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24 ottobre 2012

Malaga-Milan è come un derby: quello delle smobilitate

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Il Malaga è a punteggio pieno in Champions League. Ha battuto nelle prime due partite rispettivamente lo Zenit San Pietroburgo e l'Anderlecht (Getty) -

Le squadre, che questa sera a La Rosaleda si contendono il primato del Gruppo C, hanno avuto un'estate difficile, tra cessioni e addii. Ma sono ripartiti in maniera completamente diversa. Ecco come

di Roberto Brambilla

Luglio e agosto. Due mesi che per i tifosi di Milan e Malaga sono stati un incubo. All'ombra della Madonnina gli addii di Nesta, Inzaghi, Gattuso e le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, in Andalusia la decisione (poi ritirata) dello sceicco Al Thani di vendere la società e di cedere Cazorla, Rondon, Mathjisen e Maresca, protagonisti della prima storica qualificazione del Malaga alla Champions League. Premesse simili che hanno portato dopo un paio di mesi a situazioni opposte. Gli spagnoli sono a punteggio pieno nel loro girone di Champions League e sono terzi a 4 punti dalla coppia Barcellona-Atletico Madrid nella Liga. Il Milan è quindicesimo in Serie A e ha collezionato 5 sconfitte in otto giornate. Ecco perchè il Malaga naviga e i rossoneri rischiano di affondare

Rosa equilibrata e campagna acquisti mirata – Nonostante le cessioni delle stelle della stagione 2011-2012 e l'addio di Van Nistelrooy la rosa del Malaga rimane di buon livello, frutto soprattutto degli investimenti dello sceicco Al Thani nei suoi primi due anni di presidenza. Nessun campione di grido, ma molti buoni giocatori (Julio Baptista, Toulalan, Joaquin) funzionali al gioco di Pellegrini. E le perdite di questa sessione estiva sono state rimpiazzate adeguatamente con acquisti mirati e a basso costo. Sono arrivati l'argentino Saviola, il mediano cileno Iturre e l'ex rossonero Onyewu, oltre a Roque Santa Cruz (0,8 milioni di euro dal Manchester City) e il tecnico cileno ha dato sempre più spazio ai (pochi) giovani in rosa, soprattutto Juanmi e Isco, 40 anni in due rivelazioni dell'inizio di Champions. La rosa del Milan invece si è impoverita ma non è riuscita a rinforzarsi con la campagna acquisti. I rossoneri hanno speso molto (Pazzini, De Jong) in rapporto alla qualità degli acquisti e non hanno risolto i problemi che avevano in estate: una difesa cigolante (12 gol subiti nelle prime dieci partite della stagione), un centrocampo con poche idee e un attacco con il problema del gol.

La formula dell'Ingegner Pellegrini e i tentativi di Allegri
– Qualità diversa nelle rose, ma anche nella guida tecnica. Il tecnico degli andalusi Manuel Pellegrini, quasi messo alla porta in estate, non ha cambiato di una virgola il suo 4-2-3-1, anche quando ha perso il terminale offensivo Ruud Van Nistelrooy e l'ala Cazorla. Nessun cambio di modulo e nessuna variazione nel gioco proposto. Solidità difensiva (3 gol subiti in 7 partite della Liga), possesso palla e gioco verticale, qualunque siano gli interpreti in campo, le stesse qualità per cui l'allora direttore sportivo del Real Madrid Jorge Valdano lo volle ai blancos nel 2009. Se Pellegrini ha continuato sulla sua rotta, Allegri è alla ricerca della quadratura del cerchio. In queste 10 partite ha cambiato spesso modulo e uomini. Dal 4-3-1-2 dell'anno scorso al 4-2-3-1 con Bojan unica punta, passando per il modulo con i due mediano l'unica scommessa vinta da Allegri è stata quella di El Shaarawy, esploso anche in Champions League.

Futuro incerto per entrambi –
Il futuro del Malaga sarà almeno, per ora, targato Abdullah Al Thani. Lo sceicco ha assicurato a settembre il suo impegno nella società e ha confermato la fiducia a Pellegrini, molto vicino all'addio quest'estate. Sul piano calcistico gli uomini dell'Ingegnere possono provare a migliorare il quarto posto dell'anno scorso e ad andare più avanti possibile in Champions League. Il Milan ormai a 15 punti dalla vetta del campionato, può provare a raddrizzare la stagione con uno scatto d'orgoglio e buone prestazioni in Coppa. Aspettando, forse, qualche sceicco.