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07 dicembre 2016

Higuain-Rugani, Juve: ottavi da prima nel girone

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Dopo 419 minuti, riecco Higuain: la Juve passa agli ottavi da prima nel girone (Getty)

Il ritorno al gol del Pipita dopo 419 minuti e la prima rete in Champions del giovane difensore, permettono ai bianconeri di battere 2-0 la Dinamo Zagabria. Al sorteggio, Allegri ci arriva dopo aver chiuso il gruppo H in testa

JUVENTUS-DINAMO ZAGABRIA 2-0

52' Higuain, 73' Rugani

Il tabellino del match

Tutto nella ripresa: due gol di Higuain e Rugani permettono alla Juve di battere 2-0 la Dinamo Zagabria e volare agli ottavi di finale di Champions da prima nel gruppo H. Nel complesso due belle notizie per Massimiliano Allegri che, nella stessa partita, ritrova Paulo Dybala, dopo un mese e mezzo di stop, e il suo bomber per eccellenza: il Pipita non segnava da 419 minuti. Era il 2 novembre scorso, un’altra sfida di Champions: contro il Lione. Poi tante critiche. Higuain ha risposto a suo modo: un destro pazzesco dalla distanza al 52' finito all’angolino. Per l’ex Napoli è la decima rete con la maglia bianconera in venti presenze: 7 in campionato, 3 in Champions League. Al 73’ chiude i conti la prima rete in Champions (su tre presenze) di Daniele Rugani.

Unico obiettivo della gara - Con la vittoria a Siviglia del 22 novembre scorso, la Juve si era già assicurata la qualificazione agli ottavi. L’ultima sfida della fase a gironi è più che altro una vera e propria festa per i bianconeri, di fronte al proprio pubblico. L’unico obiettivo alla vigilia è quello di stabilire se la posizione da cui partire nel sorteggio, sarà prima o seconda. Il livello delle avversarie da affrontare, tra prime e seconde è così alto, che davvero era impossibile prevedere, alla vigilia, cosa sarebbe stato meglio.

Scontri alla vigilia della gara - Prima del fischio d’inizio, tensione allo Stadium all’arrivo dei tifosi croati. Un gruppo di ultrà cerca di sfondare un cordone di polizia: le forze dell’ordine reagiscono con gli idranti. Alla fine il bilancio sarà di tre feriti.

Le scelte - Rispetto all’anticipo contro l’Atalanta, Allegri cambia sei uomini. Anche in porta: non c’è Gigi Buffon, ma Neto. L'ultima volta che il capitano bianconero non aveva giocato una gara di Champions da titolare, era stata il 10 dicembre 2008. Si torna a un prudente 3-5-2. A centrocampo ci sono Marchisio e Pjanic, non Khedira e Sturaro. In difesa riecco Evra e Benatia accanto a Rugani. Davanti confermatissimi Higuain e Mandzukic. Dybala è in panchina, al rientro dopo l’infortunio.

Primo tempo, poche emozioni - La Juve preme sull’acceleratore fin dall’inizio e tiene il pallino del gioco. La Dinamo Zagabria si chiude bene e aspetta l’avversario. Da una bella combinazione a tre Mandzukic, Pjanic e Higuain al 5’, nasce la prima palla-gol per la Juve: Livakovic però manda in angolo. Ne vien fuori una gara giocata sotto ritmo, con un possesso palla altissimo dei bianconeri, ma pochissime occasioni per passare in vantaggio.

Higuain si sblocca, riecco Dybala - A inizio ripresa, il missile di Higuain al 52’ sblocca la partita. Allegri può essere felice: con un Mandzukic così, il ritorno al gol del Pipita e quello di Dybala, la Juve può guardare davvero con ottimismo al futuro. Sfida mai in discussione. Al 73’ arriva il raddoppio, di testa, di Rugani. Al 79’, dopo un mese e mezzo di stop, riecco Dybala al posto di Pjanic. L'argentino si muove bene: prova a segnare il terzo gol. Alla fine non ci riesce, ma si muove bene. Con voglia. Un rientro importantissimo prima del derby contro il Toro e la sfida contro la Roma.