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20 ottobre 2015

A lezione da Pjanic e Calhanoglu: è sfida all'ultima punizione

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Miralem Pjanic e Hakan Calhanoglu, 25 e 21 anni, due istituzioni nelle soluzioni da palla inattiva (Foto Getty)

Bayer Leverkusen-Roma, match fondamentale per la corsa in Champions dei giallorossi, accende il duello tra specialisti dei calci piazzati: 10 i gol segnati in Serie A dal bosniaco, ma il talento turco classe 1994 è tra i migliori interpreti in campo internazionale

Il primo ha studiato da vicino Juninho Pernambucano, uno dei massimi esponenti in materia, il secondo ricorda addirittura il cecchino brasiliano nonostante i soli 21 anni all’anagrafe. Miralem Pjanic e Hakan Calhanoglu, avversari in Bayer Leverkusen-Roma, inscenano il più classico dei duelli individuali: se il teatro è la splendida BayArena, l’obiettivo sono i tre punti nella corsa agli ottavi di Champions League. Il terreno della contesa? La precisione dei calci di punizione, ovviamente.

L’eredità di Juninho - L’ascesa in campionato della Roma coincide con il momento d’oro di Pjanic, artefice del salto di qualità e primo indiziato per risorgere nel gruppo E dopo il tonfo di Borisov. Tre gol in altrettante vittorie contro Carpi, Palermo ed Empoli, un bottino inaugurato dalla perla contro la Juventus a fine agosto. Il bilancio del bosniaco in Serie A parla chiaro: 21 reti realizzate delle quali quasi la metà (10) direttamente da calcio piazzato, la specialità della casa. E in soli 8 turni ha già incassato la taglia delle 3 punizioni vincenti, record personale in una stagione. Del resto, a 18 anni, Miralem condivideva squadra e centrocampo con Juninho Pernambucano, probabilmente il migliore esecutore di sempre nella specialità: le cronache registrano 75 gol in carriera su calcio di punizione. Il brasiliano come maestro di tecnica e applicazione sebbene la sua meccanica fosse diversa, riconducibile piuttosto a Pirlo.

Sulle tracce di Pirlo - Proprio il regista della Nazionale lo precede per efficacia con 12 calci piazzati decisivi dall’estate 2011, ovvero dall’approdo di Pjanic nel campionato italiano. Da sottolineare come Francesco Totti, quando godeva di un minutaggio maggiore, fosse la prima scelta nelle situazioni da palla inattiva. Il centrocampista della Roma non fa un mistero dell’esercizio costante in allenamento, una cura maniacale volta alla precisione ma non alle traiettorie della sfera, quest’ultime già cablate per distanza e potenza. Il risultato? Parabole a giro e soluzioni che non concedono repliche ai vari Buffon, Handanovic e all’intera categoria dei portieri. In questa prima parentesi stagionale nessuno in Europa è letale da fermo come Pjanic, peraltro indispensabile anche nelle trame di Garcia e nell’ultimo passaggio: sono già 4 gli assist del bosniaco, l’ultimo concesso a De Rossi alla 500.a gara in giallorosso.

Hakan, talento precoce - Nel 1886, a Mannheim, Karl Benz inventò la prima automobile dando il via a una rivoluzione senza eguali. Il piede sull’acceleratore l’ha premuto anche Hakan Calhanoglu, turco classe 1994, originario proprio della città nel distretto di Karlsruhe. Presto accostato a Mesut Ozil per passaporto e profilo tecnico, il giovane Hakan si è distinto per la Nazionale adottata (turca in onore della famiglia proveniente da Trebisonda) e per la ribalta guadagnata in verdissima età: 17 gol a 18 anni nella promozione in Zweite Liga del Karlsruhe, 11 reti da debuttante in Bundes con l’Amburgo la stagione seguente. L’escalation proseguì 15 mesi fa con un trasferimento complicato ai rivali del Bayer Leverkusen, che versarono 14,5 milioni di euro per un talento di belle speranze. Investimento importante ma subito rinfrancato dalle qualità di Calhanoglu, calci di punizione in primis.

Anche Neuer in ginocchio - Già, perché un repertorio che miscela eleganza, dinamismo e maturità tattica diventa un mix esplosivo se mescolato con abilità balistiche entusiasmanti. Da professionista, a livello di club, Calhanoglu ha accumulato 21 calci piazzati vincenti, numero che recita l’età sulla carta d’identità. Da qui la dimensione del suo valore nonché il paragone con il modello di Pjanic, Juninho Pernambucano, investitura che lo rende una sentenza nella specialità. Ne sa qualcosa Weidenfeller, portiere del Borussia Dortmund, beffato da oltre 40 metri su punizione e senza barriera. Oppure Manuel Neuer che, prima d’incrociarlo, non aveva mai subìto un gol da palla inattiva con la maglia del Bayern Monaco, ovvero dal 2011. Nella scorsa annata Calhanoglu ha segnato 9 reti su punizione, un patrimonio che l’ha convinto a scommettere una somma in beneficienza qualora raggiungesse almeno quota 4 in stagione. Se Pjanic è avvisato, a Szczesny restano solo gli scongiuri.