Champions 2017, Roma: una difesa bunker all'esame Chelsea

Champions League

Luca Cassia

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Impegno delicato in Champions per la Roma, attesa all'Olimpico dal Chelsea di Conte. Di Francesco vanta un'ottima difesa sul podio d'Europa: solo 5 reti subìte in Serie A, Alisson protagonista con la più alta percentuale di parate e 7 clean sheet all’attivo. Intanto Manolas torna arruolabile

Si tratta della seconda migliore partenza negli ultimi dieci anni, così dicono i numeri della Roma targata Di Francesco. Solo il record targato Rudi Garcia nel 2013, 10 vittorie in altrettante gare inaugurali in Serie A, precede i giallorossi ancora sospesi tra la sfida di Marassi e una classifica definitiva. A quota 24 punti e battuta a domicilio da Inter e Napoli, la Roma rigetta i pareggi e blinda la difesa come non mai: appena 5 i gol incassati, valore aggiunto di una squadra nemmeno debilitata dalle assenze nel reparto e dal turnover obbligato. Se l’attacco (17 reti) non spinge ancora a pieno regime con tre 1-0 consecutivi, la squadra viaggia nel gruppo di testa e segue le orme degli ultimi scudettati agli ordini di Fabio Capello. Eusebio ne fece parte 17 anni fa, tant’è che dal maestro ha imparato eccome: furono 8 i gol incassati nelle prime 10 partite da quella formazione con la porta inviolata solo in 4 occasioni a differenza delle 7 attuali. Numeri confezionati in Italia a precedere l’impegno in Champions contro il Chelsea di Antonio Conte, allenatore a sua volta punito 10 volte in altrettanti turni di Premier League. Difese a parte, l’incrocio nel gruppo C mette in palio punti pesanti sulla strada della qualificazione.

Nun se passa

Quattro le reti incassate in Europa, bilancio che tuttavia concede 5 punti nel girone e il 2° posto a -2 dal Chelsea. Una media superiore ad un gol incassato a partita, trend decisamente diverso in Serie A: 5 i palloni raccolti nel sacco da Alisson, tutti maturati all’Olimpico con il solo guizzo nei primi 45’ realizzato da Insigne. Si tratta dell’ultimo sgarbo alla porta giallorossa blindata contro Torino, Crotone e Bologna per un totale di 340’ immacolati. L’intesa del reparto rappresenta ormai una garanzia per Di Francesco, difesa blindata nonostante gli infortuni e i numerosi cambi che l’hanno spinto a schierare 8 linee diverse. Tanti interpreti e debolezze relative, d’altronde l’ex Sassuolo ha ruotato 20 giocatori in stagione trovando una solidità inattesa poche settimane fa. Ecco quindi che contro il Chelsea, sebbene orfano di Peres e dello sfortunato Karsdorp, Eusebio ritrova Manolas smaltito l’infortunio agli adduttori. Turnover vincente anche a confronto con l’eccellenza europea nei rispettivi campionati: la difesa della Roma è preceduta solo da Barcellona (3 gol), Manchester United e Porto (4), eguagliata invece dal sorprendente Leganés e dallo Sporting Lisbona. I giallorossi superano piuttosto corazzate come Manchester City (6), Bayern Monaco e Tottenham (7) oltre al PSG (8) emulato da Inter e Napoli. Un reparto da titolo che in proiezione potrebbe raggiungere la quota tricolore centrata dalla Juventus negli ultimi trionfi (tra i 20 e i 27 gol al passivo). Solo un lontano ricordo l’addio sfiorato in estate da Manolas, già sottoposto ad un primo incontro per prolungare la permanenza nella Capitale in attesa di nuovi sviluppi. Indugi spazzati via da Fazio fresco di rinnovo fino al 2020.

Muro Alisson

Lo stesso Di Francesco ha spiegato i progressi del gruppo: "La squadra è cresciuta nelle aggressioni, non quelle basse ma alte: il lavoro degli altri reparti permette alla difesa, anche se composta da giocatori individualmente non velocissimi, di rimanere alta e leggere bene ogni situazione". Così va intesa l’eccellenza del reparto puntellata da Alisson, brasiliano classe 1992, protagonista con la più alta percentuale di parate (85%) in Serie A come ribadito dalla prodezza su Masina a rievocare Gordon Banks. Tra i pali della difesa sul podio d’Europa c’è il numero '1' della Seleçao, 7 clean sheet in 10 partite, miglior bilancio in Italia per un portiere brasiliano scavalcando Julio Cesar e Dida. Un numero di match archiviati da imbattuto condiviso con i colleghi ter Stegen e Pichu Cuellar del Leganés, portiere quest’ultimo a guardia della rivelazione madrilena nonché imbattuto per 500’ fino all’ultimo ko contro il Siviglia. Se la palma d’oro spetta a De Gea (8) per la gioia di Mourinho, Alisson precede i vari Ederson e Oblak, Lloris e Bürki oltre agli "italiani" Reina e Handanovic.

Non è un caso che pure in Nazionale il numero '1' giallorosso si stia abituando ai clean sheet: nelle ultime 9 partite disputate la sua porta è rimasta inviolata per 7 volte. Ecco quindi che il computo totale in stagione recita 5 gare macchiate sulle 19 complessive. "Stiamo tenendo l'atteggiamento giusto – ha spiegato il portiere brasiliano -, quindi non siamo sorpresi da questi numeri. Adesso col Chelsea dovremo dare il massimo: loro davanti sono tra le squadre più forti nel mondo". Intanto Di Francesco si gode Alisson in versione supereroe e una Roma da bunker in Italia, fortino violato tre volte a Stamford Bridge prima del secondo atto contro il Chelsea di Conte.

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