Feyenoord-Napoli, Sarri: "Non siamo in crisi. Noi settimi? Spero che l'Inter arrivi ottava"

Champions League

L'allenatore azzurro alla vigilia del match decisivo con il Feyenoord: "Solo i grandi sanno rialzarsi dopo essere caduti: dovremo dimostrare di esserlo. Crisi? Non capisco...". Insigne out: "Vogliamo vincere comunque, ma ci servirà un po' di c... E il City giocherà per i tre punti". Sulla polemica a distanza con Spalletti: "Ci augura il 7° posto? Spero che arrivi ottavo"

Il Napoli si gioca tutto. A Rotterdam gli azzurri (senza Insigne, neanche convocato a causa di un infortunio) dovranno necessariamente vincere per sperare nel passaggio alla fase a eliminazione diretta della Champions League. Legata al destino della squadra di Sarri c'è anche la gara tra Shakhtar Donetsk e Manchester City: qualora gli ucraini riuscissero a strappare almeno un punto alla squadra di Guardiola, si qualificherebbero come seconda del girone, lasciando così al Napoli solo l'Europa League. "Per dare ragione a chi dice che non cambio mai, domani giocherei in dieci", esordisce l'allenatore toscano in conferenza stampa. "Abbiamo perso Milik e, nonostante la nomea che ormai ho, non penso di essermi mai lamentato per questo. Abbiamo perso Ghoulam, che era il miglior terzino d'Europa, e non abbiamo battuto ciglio. Domani giocheremo a Rotterdam senza Insigne e vogliamo vincere comunque". Sulla gara: "Sarà difficile, il Feyenoord mi sembra cresciuto nell'ultimo periodo. Non dobbiamo disperdere energie pensando alla partita tra Shakhtar e City. Domani, con un pizzico di culo, potremo essere il primo Napoli della storia ad accedere a due volte agli ottavi di finale di Champions. Cosa sarei disposto a fare in caso di qualificazione? Nella vita ho già dato... (ride, ndr)".

La polemica con Spalletti

Prima della conferenza stampa, Maurizio Sarri era tornato sulla polemica a distanza con l'allenatore dell'Inter Luciano Spalletti. "Ci ha augurato il settimo posto? Io vorrei vederlo all'ottavo...". Una frecciata che non è passata inosservata e ha riportato l'attenzione sul campionato. 

"Certo che il City giocherà per vincere"

Sarri ha poi continuato a parlare del modulo: "Il 4-2-4? Quest'anno abbiamo fatto quasi sempre bene. È chiaro che è un modulo che ha dei riscontri se lo fai con due prime punte rispetto a uno schieramento con giocatori che devono adattarsi. Mi sono pentito di averlo fatto negli ultimi minuti con il Manchester City, perchè abbiamo lasciato loro la possibilità di andare in contropiede e alla fine è venuto fuori un risultato che ha raccontato cose diverse rispetto alla partita. Questo mi ha fatto sentire in colpa, come se avessi umiliato i miei giocatori, mi sono anche scusato. Ci fosse stato Milik sarebbe andata diversamente". Sui possibili contatti nelle ultime ore con Guardiola, Sarri ammette: "Con lui mi scambio qualche messaggio, parliamo di calcio in generale. L'ultima cosa sarebbe chiedergli di domani sera, sarebbe un'offesa nei suoi confronti. Noi siamo certi che il City scenderà in campo per vincere. Se poi lo Shakhtar farà punti glielo riconosceremo. La sconfitta con la Juve? Ci ha fatto male, eravamo arrabbiati. Meritavamo appena un pareggio. Lunedì ho visto ancora delle scorie, oggi mi sono tranquillizzato: la partita di domani ci dirà se siamo grandi. I grandi cadono e si rialzano, gli altri no".

"La crisi non esiste"

Sui rischi che porta con sé la gara di Rottardam, Sarri spiega: "Pensare a una gara in cui non possiamo influire, quella in Ucraina, piuttosto che pensare a noi. Crisi? Non capisco di cosa si parla, allora io sono diventato cretino e Mertens scemo. Questa squadra ha fatto 206 punti in 91 partite, ora siamo diventati scarsi perchè non stiamo segnando? Mettere in dubbio tanti mesi di lavoro mi sembra eccessivo. Abbiamo avuto solo qualche acciacco e sfortuna di troppo, ma questo fa parte di una stagione. Abbiamo recuperato l'anno scorso, lo faremo anche in questa occasione". Sulla possibile qualificazione agli ottavi: "Ci darebbe un bel premio economico (ride, ndr), ma non è ciò che mi interessa. Non è semplice entrare nell'élite europea, soprattutto per un'italiana: sarebbe quindi una spinta in più per fare bene e per darci convinzione. La mia sensazione è che la squadra si senta in prova finora: in caso di qualificazione ci sarebbe la consapevolezza di essere tra le grandi d'Europa", ha concluso l'allenatore azzurro.

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