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