Spareggi Champions League 2018, vince il Psv Eindhoven. Pareggi per Benfica e Salisburgo: gol e highlights

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Fonte foto Twitter @ChampionsLeague

La formazione di Eindhoven strappa un prezioso 3-2 al 90’ sul campo del Bate Borisov. I portoghesi fermati in casa dal Paok Salonicco, 0-0 tra la Stella Rossa e gli austriaci

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BENFICA-PAOK SALONICCO 1-1

45+1' rig. Pizzi (B), 76' Warda (PS)

Benfica (4-3-3): Odysseas, Almeida, Dias, Jardel, Grimaldo; Fejsa, Gedson, Zivkovic; Cervi (79' Seferovic), Ferreyra, Pizzi (79' Felix).

Paok Salonicco (4-2-3-1): Paschalakis; Matos, Varela, Crespo, Vieirinha; Canas, Mauricio; Limnios (52' Warda), Pelkas, Jaba (81' Skakhov); Prijovic (87' Akpom).

Termina con un deludente pareggio la sfida d'andata dei portoghesi, raggiunti nel finale dai bianconeri, mai pericolosi prima della rete decisiva per tornare a Salonicco con l'1-1. Il Benfica ci mette un po’ a carburare e inizialmente subisce l’aggressività dei greci. Poi dal 23’ al 29’ costruisce con Pizzi quattro colossali palle gol. Sulla prima il classe ’89 riceve il passaggio arretrato di Cervi e da eccellente posizione spara rasoterra a lato. Decide allora di fare tutto da solo e cerca di inventarsi un fantastico pallonetto che pizzica la parte alta della traversa e termina fuori. Passano pochi secondi e ha di nuovo sul destro un’altra chance, ma la conclusione è centrale, mentre poco prima della mezz’ora gira benissimo di testa e non trova l’angolo per un soffio. La porta sembra stregata per lui ma nel recupero del primo tempo riesce a trovare la via del gol. Lo fa su rigore, guadagnato per un intervento scomposto di Mauricio su Gedson Fernandes. Le Aquile ripartono forte anche nella ripresa, ma Paschalakis dice di no prima a Ferreyra e poi a Grimaldo. I lusitani calano di concentrazione e permettono il ritorno del club di Salonicco che crea il primo spavento con Warda, entrato nei secondi 45 minuti. Jaba si esibisce in una grande giocata, ma strozza troppo la conclusione. Il Paok però non si arrende e a un quarto d’ora dal termine trova il pari. Varela colpisce la traversa di testa da pochi passi, sulla respinta è ancora Warda a controllare e spedire in rete. Rui Vitoria si gioca le carte Seferovic e Felix e l’occasione per la vittoria capita proprio prima sui piedi dell’ex Fiorentina, che però non trova la porta, e poi del giovane classe ’99 che incrocia il mancino e sibila il palo, rimandando il discorso qualificazione alla sfida di ritorno.

BATE BORISOV-PSV EINDHOVEN 2-3

9' Tuominen (BB), 35' rig. Pereiro (PE), 61' Lozano (PE), 88' Hleb (BB), 89' Malen (PE)

Bate (4-3-3): Scherbitsky; Rios, Filipovic, Filipenko, Milunovic; Dragun (65' Hleb), Baga, Yablonski; Ivanic (81' Volodko), Stasevich, Tuominen (60' Skavysh).

Psv Eindhoven (4-3-3): Zoet; Dumfries, Schwaab, Viergever, Tasende; Rosario (91' Isimat-Mirin), Hendrix, Pereiro (82' Mauro Junior); Bergwijn, De Jong, Lozano (86' Malen).

Spettacolo e continui ribaltamenti nel match dell'Haradzki Arena. Il Bate parte benissimo e va a un passo dal gol dopo appena 30’’ con il colpo di testa di Baga, fuori dallo specchio di un niente. La squadra di casa continua a insistere e al 9’ sblocca meritatamente il punteggio con il tocco facile di Tuominel sul cross basso di Filipovic. Il Psv continua a sbandare, rischia di subire la seconda rete sul doppio tentativo di Ivanic, ma ha la possibilità di pareggiare sul regalo di Milunovic che lancia de Jong a tu per tu con il portiere. Il capitano dell’Eindhoven salta il diretto avversario, ma finisce a terra e incassa il giallo dell’arbitro per simulazione. I ragazzi di van Bommel continuano ad accusare delle difficoltà, ma riescono a trovare l’1-1 al 35’. Protagonista negativo dei bielorussi è ancora Milunovic che, tramite un tocco di mano, causa il calcio di rigore che Pereiro trasforma. La rete del pari cambia l’inerzia dell’incontro, con il Psv che si avvicina immediatamente a completare la rimonta con il colpo di testa di Lozano, neutralizzato da una straordinaria parata di Scherbitsky. La formazione olandese continua ad attaccare e a due minuti dal duplice fischio coglie una clamorosa traversa con il colpo di testa di de Jong. La musica non cambia nel secondo tempo, con Pereiro che tira un siluro dalla distanza e colpisce un altro palo. Dopo un’ora di gioco Lozano conduce uno straordinario contropiede, serve Bergwijn che cerca con un tiro a giro l’angolo lontano e non lo trova per un soffio. Passano 60 secondi e il talento messicano decide di far tutto da solo. Fa bene perché mira l’angolo dai 25 metri e con l’aiuto del palo porta avanti i suoi. In campo aperto gli ospiti hanno varie chance di chiudere l’incontro, in particolare con de Jong che spara alle stelle davanti al portiere, ma all’88 subiscono il 2-2 del redivivo Hleb che approfitta di una respinta sbagliata con i pugni da Zoet e mette in rete a porta quasi vuota. La gioia del pari dura però pochissimo perché dall’altra parte il neo entrato Malen in tuffo di testa ristabilisce le distanze. Il Borisov non molla neanche questa volta, ma le speranze di strappare almeno un pareggio si spengono sul destro di Baga.

STELLA ROSSA BELGRADO-SALISBURGO 0-0

Stella Rossa: (4-2-3-1): Borjan; Stojković, Savić (46' Babic), Degenek, Rodić; Jovičić, Krstičić; Kafu (61' Simic), Ben, Radonjić; Stojiljković (79' Jovancic).

Salisburgo (4-3-1-2): Stanković; Lainer, Ramalho, Pongračić, Ulmer; Haidara, Samassékou, Junuzović (46' Schlager); Wolf (87' Minamino); Yabo (79' Daka), Dabbur.

Finisce senza reti infine la sfida tra i serbi di Milojevic e il Salisburgo. Meglio la Stella Rossa nel primo quarto di gara, ma nessuno riesce a impegnare seriamente Stankovic. La squadra austriaca mostra invece più qualità degli avversari ma non è nelle serate migliori e fatica a penetrare nella difesa di casa. I tentativi arrivano quindi in particolare dalla distanza, dove il più ispirato pare Junuzovic il cui mancino finisce lentamente nelle mani del portiere. Più vivace il match nella ripresa, dove gli ospiti danno la sensazione di avere più freschezza nelle gambe e con Schlanger, subentrato nella seconda frazione di gioco, mettono pressione ai serbi. Quest’ultimi reggono l’urto e vanno più volte vicini al vantaggio negli ultimi venti minuti. Degenek di testa chiama al miracolo l’estremo difensore del Salisburgo, poi sul proseguire dell’azione è la punta Stojiljkovic, praticamente assente nei primi 70 minuti, a non trovare di poco lo specchio. Allo scoccare del 90’ arriva l’ultima chance per i padroni di casa, con la botta dalla distanza di Simic che chiama ancora al grande intervento Stankovic, decisivo per chiudere l’incontro senza reti.

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