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08 marzo 2016

Spalletti: "Dobbiamo cambiare testa. Non possiamo essere soddisfatti"

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Luciano Spalletti a fine gara: "Hanno vinto i più forti" (Getty)

L'allenatore giallorosso non è soddisfatto della prestazione dei suoi al Bernabeu: "Hanno vinto i più forti. Noi abbiamo gettato via un'occasione. La mentalità della squadra è ancora debole. Soffro molto nel vedere i ragazzi contenti della prestazione"

A fine partita, dopo il secondo 2-0 in tre settimane che condanna la Roma all’eliminazione dalla Champions League, Luciano Spalletti è molto amareggiato: "I nostri errori sono stati dettati dalla bravura degli altri. Bisogna prendere atto della realtà. Non so se si poteva fare di più, probabilmente sì: io prima dell’andata ero convinto che la Roma potesse lottare per il passaggio del turno. Non possiamo però essere contenti della prestazione. Siamo ancora deboli: c’è mancata mentalità, cattiveria, convinzione. Poi è vero sono capitate delle occasioni, ma alla prima difficoltà non riusciamo a essere la squadra che dobbiamo essere”.


Il modulo offensivo - Il modulo (4-2-3-1), secondo l’allenatore giallorosso sarebbe stato lo stesso anche se in campo ci fosse stato Nainggolan al posto di Dzeko. "In futuro riusciremo a mettere a posto qualcosa, ma essere soddisfatti di due partite così mi angoscia. I giocatori non possono essere contenti della prestazione, figuratevi a che livello eravamo sprofondati di testa. Quando rientro negli spogliatoi e vedo i ragazzi predisposti ad essere soddisfatti della prestazione mi nasce un malessere difficile da superare". La sua squadra può ancora migliorare molto: "I ragazzi lavorato bene finora ma dobbiamo fare dei balzi, non dei passettini nella direzione giusta".

Migliorare l’approccio - Il punto su cui batte il mister della Roma è uno solo: "La testa è fondamentale. Avere quella convinzione che è il lavoro che sposta gli equilibri. Non dobbiamo perderci quando c’è il momento di difficoltà. Ancora non siamo migliorati tanto su quella forza mentale che fa la differenza. Dobbiamo ribaltare totalmente i nostri pensieri. Prendiamo atto di quello che è il risultato, non costruiamoci nulla attorno perché sennò ci facciamo male".


Florenzi: "E’ mancato cinismo" - "Purtroppo nel calcio il cinismo paga sempre e noi ne abbiamo avuto poco, come all'andata. Non siamo riusciti a fare gol, che alla fine, a questi livelli, è quello che conta", anche Alessandro Florenzi non riesce a nascondere la sua amarezza per l’eliminazione. "Abbiamo tenuto testa al Real Madrid ma non è un discorso di esperienza: davanti alla porta l'esperienza non conta. Poteva essere una bella favola: in alcuni momenti della partita li abbiamo messi anche sotto, qui a casa loro dove in pochi ci riescono. Se puntiamo a qualcosa in più del terzo posto in campionato? Il nostro obiettivo è di rigiocare queste partite, arrivare più preparati e magari avere un pizzico di cinismo in più: ci rivediamo sicuramente l'anno prossimo in Champions".



Totti e il rimpianto Real - Francesco Totti, dopo l’omaggio del Bernabeu: “Il Real è il mio unico rimpianto". Tantissime emozioni per il capitano giallorosso: "Sì, perché sono ricordi, vuol dire che al calcio ho dato tanto. Alla Roma sono mancate un po’ di cose. Ora mi godo questo momento e poi vediamo".