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27 maggio 2011

Pep avvisa il Barça: "Dovremo giocare meglio di 2 anni fa"

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Sguardo attento e poco rilassato, Pep Guardiola nella conferenza stampa di vigilia della finalissima di Champions a Wembley

Guardiola, alla vigilia dell'attesissima finale con il Manchester, predica calma: "E' un onore affrontare una squadra con una storia così bella alle spalle, ma sono orgoglioso di questo gruppo. Da qui a qualche anno si potrà dire se abbiamo fatto storia"

FOTO - Facce da Champions, i tifosi di Barça e Manchester a Roma - Barça-Manchester United, la notte dei campioni. Due anni fa finì così

Ferguson cerca la rivincita: "Non finirà come due anni fa"

Due grandi squadre per una finale che si annuncia indimenticabile. Pep Guardiola concorda con Alex Ferguson, Barcellona contro Manchester United è il meglio che il calcio europeo possa offrire. "Sono orgoglioso di queste parole - il commento del tecnico blaugrana - Del resto, quando una squadra fa tre finali in 4 anni e l'altra tre negli ultimi 5, significa che entrambe hanno fatto le cose bene, forse loro meglio di noi, ma quando si arriva a questi livelli si parla di due formazioni molto forti. Entrambi vogliamo vincere, sappiamo che è una sensazione unica, un'opportunità da cogliere al volo e chi perderà, anche se rimarrà deluso, non dovrà dimenticare quello che ha fatto negli scorsi anni".

Allo United, però, hanno voglia di prendersi una rivincita sulla finale persa a Roma nel 2009 e Guardiola riconosce che "dovremo giocare meglio rispetto a due anni fa se vogliamo vincere. Le sensazioni comunque sono buone, sono orgoglioso di questa squadra, non so come finirà ma l'atteggiamento dei giocatori in questa settimana mi ha fatto sentire maggiore responsabilità". A Wembley Guardiola ha l'occasione di vincere il suo decimo trofeo "ma io non ho vinto nove titoli, ne ho solo fatto parte, non conta la persona che vince ma il club", si schernisce il tecnico blaugrana, convinto che il suo Barça si sia meritato di arrivare in finale, "per tutte le persone che lavorano duramente. E' importante vincere i titoli ma lo è ancora di più avere una squadra forte, una struttura forte. Quando si lavora, si lavora per avere un futuro ed è importante che il club continui a essere forte". 

Guardiola si aspetta una grande atmosfera a Wembley "ma abbiamo giocato già una bella semifinale contro il Real Madrid, che è tra le squadre più forti del mondo, e domani saremo concentrati sul Manchester United, sulle condizioni dei nostri giocatori e pensiamo solo alla partita. Per me è un onore affrontare una squadra con una storia così bella alle spalle, così come è un onore essere l'allenatore del Barcellona e giocare di fronte a Ferguson, che considero un tecnico fortissimo. Speriamo entrambi di goderci un bello spettacolo domani". L'undici da mandare in campo Guardiola lo ha già deciso, "sulla formazione del Manchester credo che Ferguson abbia tante possibilità, tante opzioni che dimostrano la forza di questa squadra. Sfrutteranno i loro punti forti e noi cercheremo di batterli con la formazione che ho deciso".

Durante la conferenza stampa si parla anche del suo futuro, visto che secondo Cruyff la vittoria della Champions potrebbe spingere Guardiola verso l'addio. "Credo che oggi siamo degli spettatori privilegiati, abbiamo lavorato tantissimo per arrivare qui, tanti giorni di sacrifici, tante difficoltà da superare ed è un privilegio enorme, come lo è stato due anni fa, arrivare a questa finale - replica - Io ho ancora un anno di contratto e spero di portarlo a termine". Del resto, ricorda, "vincere tanto ti permette di lavorare tranquillamente per il futuro. Ti mette anche pressione ma sono quattro anni che non ci fermiamo e vincere ti permette di continuare a lavorare, se non vinci non ci sei più".

"Noi siamo felici di essere qui, anche se poi la gente giudica una stagione da quello che si vince", riconosce Guardiola, che per domani chiede ai suoi una cosa: "siamo pronti per la finale e abbiamo l'obbligo di dimostrare al mondo intero chi siamo, il nostro gioco". E magari ritagliarsi un posto nell'Olimpo degli Dei del pallone. "Ci sono state molte grandi squadre nella storia del calcio, è impossibile fare paragoni ma - avverte - da qui a qualche anno si potrà dire se abbiamo fatto la storia o no".

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