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04 dicembre 2012

Balotelli, Santa Barbara si aspetta che accenda la miccia

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mar

Oggi, 4 dicembre, si celebra la patrona di chi i fuochi d'artificio li accende per mestiere o diletto. Ricorrenza ideale per SuperMario, che nel ritorno contro il Borussia dovrà fare scintille. O la strada per Milano diventerà più di un'ipotesi...

di Diego Ponzè

Ritorno di fiamma e ritorno in campo, da titolare. La miscela è di per sè esplosiva. E se con uno come lui, potenzialmente, ogni partita può diventare scoppiettante - come dimostra la gara d'andata con il Borussia (lite Balotelli-Weidenfeller dopo gol su rigore) - figuriamoci cosa può succedere in quella di ritorno.

Specie oggi, 4 dicembre, che - come ci ricorda il calendario- è proprio Santa Barbara, patrona di chi i fuochi d'artificio li accende per mestiere o diletto. Come Balotelli, in fondo, abituato a essere pirotecnico sul campo ma pure fuori, se è  vero che proprio con un petardo incendiò la sua casa di Manchester. Con il Borussia, per il City sono gli ultimi fuochi di una Champions durata troppo poco, ma stasera a Dortmund Mancini potrebbe riaffidarsi nuovamente alla sua esplosività, per garantirsi almeno l'Europa League.

Dovesse fallire anche quella, con una bella fetta di partite in meno da giocare e così tanti attaccanti tutti titolari là davanti, gli spazi per lui al City potrebbero ridursi pericolosamente. E allora sì che il caso Balotelli rischierebbe di deflagrare ancora una volta. Allegri ha provato a disinnescare la miccia, precisando che al momento Supermario è un giocatore del City, ma rinnovando gli apprezzamenti, senza negare che la coppia Balotelli-El Shaarawy - come in nazionale - anche al Milan farebbe fuoco e fiamme.

Per l'eventuale botto - di mercato -  bisognerà attendere come minimo che passi Natale. Balotelli lo festeggerà ancora in Inghilterra, e quindi il colpo per ora resta in canna. Di certo lui sarebbe più a suo agio se a tavola - al posto del Christmas Crakers che gli hanno consegnato per fare gli auguri ai tifosi del City - ci fosse il più tipico dei dolci milanesi. E nel suo caso, per una volta, il dilemma non è se "arriverà a mangiare il panettone". Ma semplicemente: se arriverà.