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10 febbraio 2013

Berlusconi dal Veneto punge Allegri: "No el capisse un c..."

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Silvio Berlusconi durante il comizio a Campodarsego, Padova

Battuta pesante del presidente durante un evento elettorale nel Padovano, illustrando il suo piano contro il Barcellona, prossimo avversario in Champions League: "Dobbiamo avere un tridente davanti e non farli giocare. Non c'è altra via..."

Altro che Tar. Mentre il Milan volava verso Cagliari, la sentenza più importante per Allegri è arrivata ieri sera dal suo presidente. "No el capisse un casso", ha detto in dialetto veneto Silvio Berlusconi durante un evento elettorale nel Padovano, illustrando il suo piano contro il Barcellona, prossimo avversario in Champions League.

"C'è una sola maniera per farcela - ha chiarito -, dobbiamo aggredirli fin da subito. Dobbiamo avere un tridente davanti e non farli giocare. Non c'è altra via. Altrimenti non ce n'è per nessuno". Ma lo ha detto ad Allegri? E qui il presidente rossonero ha risposto al giornalista del Mattino di Padova con un sorriso e ha piazzato la stoccata che rischia di riaprire quella crepa con l'allenatore emersa proprio dopo una partita di Champions contro Messi e compagni il 28 marzo.

Poco prima delle parole di Berlusconi, a Milanello, Allegri, incaricato dal club di dare un marchio di gioco e comportamento alla cantera rossonera, si era augurato di restare sulla sua panchina oltre la scadenza del contratto fissata al 2014. "Lo spero, però sono sempre legato ai risultati", ha sorriso il livornese, che vive uno dei suoi momenti migliori degli ultimi mesi, e viaggia sull'entusiasmo per i 5 risultati utili di fila e l'arrivo di Balotelli. Nella strategia di gestione rientrano pochi complimenti e un atteggiamento protettivo. "Mario subisce una pressione mediatica oltre misura. Quello che fa - ha notato l'allenatore commentando le due multe rimediate dal giocatore - è esaltato ai massimi livelli, non mi preoccupo assolutamente, agli allenamenti è sempre puntuale e ci dà dentro".