Sorteggi Champions, sarà Roma-Liverpool: tutto quello che c'è da sapere sui Reds

Champions League

Luca Cassia

Qualificata dopo 34 anni alle semifinali di Champions, la Roma ritrova il Liverpool nel remake della finale di Coppa dei Campioni del 1984 persa all'Olimpico. Macchina da gol nel nome di Mané, Firmino e dell'ex Salah, i Reds di Klopp si giocano il pass contro Di Francesco per raggiungere l'epilogo a Kiev. Andata ad Anfield il 24 aprile, ritorno all'Olimpico il 2 maggio

CHAMPIONS LEAGUE, IL SORTEGGIO DELLE SEMIFINALI

Trentaquattro anni dopo la Roma accede alle semifinali di Champions League, traguardo raggiunto grazie alla magica notte dell’Olimpico. Nient’altro che un’impresa memorabile quella celebrata contro il Barcellona, vittoria targata Di Francesco a ribaltare il 4-1 incassato al Camp Nou dinanzi ai prossimi campioni di Spagna. Una partita indimenticabile, indubbiamente dai contorni epici nella storia giallorossa e patrimonio del calcio italiano. Se nel 1984 la squadra di Liedholm affrontò e superò l’ostacolo Dundee nell’allora Coppa dei Campioni, stavolta lo scoglio risponde al Liverpool a rievocare incroci storici. Non poteva che riservare un sorteggio duro l’urna di Nyon, difficile tuttavia incontrare un’avversaria agevole nella ristrettissima élite continentale all’interno della quale figura anche la Roma. Giallorossi che hanno già ribaltato pronostici e scenari in Europa dalla fase a gironi ai quarti di finale: leader nel gruppo davanti a Chelsea e Atletico Madrid, vittoriosi contro lo Shakhtar Donetsk prima dell’incredibile "Romantada". Una marcia che ha già destinato oltre 90 milioni di euro nelle casse della società, somma che rivoluzionerà le prossime strategie di Monchi e Pallotta. Intanto la campagna in Champions attende un nuovo esame da big sulla strada di Kiev.

Come si è qualificato

Imbattuto in questa edizione di Champions con 6 vittorie e 4 pareggi, il Liverpool entusiasma per una verve offensiva dai pochi eguali: 33 i gol segnati nella rassegna continentale, ben 75 in Premier League dove solo la corazzata Manchester City ha fatto meglio. E in Europa gli inglesi vantano pure la migliore difesa con 7 reti al passivo e 5 clean sheet. Se Klopp difende il 3° posto in Inghilterra ed è già uscito di scena dalla FA Cup, la presenza tra le quattro migliori d’Europa ribadisce la caratura dei Reds costruiti per offrire spettacolo a partire dall’ex Roma Mohamed Salah, marcatore devastante. Sono 5 i trionfi del Liverpool tra Coppa dei Campioni e Champions League, gli ultimi due fatali al Milan nel 2005 e proprio ai giallorossi nel 1984 con l’epilogo all’Olimpico. Una squadra folle, capace di goleade clamorose (7-0 al Maribor, 5-0 al Porto) nonché dello scalpo di Guardiola, ultima fatica di un percorso positivo in Europa dal primato nella fase a gironi al traguardo delle semifinali dopo il doppio successo contro i Citizens. Non mancano tuttavia le amnesie vedi le batoste in patria targate proprio Manchester City e Tottenham, certo è che la partenza di Coutinho è stata ampiamente digerita.

L'allenatore

L’unico a mettere in crisi Guardiola in questa stagione, collega sbattuto fuori dalla Champions a dispetto di una Premier League dominata senza ostacoli. Parliamo di Jürgen Klopp, istrionico manager del Liverpool che non ha nascosto il suo stupore nel registrare la presenza della Roma tra le quattro migliori d’Europa. Ex difensore dai lunghi trascorsi nel Mainz, oggi allenatore 50enne dai meriti non indifferenti tra Germania ed Inghilterra: 7 gli anni spesi sulla panchina del Mainz, altrettanti su quella del Borussia Dortmund trascinato ai titoli in patria e alla ritrovata ribalta continentale. Un mantra calcistico dalle linee precise a partire dal Gegenpressing, pressione asfissiante nel recuperare subito il controllo del pallone e del gioco: dottrina esportata naturalmente in Premier League sebbene senza trionfi nella bacheca dei Reds (finalista in Europa League e Coppa di Lega nel 2016), tuttavia c’è anche il suo Liverpool sulla strada di Kiev.

Precedenti

Inevitabile soffermarsi sulla finale di Coppa dei Campioni del 30 maggio 1984, epilogo di scena proprio all’Olimpico tra Roma e Liverpool. Era la squadra di Liedholm che si assicurò l’ultimo atto nel proprio stadio attraverso una campagna esaltante eliminando Göteborg, CSKA Sofia, Dinamo Berlino e Dundee in rimonta. Contro i Reds fu 1-1 dopo i tempi supplementari (Neal e Pruzzo a segno), poi lo show ai rigori del portiere Grobbelaar costò caro ai giallorossi Conti e Graziani per il trionfo finale degli inglesi di Joe Fagan. Le due squadre si ritrovarono nella Coppa Uefa 2000/01, ottavi di finale che registrarono il 2-0 del Liverpool all’Olimpico a vanificare il successo della Roma ad Anfield con Guigou. Nell’occasione non mancò il "giallo" relativo al rigore assegnato dall’arbitro Garcia Aranda (fallo di mano in area di Babbel) e poi negato dallo stesso direttore di gara tra le proteste dei romanisti. Lo stesso arbitro aveva in precedenza fischiato un penalty agli inglesi calciato da Owen e parato da Antonioli. A maggio i Reds di Houllier festeggiarono un altro titolo europeo. L’anno seguente ecco l’ennesima chance per la rivincita nella seconda fase a gironi di Champions League, tuttavia i giallorossi di Capello impattarono 0-0 in casa e caddero 2-0 in Inghilterra.

La stella

Un tridente da 79 gol complessivi, numeri da brividi dove svetta il contributo realizzativo di Mohamed Salah. Nient’altro che un ex della sfida, lui che nell’ultimo biennio ha vestito la maglia della Roma in 84 occasioni con 34 reti e 24 assist: curiosamente la Uefa l’ha inserito nella top 11 dell’ultimo turno di Champions ricostituendo la coppia giallorossa con Edin Dzeko. Stavolta si ritroveranno da avversari e c’è da avere paura: in corsa per la Scarpa d’Oro contro Messi, 39 centri totali in 44 presenze, l’egiziano classe 1992 si è perfettamente inserito negli schemi di Klopp dopo il trasferimento estivo pari a 42 milioni di euro. Sono 29 i gol segnati in Premier League, 8 in Champions (più uno nei preliminari) dei quali gli ultimi due riservati al Manchester City di Guardiola. Nessuno era mai stato eletto per tre volte giocatore del mese in Inghilterra in una stagione, ebbene Salah vi è riuscito. C’è chi ha composto brani musicali su Momo, Firmino e Mané, trio delle meraviglie dove la vecchia conoscenza nella Capitale ha rivoluzionato gli equilibri in Inghilterra e in Europa. Mai così prolifico in precedenza tra Basilea, Chelsea e Fiorentina, talmente devastante da assicurarsi un milione di voti nelle ultime presidenziali in Egitto pur non essendo candidato.

In campo

Squadra estremamente verticale, offensiva ed elettrica nel nome dell’heavy metal caro a Klopp, il Liverpool ha trovato una dimensione europea ideale con un gioco spettacolare e ricco di gol. I Redss mancavano in semifinale da dieci anni, squadra che per identità e caratteristiche può mettere in difficoltà chiunque tra velocità e contropiedi letali. Tra i pali c’è il tedesco Karius, ex Mainz come il proprio allenatore, portiere che ha scalzato Mignolet ma non rappresenta una sicurezza assoluta proprio come la difesa a dispetto del saldo positivo in Champions. La new entry van Dijk, partner di Lovren ma non dell’infortunato Matip, garantisce fisico e solidità non senza sbavature nel 4-3-3 di partenza dove sulle corsie spingono i giovani Alexander-Arnold e Robertson. Non ci sarà a centrocampo l’infortunato Can, obiettivo dichiarato della Juventus nel prossimo mercato, assenza che obbliga Klopp a comporre la mediana con l’equilibratore e capitano Henderson, l’esperto Milner (re degli assist in Champions con 8 passaggi vincenti) e l’ex Arsenal Oxlade-Chamberlain. La panchina corta accusa anche la defezione di Lallana e le probabili alternative targate Wijnaldum e Solanke, certo è che il tridente offensivo ammette solo applausi: detto dello straripante Salah, Firmino viaggia a quota 24 reti stagionali seguito dai 16 centri di Mané. Assi nella manica per Klopp sebbene alla guida di una formazione giovane (26 anni di media) e carente in termini di esperienza internazionale così come di equilibrio tattico, lacuna palesata dal Liverpool portato ad offendere piuttosto che a distruggere. Non trascuriamo nemmeno i colpi a vuoto, tuttavia il potenziale offensivo tra corsa e talento dei Reds metterà davvero alla prova la Roma di Eusebio Di Francesco.

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