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24 aprile 2013

Bayern, la squadra perfetta. Ma Guardiola la può migliorare?

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Una bella sfida di Guardiola: migliorare una squadra già perfetta (foto getty)

Dopo la prova di forza dei bavaresi , il calcio si domanda: cosa potrà fare di più Pep per una squadra che già vince e gioca bene? Una bella sfida per l'allenatore più ambito del mondo, che ora riflette su come combinare possesso palla e verticalizzazioni

Il mondo si sta rovesciando. Pep Guardiola, l'allenatore più ambito al mondo, era stato scelto per la rivoluzione europea, per portare al Bayern la Champions: un titolo chiamato "ossessione" dallo stesso Heynckes.

Il calcio si domanda: cosa potrà fare di più Guardiola per una squadra che impressiona, che piace, che vince, che gioca fino a farsi ammirare? "Mi interessa il potenziale dei suoi giocatori", disse Guardiola attraverso uno dei suoi consulenti quando accettò l'offerta del Bayern. E' il gioco che cambia. Entrambe le società hanno un settore giovanile forte: eccezionale quello del Barça, dove ai piccoli viene trasmesso un messaggio: la vittoria è subordinata al gioco e non viceversa. Così fu per Messi. La squadra misura la propria abilità sulla capacità di mantenere il pallone e determinare i ritmi di gioco. Possesso palla, tiqui-taca rapido e avvolgente.

Il Bayern brilla attraverso la rapida verticalizzazione del gioco. E' anche questa la sfida di Guardiola: adattare le sue idee ad un nuovo mondo, forza e tecnica insieme. Dal possesso palla alla verticalizzazione tutto può succedere. Due qualità opposte, finalmente, nella stessa squadra. Il potenziale diventa enorme.
Guardiola lo sa, si è preso un anno sabbatico, riflette sulle cose. Cresce la curiosità: il Bayern ha acquistato Mario Gotze per 37 milioni di euro, trequartista del Borussia Dortmund di 21 anni. Guardiola potrebbe giocare con tre attaccanti piccoli davanti, magari proprio con Goetze alla Messi.

Ma troppe sono ancora le variabili: dopo la Champions, il mercato, e già le altre squadre d'Europa guardano stupite l'impressionate lo strapotere economico del Bayern. Quando il fenomeno Guardiola fu scelto, il Barcellona aveva già vinto tanto, di tutto. Lui nulla. Era un esordiente. La sfida di oggi non è più grande di quella di allora.