Totti sulle Ramblas, viaggio nella Barcellona "alla romana"

Champions League

Alfredo Corallo

Aria di casa per i romanisti nella trasferta del Camp Nou, andata dei quarti di Champions: insieme alle bandiere giallorosse (quelle catalane del Barça, ma pur sempre giallorosse...) troveranno un omaggio a Totti sulle Ramblas, nella strada più famosa della città fondata dall'Imperatore Augusto, romano de' Roma...

LE PROBABILI FORMAZIONI DI BARCELLONA-ROMA

Per citare il Kipling tanto caro a Eusebio Di Francesco c'è una sottile linea (giallo)rossa di eroi che passa tra la "giungla" delle Ramblas e Plaza del Rey: una retta spazio-temporale che lega indissolubilmente il "busto" del Capitano coraggioso al Tempio di Augusto, entrambi issati sul trono catalano per un doveroso tributo alla gloria di Roma a distanza di una ventina di secoli e qualche centinaia di metri l'uno dall'altro (vedi mappa). Così la "tunica" di Totti domina la scena, scolpita sul manichino del grande Nike Store proprio a due passi da quel Museu d'Història de Barcelona (MUHBA) che conserva le colonne erette in omaggio all'Imperatore. Perché è qui, nel Barri Gòtic, sulla leggera pendenza del Monte Táber, che nel 14 A.C. i romani gettarono le fondamenta di Barcellona, ribattezzata "Colonia Iulia Augusta Faventia Paterna Barcino".

Una gentile concessione di Ottaviano ai veterani, un premio al meritato riposo dei centurioni "in pensione", reduci dalla Terza guerra punica - non esattamente dai quarti di Champions League - a stretto giro con l'avvento del Messia (con la "a" finale, precisazione obbligatoria da queste parti). E allora ci piace pensare che oltre il merchandising sopravviva anche un'anima letteraria, la riconoscenza al vecchio capobranco, il lupo Akela che non sarà più della battaglia ma che mantiene un posto d'onore là dove i suoi avi avevano posato la primissima pietra di una futura capitale mondiale, Más que un club: la nuova Caput Mundi della pelota.

(Ari)pijamose Barcellona

"Chi ha creato Barcino è stato senza dubbio molto lungimirante" assicura Carme Miró, responsabile del dipartimento di Archeologia del MUHBA. Non è un caso che ancora oggi il cuore pulsante della "ciudad" coincida con il tessuto urbano creato duemila anni fa dalle legioni romane, a metà tra Plaza de Catalunya e Port Vell. Se consideriamo poi che i colori del Barça - ripresi dalla bandiera catalana, la Senyera - "ricamino" quelli della Roma, il gioco è fatto: i romanisti che in queste ore si riverseranno a Barcellona avranno insomma tutto il diritto di sentirsi a casa loro, quasi come mangiare una Paella all'Amatriciana... La migliore - semmai qualcuno la sperimentasse - si assaggerebbe sicuramente nell'Avinguda de Roma, in cima al Paseo de Gracia. Forse al Basar Roma, o al Cheers Roma. Per chiudere la serata in "bellezza" al Club Roma 122...

Unico Grande Amor

Ma se c'è un posto dove i tifosi della Magica si troverebbero indiscutibilmente a proprio agio quello è l'Unico Grande Amor, all'angolo con Avinguda de Roma, in Carrer Casanova. Il Roma Club Barcellona - ospitato dal Pub Fiction - è stato fondato nel 2011 dall'attuale presidente Gerardo De Nicola, che guiderà la "spedizione" stasera in un Camp Nou colorato completamente di giallo e di rosso. 

Il Roma Club Barcellona è lì a destra nella foto, all'incrocio con l'Avenguida de Roma

Niente paura

Fa davvero un certo effetto osservare quanti drappi giallorossi sventolino con orgoglio sui balconi della città, tornata sicura e accogliente dopo gli scontri del 26 marzo tra i militanti dell'Assemblea Nazionale Catalana e le forze dell'ordine nella manifestazione seguita all'arresto in Germania dell'ex presidente Carles Puigdemont. Il movimento indipendentista si limita ora al presidio in Plaza de Catalunya con un sit-in permanente di raccolta firme, mentre le bandiere repubblicane si confondono sulle Ramblas con le sciarpe che tappezzano i negozietti di souvenir e con le magliette di Messi e Suarez a 15 euro sui marciapiedi della Barceloneta e Maremagnum, invase dai turisti e dai loro selfie con la statua di Cristoforo Colombo nelle assolate giornate di Pasqua e Pasquetta. 

Io sono (Di) Francesco 

Se, infine, vi capiterà di incrociare Leo Messi al Paseo de Gracia non sarà stata tutta colpa della sangria: è la riproduzione pubblicitaria del famoso murale cancellato dai muri di Roma, opera di un artista italiano "based" in Barcellona che si fa chiamare Tvboy, lo stesso che ha raffigurato Totti in versione San Francesco (anche questo rimosso). "Rispetto alla street-art, Barcellona-Roma 1-0" ha spoilerato il writer sulla sua pagina Instagram. I romanisti ci metterebbero la firma, ma c'è un "se", anzi un "If", come  il titolo della poesia di Rudyard Kipling preferita da Di Fra: "Se saprai affrontare trionfo e sconfitta e trattare allo stesso modo questi due impostori...". 

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