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25 aprile 2012

Gioia Di Matteo: "Italia batte Barça? Conta solo la finale"

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La prima pagina di Mundo Deportivo dopo l'eliminazione del Barça

Col calcio all'italiana il Chelsea conquista la finale e il tecnico spiega: "Siamo un gruppo straordinario, che in queste partite dimostra di avere qualità e motivazioni". Guardiola: "Dobbiamo accettarlo, è lo sport. Non riesco ad esprimere più concetti"

Roberto Di Matteo è dunque uno dei trionfatori del Camp Nou. Da quando ha preso in mano il Chelsea subentrando al presunto mago Villas Boas, i Blues hanno perso soltanto una volta ed ora hanno compiuto l'impresa dell'anno, eliminando dalla Champions il Barcellona, ovvero i campioni in carica e probabilmente il top del mondo, anche se adesso Messi e soci hanno le pile scariche.

Con un sano calcio all'italiana più che inglese, il Chelsea ha raggiunto la finale di Monaco ed ora attende di sapere se dovrà affrontare il Real Madrid o il Bayern. "Quando giochi con il Barcellona - dice Di Matteo - ti devi difendere bene, perché loro di occasioni ne creano comunque. Prima delle due partite erano favoriti loro perché sono i campioni in carica e una squadra di campioni straordinari. Ma la nostra prestazione, specie nel secondo tempo, è stata di grande carattere, con tanta voglia di arrivare a Monaco. Un Chelsea all'Italiana? l'importante per noi è essere in finale - sottolinea il tecnico dei Blues -. Il mio è un gruppo straordinario, che in queste partite dimostra di avere qualità e motivazioni. Sono felice per i miei, che si meritano questa finale".

Si è arrabbiato per l'espulsione di John Terry? "Siamo tutti esseri umani, quindi non mi sono arrabbiato - risponde Di Matteo -. Lui è il nostro capitano, ma può capitare a tutti. Questi ragazzi sono sempre sotto pressione, ogni tre giorni giochiamo una partita importante". Dopo quest'impresa telefonerà al suo predecessore? E l'essere arrivato in finale di Champions le varrà la riconferma? "André Villas Boas è mio amico e lo rimarrà a vita - sottolinea sportivamente Di Matteo - visto che tra noi si è creato un rapporto fantastico. Per il resto, la società prenderà a fine stagione la decisione che riterrà più giusta".

Guardiola ancora incredulo
- "Non possiamo andare a Monaco, è successo questo anche se in 180 minuti abbiamo fatto di tutto, ma il pallone non è entrato dentro". E' ovviamente di tenore molto diverso il commento di Pep Guardiola, dai microfoni di Sky, all'eliminazione del suo Barcellona. "Abbiamo fatto tutto il possibile per passare ma non ci siamo riusciti - dice ancora -. Probabilmente quest'anno non era il nostro turno e dobbiamo accettarlo, lo sport è questo. Perdonatemi se non riesco ad esprimere più concetti, ma in questo momento ho tante sensazioni dentro di me e non riesco ad esprimerne altre. Non so se sia stata la mia serata più triste, abbiamo fatto di tutto per vincere. Abbiamo avuto tante occasioni, anche a Stamford Bridge - continua Guardiola -, ma non le abbiamo concretizzate, quindi faccio i complimenti al Chelsea, che si è difeso con tanti uomini. Comunque, ho la percezione che la tifoseria catalana abbia preso bene questo risultato: il Chelsea ha giocato molto bene in senso difensivo, ed era complicato passare. Avremmo potuto passare il turno con un'invenzione di qualcuno ma non è successo". Poi sembra tradirsi sul proprio futuro: "Comunque, dobbiamo riprendere in fretta a vincere, altrimenti la gente si stancherà di noi".

Ha consolato Messi? "Siamo arrivati a questo punto grazie a questo ragazzo - risponde Guardiola - e io posso solo ringraziarlo. Io ammiro molto questo ragazzo che va in campo anche in condizioni difficili e dà tutto, Ora attraversa un momento non buono, ma a volte si ride ed altre si piange, e bisogna accettarlo". Secondo Guardiola, "bisogna analizzare la partita, noi abbiamo fatto di tutto, il Chelsea ha fatto un poco come l'Inter due anni fa, ma nel calcio ha ragione chi va avanti. Ora non ci rimane che pensare a finire bene la stagione. Il Barcellona è sempre stato una grande società, come Real, Juventus, Milan e Inter, che giocano sempre per vincere, la tifoseria chiede questo. Però noi abbiamo fatto qualcosa di strepitoso: vincere così tanto in così poco tempo è stata un'eccezione, non la normalità". Per Guardiola c'è un possibile futuro al Milan? "Mi fate sempre la stessa domanda, ma quando avrò deciso che fare, lo saprete".

Mentre le porte dello spogliatoio del Barcellona rimangono chiuse, a parlare è il presidente del club campione del mondo Sandro Rosell che, secondo quanto riporta l'edizione online del quotidiano Mundo Deportivo, va subito al sodo. "Non bisogna girarci intorno - dice -: noi abbiamo avuto molte occasioni ma il pallone non è entrato. Non è questione di aver sbagliato un penalty: anche Messi può fallirlo, ma poi di solito concretizza altre dieci occasioni. Nel calcio succedono cose del genere nell'arco di 180 minuti - aggiunge il presidente del Barça -: il pallone non è entrato quando avrebbe dovuto, mentre loro hanno segnato nelle tre occasioni avute in totale nei due match".