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03 novembre 2014

Juve, Allegri non fa calcoli: "Vincere è un obbligo"

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Alla vigilia dalla partita casalinga contro l'Olympiacos, l'allenatore bianconero carica i suoi: "Non abbiamo nessun complesso Europeo". Sulla formazione, però, non dice nulla. Da verificare le condizioni degli infortunati Ogbonna e Asamoah

Dopo la sconfitta a Genova, la Juventus è ripartita in campionato piegando l’Empoli. Dopo quella in Grecia contro l’Olympiacos, Allegri e compagni proveranno a farlo proprio contro l’Olympiacos. Stavolta allo Juventus Stadium. Alla vigilia l’allenatore bianconero non fa calcoli.

"Vincere" - "Sono 95 minuti in cui ci giochiamo in passaggio del turno, domani è obbligatorio vincere". Massimiliano Allegri chiede ai suoi di non sbagliare la partita di domani contro l'Olympiacos. Problemi in Europa, per lui, non ce ne sono: "Problema di dna? Per migliorare il dna europeo bisogna rimanere sereni e non farsi da travolgere da quello che viene detto all'esterno, che la Juve ha il complesso dell'Europa - aggiunge Allegri -. La Juve ha giocato molte finali anche se ne ha vinte poche e domani è un banco di prova importante contro una squadra che gioca un buon calcio e che ha battuto Atletico Madrid e Juve nelle due gare in casa. Bisogna affrontarla con molta concentrazione, bisogna giocare bene e dare grande intensità alla partita".

Capitolo infortunati - Ancora in attesa di conoscere le condizioni fisiche di Ogbonna e Asamoah (pronto Padoin se il ghanese non dovesse farcela), Allegri si aspetta domani dall'Olympiacos "la partita che hanno fatto ad Atene. Noi invece dobbiamo fare una partita migliore sul piano tecnico, abbiamo 95 minuti per vincere la partita e ci vorrà pazienza, non farsi prendere dalla fretta e mantenere i nervi saldi, sfruttando tutto il tempo che abbiamo a disposizione per portare a casa il risultato che ci interessa". Sulla formazione, però, nessuna anticipazione. Nemmeno sul dubbio Morata-Llorente: “Sceglierò domattina”.
Marchisio - "Differenza tra la Juve di Champions e quella di campionato? Non c'è differenza solo per la Juve, ma per le squadre italiane, per il calcio italiano". Il centrocampista della Juventus, Claudio Marchisio, ha commentato così le difficoltà delle squadre italiane nella competizione più importante. "Abbiamo visto negli ultimi anni la differenza più grande per le grandi squadre in Italia: sono partite dove trovi avversari che giocano a viso aperto, molto più preparati a giocare il pallone, a giocarsi la partita, mentre in Italia abbiamo visto che nove partite su dieci affrontiamo squadre che si snaturano, cambiano modulo per giocare contro la grande squadra e si rinchiudono nella loro metà campo per cercare di difendere tutti e dieci nella propria area".