Champions League, tra meteore e superstiti: ecco l'ultimo Liverpool che affrontò il Real Madrid

Champions League

Sono passati quattro anni, mille e trecento giorni esatti dall'ultimo faccia a faccia tra Liverpool e Real Madrid. Per i blancos pochissime variazioni, mentre quella dei Reds è stata una rivoluzione: sei i superstiti (ma solo due sono titolari con Klopp), tre le conoscenze italiane e tante meteore: uno si è ritirato ed è oggi vice allenatore dei Celtic

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Sono passati quattro anni, eppure a vedere le squadre in campo sembra invece un secolo. Real? Quasi uguale, con un modulo diverso e un Ancelotti in panchina che stava già facendo da mentore al suo vice Zidane, oggi leader della squadra. Ma per il Liverpool quei mille e trecento giorni esatti tra la finalissima di Kiev e quel 4 novembre 2014 sono lontanissimi. Una squadra completamente diversa, con appena sei superstiti (di cui solo due sono titolari anche per Klopp) e molte meteore fortunatamente salutate da tutti i tifosi Reds. Gerrard in campo ha un sapore nostalgico, e probabilmente un po’ di rammarico c’è anche per gente come Coutinho e Sterling, ma difficilmente a Liverpool guardano al passato con rabbia. Don’t Look Back In Anger è degli Oasis della parte blu di Manchester, e a cantarla oggi forse è proprio l’ex Raheem. Perché Liverpool è invece la città dei Beatles, e della Revolution che c’è stata anche nelle fila dei rossi dal giorno dell’ultimo faccia a faccia contro il Real Madrid. In quella Champions 14-15 il Liverpool ci era tornato con Brendan Rodgers in panchina dopo cinque anni di assenza, ma uscendo ai gironi alle spalle del Basilea e fuori immediatamente anche dai sedicesimi di Europa League contro il Besiktas. Mille e trecento giorni. E il Liverpool sarà in campo nella finale più importante di tutte, sempre contro il Real Madrid, ma con una squadra completamente diversa.

Revolution

Gerrard in campo c’era, ma in realtà soltanto nella partita di andata del precedente 22 ottobre. Guardando invece solo gli undici dell’ultimo vero confronto europeo contro il Real Madrid - tra campo e panchina - c’è invece da stropicciarsi gli occhi. Perché è stato infatti un balzo incredibile quello del Liverpool nelle ultime stagioni, senza grandi nomi ma con i nomi giusti, a partire da Klopp in panchina che ha portato una squadra dal valore di mercato quasi della metà del Madrid a giocarsi la finalissima in un faccia a faccia diretto. Dei sei superstiti solo due saranno titolari a Kiev: il capitano Henderson e Lovren in difesa, entrambi però out dalla sfida nei gironi contro i blancos di Ancelotti. I quattro titolari furono invece Mignolet, ormai scavalcato nelle gerarchie da Karius anche in Premier. Moreno, terzino sinistro titolare nella prima parte di stagione prima di perdere il posto in favore di Robertson. Più Can e Lallana rientranti da infortunio e verso la panchina nella finalissima. Tra gli altri nomi, poi, ecco le conoscenze tutte italiane Lucas Leiva ora alla Lazio (346 presenze in Reds per lui), Borini del Milan (appena 3 gol segnati ad Anfield) e Mario Balotelli, titolare all’andata. In più i dispersi Skrtel (ora al Fenerbahce), Manquillo (Newcastle), Joe Allen (Stoke, e retrocesso quest’anno), Markovic (in prestito all’Anderlecht) e Kolo Touré, ritiratosi e oggi vice allenatore del super Celtic proprio di Brendan Rodgers che sta battendo tutti i record in Scozia. Quella partita contro il Real finì 1-0 per gli spagnoli a Madrid (rete di Benzema), dopo un ben più pesante 0-3 rifilato ad Anfield coi gol di Benzema (due) e Ronaldo. Ma attenzione alla scaramanzia, vincenti o meno nel duello diretto, quel 2015 fu l’unico degli ultimi quattro anni in cui poi il Real non sollevò la coppa a fine stagione. Meriti di quel Liverpool in tutto questo? Nessuno, ma un pizzico di buona sorte può sempre far comodo.

The last Liverpool team to face Real Madrid was... different 😳

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Real sempre galattico

Pochi, invece, i cambi per un Real sulla cresta dell’onda ormai da molti anni. Nel 2014 era arrivata la Decima, dunque sarebbero arrivate anche le Champions numero undici e dodici. Nel Real del 4 novembre 2014 i titolari in attacco erano Ronaldo e Benzema, con Bale subentrato a partita in corso. Nel 4-4-2 i due posti da interni di centrocampo spartiti tra i soliti Kroos e Modric, più Isco e James Rodriguez, oggi al Bayern, larghi in fascia. Casemiro era in prestito al Porto quell’anno, mentre Carvajal già in squadra ma non ancora titolarissimo. In difesa c’era infatti Arbeloa a destra, con gli altrettanto soliti noti Marcelo, Varane e Ramos a completare il reparto, mentre tra i pali Navas faceva ancora da secondo a Iker Casillas. Nel match d’andata? Stessa storia, con l’unico cambio Pepe-Ramos come centrale.

Le due formazioni

Real Madrid (4-4-2): Casillas; Arbeloa, Ramos, Varane, Marcelo; James, Modric, Kroos, Isco; Ronaldo Benzema. All: Ancelotti

Liverpool (4-2-3-1): Mignolet; Manquillo, K. Touré, Skrtel, Moreno; Leiva, Can; Markovic, Allen, Lallana; Borini. All: Rodgers

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