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10 aprile 2018

Champions League, Juve e Roma possono rimontare? Ecco le percentuali

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Dopo l'andata i quarti di finale di Champions League sembrano tutti già decisi, ma è davvero così? Una classifica degli incontri in cui è più probabile aspettarsi una rimonta clamorosa

REAL MADRID-JUVENTUS, LA DIRETTA LIVE DELLA PARTITA

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Dopo le gare della scorsa settimana i quarti di finale della Champions League sembrano praticamente già decisi. Eppure, il fascino e l’epica di questa competizione sono stati forgiati anche da rimonte che sembravano impossibili all’indomani della gara, da ribaltamenti di risultato persino quando tutto sembrava perduto. Abbiamo analizzato, quindi, le possibilità di rimonta di ciascuna delle quattro squadre sconfitte nella gara di andata perché sappiamo che in Champions League tutto è possibile. O quasi.

Roma – Barcellona

Probabilità di rimonta: 5%

Nonostante il risultato molto pesante del Camp Nou all’andata, dopo anni di delusioni europee la Roma si è finalmente dimostrata all’altezza dei quarti di Champions League. La squadra di Di Francesco ha creato buone opportunità ma è tornata in Italia sconfitta per 4-1, vittima del cinismo del Barcellona e dei suoi stessi errori. Con Valverde, il club blaugrana è entrato nell’ennesima fase dell’era Messi e dopo il graduale abbandono del juego de posición, voluto dal suo predecessore Luis Enrique e necessario a scatenare tutto il potenziale della MSN, l’ex tecnico dell’Athletic ha costruito un Barcellona meno appagante dal punto di vista dello spettacolo (complice anche la cessione di un giocatore funambolico come Neymar), ma più solido difensivamente.

Al Camp Nou, Di Francesco è riuscito a imbrigliare la manovra dei catalani, indirizzando il loro possesso verso il centro e cercando di recuperare il pallone più in alto possibile ma, come già accaduto contro il Chelsea, il Barcellona ha sfruttato gli errori dell’avversario e ha capitalizzato al massimo le occasioni avute. L’approccio alla gara della Roma, d’altra parte, era spuntato dall’assenza di profondità, anche per l’assenza di Ünder e Nainggolan, e i giallorossi non sono riusciti a rendersi particolarmente pericolosi, se non quando il Barcellona non aveva già definitivamente messo al sicuro la vittoria.

Con la qualificazione compromessa, Di Francesco non può altro che schierare il miglior undici titolare (sia il turco che il belga saranno recuperati) e cercare di aggredire il Barcellona con ancora maggiore intensità rispetto all’andata. In questa stagione la Roma si è già dimostrata capace di interpretare gare di questo tipo, anche in Champions League. Inutile aggiungere che il margine di errore sarà praticamente pari alle probabilità di rimonta, cioè quasi nullo, ma anche nell’ottica di maturare esperienza a questi livelli, i giallorossi dovranno provare a crederci fino in fondo.

Real Madrid – Juventus

Probabilità di rimonta: 4%

A meno di un anno dalla finale di Cardiff, la Juventus ha trovato nuovamente il Real Madrid a sbarrargli la strada che porta alla Champions League. La squadra di Allegri è andata ancora una volta in difficoltà e non è riuscita ad arginare lo strapotere dei “merengues” nemmeno tra le mura amiche dell’Allianz Stadium. Ancora una volta sono stati tre i gol di differenza a separare le due squadre.

Il gol di Ronaldo in apertura non ha completamente stravolto i piani di Allegri, ma sicuramente lo ha costretto ad accelerare la partita. La Juventus si è alzata quando ha potuto, cercando di aggredire la costruzione del Real Madrid, provando ad attaccare in transizione e a muovere la palla da un lato all’altro del campo in cerca di spazio tra le maglie della difesa dei “blancos”. Ed effettivamente ci è riuscita, tanto che avrebbe avuto l’opportunità di rimontare almeno un gol, non riuscendo però a concretizzare. E al primo errore è stata nuovamente colpita da una squadra innegabilmente superiore sul piano delle individualità.

L’espulsione di Dybala e il 3-0 hanno chiuso la partita e probabilmente anche la porta d’accesso alle semifinali (la Juventus non è riuscita ad accorciare le distanze nemmeno con la grande occasione di Cuadrado nel finale). Senza Dybala, Allegri recupererà Benatia e Pjanic, oltre che Mandzukic, ma servirà qualcosa di più di un’impresa per segnare quattro reti al Real Madrid senza subirne.

La Juventus e Allegri hanno compiuto veri e propri capolavori nelle ultime tre edizioni della Champions, ma questa volta sarà necessario superarsi. Un’idea potrebbe essere quella di schierare immediatamente tutti i giocatori migliori, rinunciando ad un centrocampista e provando a colpire il Real con un inedito 4-2-4 con Cuadrado, Mandzukic, Higuain e Douglas Costa tutti in campo dall’inizio. Mai come stavolta, i bianconeri si sono trovati con così poco da perdere.

Bayern Monaco – Siviglia

Probabilità di rimonta: 15%

Dopo aver eliminato il Manchester United di Mourinho, il Siviglia di Montella, subentrato a Berizzo a dicembre, si è confermato l’outsider di questa edizione della Champions League. Al Sánchez Pizjuán, pur senza Banega, gli andalusi hanno deciso di affrontare i tedeschi a viso aperto, pressandoli senza paura e cercando, quando se ne presentava l’occasione, di alternare transizioni rapide a fasi di possesso più statiche. Il Bayern ha risposto con un giro palla ragionato ma troppo prevedibile, tanto che anche prima del gol di Escudero era stato Sarabia ad andare più vicino di tutti al gol.

Mentre per i tifosi bavaresi cominciava a serpeggiare il timore di un’ulteriore sconfitta europea contro una squadra spagnola, l’infortunio di Vidal (che mancherà anche al ritorno così come Alaba, Coman e Neuer) ha costretto Heynckes a mettere dentro James. Mossa forzata, quindi, che ha però ribaltato l’inerzia della gara. Pochi istanti dopo il colombiano ha propiziato l’azione che ha portato al cross di Ribery e al conseguente autogol di Jesus Navas.

Ma la presenza di James e il suo continuo movimento su tutto il fronte offensivo hanno reso il Bayern decisamente più imprevedibile, tanto che, nel secondo tempo, è arrivato anche il 2-1 ad opera di Thiago che ha messo i bavaresi in un’ottima posizione per la gara di ritorno ed ha permesso a Heynckes di migliorare il suo record di vittorie consecutive per un allenatore in Champions League.

Il Siviglia dovrà scendere in campo con la stessa grinta e aggressività della gara di andata, anche perché il Bayern Monaco, che nel frattempo è diventato campione di Germania per la sesta volta consecutiva, ha già dimostrato di soffrire squadre particolarmente intense. Montella recupererà Banega, che ha scontato la squalifica, ma purtroppo per lui dovrà rinunciare sia a Kjaer che a Correa (oltre ai già infortunati Corchia, Carole e Mercado). Forse non è lo scenario ideale per tentare una rimonta all’Allianz Arena, ma il Siviglia ha già saputo stupirci.

Manchester City – Liverpool

Probabilità di rimonta: 20%

Klopp è l’unico allenatore con un record positivo (7 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte) tra quelli che hanno incrociato Guardiola almeno due volte. Nel 2018, però, l’allenatore tedesco è diventato un vero e proprio incubo per Pep: dopo aver costretto i “Citizens” alla prima sconfitta in Premier League quest’anno, il Liverpool ha inflitto un 3-0 alla squadra di Guardiola che rischia di estrometterla dalla Champions League.

Il Manchester City ha offerto probabilmente la sua peggior prestazione stagionale, tanto che non è riuscito nemmeno una volta a tirare nello specchio della porta, e Klopp si è detto molto soddisfatto di aver sconfitto così sonoramente “la miglior squadra del mondo” (sottolineando però che anche al ritorno ci sarà da soffrire molto).

Il Liverpool ha interpretato la gara esattamente nello stile del suo allenatore, creando un’insostenibile densità centrale che ha impedito al City di costruire e far progredire il gioco come fa di solito. Pressing e gegenpressing, spesso armi vincenti delle squadre di Guardiola, si sono rivelate la sua rovina: se nessuno riesce ad eguagliare per dominio e qualità del possesso le squadre dell’allenatore catalano, è altrettanto vero che non esiste un altro tecnico al mondo che riesca a dominare le transizioni e a mettere in campo l’intensità come Klopp.

Guardiola ha fatto anche degli errori, schierando Gündogan largo e De Bruyne davanti alla difesa con Fernandinho: due mosse che hanno dato poco sfogo in ampiezza alla sua squadra, con l’eccezione del solo Sané.

Nonostante il risultato dell’andata, però, la sfida tra le due inglesi è probabilmente il quarto più aperto, perché il Liverpool non è certo una squadra che può vantare una solidità difensiva invidiabile e il City, dal canto suo, ha molte frecce offensive nel suo arco. D’altra parte, la partita d’andata in Premier League tra le due squadre vide il City prevalere per 5-0 sul Liverpool all’Ethiad.

Se vogliono veramente ribaltare il risultato, però, i “Citizens” dovranno proporre una gara praticamente perfetta, a cominciare dalla strategia. Guardiola forse dovrà rinunciare a parte dei suoi principi, bypassando il palleggio basso e cercando di allargare il pallone sulle fasce laterali. Per disinnescare il pressing del Liverpool ci sarà bisogno anche del gioco lungo, che dovrà essere sostenuto da un’adeguata riaggressione per schiacciare il Liverpool nella propria metà campo. Il City ha già dimostrato di saper fare molti gol in pochissimo tempo e alla fine questo è esattamente ciò che ci aspettiamo da una competizione come la Champions League.

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