Juventus-Olympiacos 2-0, Higuain ritrova il gol. La chiude Mandzukic

Champions League

Nella seconda gara del girone D, i bianconeri cancellano la sconfitta di Barcellona col 2-0 ai greci. Partita bloccata nel primo tempo, nella ripresa Higuain entra e segna, poi Mandzukic chiude il match. Pjanic fuori dai titolari dopo l'infortunio nel riscaldamento

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JUVE-OLYMPIACOS 2-0

69' Higuain, 80' Mandzukic

Era importante cancellare i segni che la sconfitta del Camp Nou aveva lasciato. Un unico obiettivo per raggiungere tale scopo: la vittoria. E la vittoria la Juve l'ha ottenuta, pur non giocando un bel primo tempo, pur sapendo soffrire in qualche circostanza. E come nelle favole più belle il gol che ha sbloccato il match è arrivato da chi, in questo momento, si sente un po' calimero, Pipita Higuain, lasciato ancora in panchina e, quando entrato, desideroso di prendersi una rivincita contro un periodo negativo. Mandzukic ha chiuso nel finale la partita sul 2-0. La Juve riparte anche in Champions.

Pjanic out nel riscaldamento, Higuain in panca

E la serata allo Stadium non comincia in maniera positiva per la Juventus. Pjanic si fa male nel riscaldamento e Allegri è costrettp a sostituirlo con Bentancur, più giovane calciatore insieme a Mbappé e Upamecano a giocare due gare consecutive da titolare in Champions. Higuain finisce ancora in panchina, giocano Mandzukic e Douglas Costa insieme a Dybala. Lemonis, dell'Olympiacos, si affida soprattutto al talento di Emenike e a una squadra che gioca molto coperta e sfrutta le ripartenze. La prima mezz'ora di gara viaggia in perfetto equilibrio. La Juve sbaglia troppo in fase di costruzione e l'Olympiacos ne approfitta per non correre rischi e prendere un po' di coraggio. Gli unici due tentativi nei primi 30' sono di Dybala (tiro ribattuto al limite dell'area) e di Sebà che prova una conclusione a giro, di destro, che finisce ampiamente fuori. La gara si accende improvvisamente dopo la mezz'ora: un primo colpo di testa di Mandzukic impegna Proto che alza sulla traversa. Dall'angolo seguente è Sturaro a schiacciare, sempre di testa, e sempre Proto respinge. La Juve viaggia con il 74% di possesso palla ma, talvolta, mostra il fianco alle improvvise ripartenze dei greci. Emenike "scappa" sulla sinistra diretto verso la porta ma anziché concludere decide di servire Pardo a centro area e la difesa bianconera si salva. Negli ultimi minuti del primo tempo ancora Dybala ci prova ma Proto si allunga e devia e infine un cross dalla destra viene deviato da Engels sul palo. La Juve chiude in attacco ma il primo tempo finisce 0-0.

Il ritorno del Pipita e il solito Mandzukic

Nella ripresa la Juve sembra avere un piglio diverso, più determinata e anche più ordinata tatticamente. La squadra di Allegri dà più ritmo al gioco, cerca di sfruttare l'ampiezza per allargare le maglie dell'Olympiacos. Una punizione di Douglas Costa va fuori di poco e qualche minuti più tardi la Juve rischia su una ripartenza di Pardo che sbaglia la scelta dell'ultimo passaggio, Barzagli intercetta, ma la palla finisce a Sebà che conclude alto sulla traversa. Allegri decide che è arrivato il momento di Higuain (acclamato da tutto lo Stadium) e al 60' fa entrare l'argentino al posto di Cuadrado (non entrava a gara in corso in un match di Champions dall’aprile 2013, in occasione di un Real Madrid-Galatasaray in cui fece anche gol). E al Pipita sono bastati solo 9' per mettere la firma sul match, mischia all'interno dell'area di rigore risolta proprio da Higuain che non segnava in casa in Champions League dal dicembre 2016, contro la Dinamo Zagabria. A gara sbloccata la Juve ha avanzato il suo baricentro alla ricerca del raddoppio. Higuain si è dato un gran da fare ma poi i bianconeri hanno anche badato bene a gestire il match. Ancora un'iniziativa di Higuain ha innescato il gol, un po' fortunoso. che ha chiuso il match con una deviazione ravvicinata di Mandzukic. La Juve ha meritato il risultato soprattutto per il secondo tempo disputato, con grande ardore agonistico e buona organizzazione. I tre punti guadagnati contro i greci sono un'iniezione di fiducia importante per riprendere il cammino in Europa con più spinta e maggiori certezze.

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