Champions League, l'albo d'oro della competizione

Champions League

Il Real Madrid in testa per il maggior numero di titoli vinti, 13, gli ultimi tre consecutivi. Alle sue spalle il Milan a quota 7 e poi il trio Barcellona-Liverpool e Bayern Monaco, con 5 trofei a testa. L'Inter ne ha vinti tre, la Juventus due. La squadre spagnole dominano su tutte con 17 Champions complessive

STELLA ROSSA-NAPOLI LIVE

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La trepidante attesa per l'inizio della Champions League sta per esaurirsi. Martedì 18 settembre prenderà il via, infatti, la prima giornata della 64^ edizione che vedrà subito protagonista l'Inter, di scena in casa contro il Tottenham a 6 anni di distanza dall'ultima partecipazione alla competizione europea per club più importante. I nerazzurri, nonostante l'assenza dal torneo nelle ultime stagioni, restano l'ultima formazione italiana ad aver alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie. Il 2-0 ai danni del Bayern Monaco nella finale di Madrid del 2010 rimane ancora scolpito nella mente dei tifosi. Anche quest'anno l'ultimo atto si disputerà nella capitale spagnola, ma al Wanda Metropolitano, nuova casa dell'Atletico Madrid da due stagioni a questa parte. I Colchoneros vorranno approfittare dell'occasione per festeggiare davanti ai propri tifosi e prendere il posto del Real Madrid, vincitore e dominatore delle ultime tre edizioni. Il primo di questi successi è arrivato proprio contro la squadra di Simeone, mentre i seguenti sono arrivati contro Juventus e Liverpool, quest'ultimo battuto a Kiev lo scorso 26 maggio. Una tripletta che ha permesso ai Blancos di consolidare la leadership nell'ambo d'oro della competizione, con ben 13 Champions League conquistate nella sua storia. Quasi il doppio rispetto alla sua più diretta inseguitrice, il Milan, che si piazza secondo con 7 vittorie, l'ultima delle quali risalente alla stagione 2006-07. Sul podio dei club più vincenti in Europa si trovano poi Barcellona, Bayern Monaco e Liverpool, con cinque trionfi a testa, uno in più dell'Ajax e due in più rispetto a Inter e Manchester United.

Oltre alle milanesi è la Juve l'unica italiana ad aver trionfato in Europa nel torneo principale, anche se l'ultima delle due Champions messe in bacheca è datata 1996. I bianconeri sono andati a un passo dal tris in altre 7 occasioni, così come si sono dovute fermare all'ultimo atto una volta anche Fiorentina, Roma e Sampdoria, vicinissime ma non in grado di entrare nell'albo d'oro. L'Italia ha, infatti, il record negativo di finali perse dai propri club, ben 11, che portano a un totale di 28 finali disputate in 63 anni, una in meno rispetto alla Spagna. Le squadre iberiche hanno superato quelle del nostro Paese per numero di Champions vinte, 18 contro 12, ma solo grazie al dominio dell'ultimo decennio che ha visto esultare per 4 volte il Real e per 3 il Barça, lasciando solo le briciole agli avversari. La Nazione che può vantare, invece, più club capaci di alzare la Coppa al cielo è l'Inghilterra - 12 successi totali come l'Italia -, rappresentata, oltre alle già citate Liverpool e United, da Aston Villa, Nottingham Forrest e Chelsea. La Germania si evidenzia per il maggior numero di sconfitte che di vittorie in finale, 10 contro 7, così come il Portogallo, dove il Benfica si è dovuto accontentare del secondo posto per ben cinque volte.

L'albo d'oro

1955/1956: Real Madrid (Spagna)
1956/1957: Real Madrid (Spagna)
1957/1958: Real Madrid (Spagna)
1958/1959: Real Madrid (Spagna)
1959/1960: Real Madrid (Spagna)
1960/1961: Benfica (Portogallo)
1961/1962: Benfica (Portogallo)
1962/1963: MILAN (Italia)
1963/1964: INTER (Italia)
1964/1965: INTER (Italia)
1965/1966: Real Madrid (Spagna)
1966/1967: Celtic (Scozia)
1967/1968: Manchester United (Inghilterra)
1968/1969: MILAN (Italia)
1969/1970: Feyenoord (Olanda)
1970/1971: Ajax (Olanda)
1971/1972: Ajax (OIanda)
1972/1973: Ajax (Olanda)
1973/1974: Bayern Monaco (Germania)
1974/1975: Bayern Monaco (Germania)
1975/1976: Bayern Monaco (Germania)
1976/1977: Liverpool (Inghilterra)
1977/1978: Liverpool (Inghilterra)
1978/1979: Nottingham Forest (Inghilterra)
1979/1980: Nottingham Forest (Inghilterra)
1980/1981: Liverpool (Inghilterra)
1981/1982: Aston Villa (Inghilterra)
1982/1983: Amburgo (Germania)
1983/1984: Liverpool (Inghilterra)
1984/1985: JUVENTUS (Italia)
1985/1986: Steaua Bucarest (Romania)
1986/1987: Porto (Portogallo)
1987/1988: PSV Eindhoven (Olanda)
1988/1989: MILAN (Italia)
1989/1990: MILAN (Italia)
1990/1991: Stella Rossa (Jugoslavia)
1991/1992: Barcellona (Spagna)
1992/1993: Olympique (Marsiglia Francia)
1993/1994: MILAN (Italia)
1994/1995: Ajax (Olanda)
1995/1996: JUVENTUS (Italia)
1996/1997: Borussia Dortmund (Germania)
1997/1998: Real Madrid (Spagna)
1998/1999: Manchester United (Inghilterra)
1999/2000: Real Madrid (Spagna)
2000/2001: Bayern Monaco (Germania)
2001/2002: Real Madrid (Spagna)
2002/2003: MILAN (Italia)
2003/2004: Porto (Portogallo)
2004/2005: Liverpool (Inghilterra)
2005/2006: Barcellona (Spagna)
2006/2007: MILAN (Italia)
2007/2008: Manchester United (Inghilterra)
2008/2009: Barcellona (Spagna)
2009/2010: INTER (Italia)
2010/2011: Barcellona (Spagna)
2011/2012: Chelsea (Inghilterra)
2012/2013: Bayern Monaco (Germania)
2013/2014: Real Madrid (Spagna)
2014/2015: Barcellona (Spagna)
2015/2016: Real Madrid (Spagna)
2016/2017: Real Madrid (Spagna)
2017/2018: Real Madrid (Spagna)

Quali stadi hanno ospitato più volte la finale?

Un primato che resta, almeno per il momento, nelle mani dell'Italia è il numero di volte in cui ha fatto da "teatro" alle finalissime della Champions: ben 9, costituite dalle 4 dell'Olimpico e del Meazza e da quella del 1991 giocata al San Nicola di Bari e vinta dalla Stella Rossa. Alle sue spalle, a quota 8, troviamo Spagna, Germania e Inghilterra, con Wembley che ha ospitato l'ultimo atto del torneo in ben 7 occasioni tra vecchio e nuovo stadio. A 4, insieme all'impianto romano e milanese, ci sono poi il Santiago Bernabeu, il Prater di Vienna e l'Heysel di Bruxelles, stadio nel quale la Juventus vinse la sua prima Coppa dei Campioni nel 1985.

Quanti derby ci sono stati nell'ultimo atto della Champions e quali finali si sono decise ai rigori o ai supplementari?

La finale ha visto protagoniste squadre della stessa Nazione in sei diverse occasioni, metà delle quali è toccato alla Spagna. Questi tre trionfi appartengono tutti al Real Madrid che ha battuto il Valencia nella prima Champions del terzo millennio e poi due volte i cugini dell'Atletico Madrid in quattro delle ultime cinque edizioni disputate. L'ultimo derby precedente a questi ha decretato il Bayern Monaco vincitore al cospetto del Borussia Dortmund, mentre nella stagione 2007-08 il Manchester United ha sconfitto i rivali del Chelsea nella finale di Mosca. L'Old Trafford, nell'ultimo atto disputato il 28 maggio 2003, ha fatto da palcoscenico infine alla prima e unica finale tutta italiana tra Milan e Juventus, vinta dai rossoneri ai calci di rigore.

La formula dei penalty, introdotta solo dal 1980, è stata decisiva per assegnare il trofeo 11 volte e, Juventus e Milan a parte, non ha mai sorriso ai colori italiani. Gli stessi rossoneri hanno perso il titolo dagli 11 metri nella maledetta finale di Istanbul contro il Liverpool e proprio i Reds erano stati i primi ad alzare la Coppa dopo i tiri dal dischetto, provocando una grossa delusione alla Roma di Nils Liedholm. La Juve, sempre all'Olimpico e grazie ai calci di rigore, ha conquistato la seconda Champions della sua storia battendo l'Ajax. In cinque diverse occasioni, invece, il trofeo è stato assegnato ai tempi supplementari: la prima volta il Milan fu sconfitto per mano del Real Madrid, laureatosi campione dopo 120 minuti anche recentemente contro l'Atletico Madrid, mentre nel 91-92 fu la Sampdoria a soccombere nell'extratime a favore del Barcellona. L'unico caso di finale ripetuta dopo il pari nei supplementari, quando ancora non vigeva la regola dei rigori, è stato quello del 1973-74, dove il Bayern Monaco surclassò i Colchoneros al replay con un netto 4-0.

1955-65: dominio Real e primi trionfi italiani

Le prime 10 edizioni della Coppa dei Campioni si possono esattamente dividere in due fasi. La prima è quella caratterizzata dal colore bianco della camiseta madridista. Il Real portò a casa infatti il trofeo per cinque volte consecutive, inaugurando la sua prima epoca d'oro con la vittoria nella finale di Parigi per 4-3 sul Reims. Gli spagnoli dominarono il torneo, allora ancora a 16 squadre, battendo con larghi successi prima Servette e poi Partizan. L'unico club a mettere in difficoltà i Blancos fu il Milan, uscito ko dalle semifinali con il punteggio totale di 5-4. La stagione successiva furono introdotti i turni preliminari, ma il Real partecipò comunque a partire dagli ottavi, in cui ebbe bisogno della terza gara per eliminare il Rapid Vienna. Quella squadra, guidata dal talento di Alfredo Di Stefano, si sbarazzò poi di Nizza e Manchester United, prima di trovarsi faccia a faccia, in finale, contro la Fiorentina allenata da Fulvio Bernardini. Davanti agli oltre 100 mila del Bernabeu i viola diedero filo da torcere per 70 minuti, prima di arrendersi al rigore trasformato dallo stesso Di Stefano e al raddoppio siglato da Francisco Gento. Passò un anno e il club spagnolo, dopo un cammino piuttosto facile, si ritrovò di nuovo in finale contro un'italiana. Quella volta l'avversario fu il Milan, capace di far fuori Rapid Vienna, Rangers, Borussia Dortmund e Manchester United. I rossoneri sprecarono due volte il vantaggio realizzato da Schiaffino e Grillo, trascinando la sfida ai supplementari, dove alzarono bandiera bianca definitivamente al 3-2 segnato ancora da Gento. La costante in quegli anni del Real fu, come scritto, Di Stefano. L'attaccante fu autore di un gol anche nella finalissima disputata la stagione successiva contro il Reims, una riproposizione della prima, ma diede il meglio di sé nell'ultimo atto della Coppa 1959-60, quando una sua tripletta, unita al poker di Puskas, fu decisiva per mettere al tappeto l'Eintracht Francoforte con un nettissimo 7-3.

Dal 1961 al 1997 il Real riuscì a tornare sul tetto d'Europa solo un'altra volta, mentre i primi anni 60 furono caratterizzati dai successi del Benfica di Eusebio. I portoghesi vinsero la loro prima Coppa senza l'apporto del campione lusitano, battendo in finale 3-2 un'altra spagnola, il Barcellona, e poi replicarono l'impresa 12 mesi dopo sconfiggendo per 5-3 i Blancos. Quella volta Eusebio giocò e le sue due reti furono decisive per rendere vana la tripletta di Puskas. Da allora si impose la "maledizione Guttmann" che lasciò la panchina della società di Lisbona augurando loro di non vincere mai più nulla. E i primi effetti di quel malocchio arrivarono l'anno dopo. Il Benfica, ancora finalista, andò in vantaggio con Eusebio ma nella ripresa una doppietta di Altafini ribaltò il risultato a favore del Milan e Cesare Maldini, allora capitano, alzò al cielo la prima Coppa dei Campioni per una squadra italiana. La Coppa rimase a Milano per altre due stagioni, ma sull'altra sponda, quella nerazzurra. L'Inter fu in grado, infatti, di centrare il bis. Nella finale, giocata al Prater di Vienna il 27 maggio 1964, due gol di Mazzola e uno di Milani bastarono per mettere alle corde il Real Madrid, mentre l'anno successivo fu di nuovo il Benfica a gettare le armi dopo l'1-0 realizzato da Jair a fine primo tempo.

1966-73: l'epoca d'oro dell'Ajax

Dopo cinque anni di assenza, il Real Madrid tornò sul tetto d'Europa. Gli spagnoli ribaltarono l'iniziale svantaggio e misero in bacheca la sesta Coppa della propria storia. L'anno dopo la finale ripropose in campo una squadra italiana, l'Inter, di scena contro il Celtic. I nerazzurri cominciarono benissimo, sbloccando il punteggio dopo sette minuti con il rigore di Mazzola, ma nella ripresa incassarono la rimonta dei ragazzi di Glasgow, per quello che resta l'unico trionfo di una squadra scozzese nella competizione europea per club più importante di tutte. A risollevare il tricolore ci pensò, due stagioni dopo, il Milan. Nel mezzo il Manchester United aveva ottenuto il suo primo titolo, con un 4-1 ai supplementari ai danni del Benfica, e con lo stesso risultato si imposero i rossoneri contro l'Ajax. Straordinario protagonista di quel match fu Pierino Prati, autore di una tripletta, con Sormani che pensò poi a completare il poker. I lancieri battuti in finale furono un'anticipazione di quello che accade negli anni successivi. Al trionfo del Milan seguì infatti quello del Feyenoord e poi un tris di successi ad opera del club di Amsterdam. La formazione olandese, condotta dal genio di Johan Cruyff, mise ko prima il Panathinaikos e poi diede un dispiacere a due squadre italiane, prima l'Inter e poi la Juventus, segnando una vera e propria epoca d'oro per il Paese dei tulipani.

1974-82: il triplete bavarese e la rinascita inglese

Alla tripletta messa a segno dall'Ajax seguì quella del Bayern Monaco. I bavaresi vinsero per un soffio il loro primo titolo contro l'Atletico Madrid. Una rete al 120' di Schwarzenbeck rimandò infatti la sfida al replay, poi stravinta con un netto poker firmato dalle doppiette di Hoeness e di Gerd Muller. Ci pensò invece Roth a decidere i due trionfi successivi contro Leeds e St Etienne, prima che la Coppa dei Campioni diventasse una questione tutta britannica. Dal '77 all'82, infatti, il trofeo non uscì mai dai confini inglesi. Il Liverpool diede il via a quest'epoca brillante Oltremanica con la vittoria sul Moenchengladbach e fece il bis ai danni del Brugge. Poi fu la volta della straordinaria doppietta del Nottingham Forest, mai più in grado di ripetere nella sua storia i fasti di allora. Nel 1980 tornarono a trionfare i Reds, sconfiggendo in finale il solito Real Madrid per 1-0, e poi toccò all'Aston Villa salire sul trono con un altro successo di misura sul Bayern Monaco.

1983-88: il mezzo sorriso italiano e il triennio delle matricole

Ci pensò l'Amburgo a fare da spartiacque al dominio inglese. Quegli anni furono caratterizzati, però, soprattutto dalla grande rinascita delle italiane, con ben tre finali di fila che videro come rappresentante una squadra del nostro Paese. La prima fu la Juventus, che dovette arrendersi alla squadra tedesca e al gol vittoria siglato da Felix Magath. I bianconeri si rifecero due anni dopo battendo - nella purtroppo celebre finale dell'Heysel - il Liverpool con il penalty di Platini. Fu la prima Coppa dalle grandi orecchie alzate al cielo dai bianconeri e servì anche a rivendicare il ko subito l'anno precedente dalla Roma, proprio per mano dei Reds. I giallorossi giocarono la finale da padroni di casa, visto che l'impianto ospitante era l'Olimpico, ma videro svanire il loro sogno ai calci di rigore. Al primo successo della Juve seguì poi un triennio con dei soggetti inusuali a fare da protagonisti. Vinsero, infatti, nell'ordine Steaua Bucarest, Porto e Psv Eindhoven. Tre formazioni che, fino ad allora, non erano mai riuscite in precedenza neanche ad arrivare in finale.

1989-98: tricolore costante in finale

Sul finire degli anni '80 ci fu una sola squadra in grado di dominare e incantare il mondo: il Milan. In panchina c'era Arrigo Sacchi, in campo un giovane Paolo Maldini al fianco di campionissimi del calibro di Baresi, Costacurta, Tassotti, Ancelotti, Rijkaard, Donadoni, Gullit, van Basten. Una squadra formidabile che riuscì a centrare l'obiettivo Coppa dei Campioni per due volte di fila. Una doppietta a testa della coppia d'attacco olandese mise al tappeto la Steaua Bucarest, dopo aver già umiliato il Real Madrid in semifinale con un perentorio 5-0, mentre la stagione successiva a Vienna fu il Benfica di Eriksson ad alzare bandiera bianca dopo la rete messa a segno dall'altro olandese, Rijkaard. Nel 90-91 di italiano, in finale, ci fu solo lo stadio: al San Nicola di Bari la Stella Rossa trionfò ai calci di rigore contro il Marsiglia. L'anno dopo toccò ai gemelli del gol, Vialli e Mancini, trascinare un'altra italiana in finale. Quella Sampdoria fece un percorso straordinario, ma finì in ginocchio contro il Barcellona: fu una punizione di Koeman al 112' a decretare il successo dei blaugrana.

Nell'edizione 1992-93 la competizione prese l'attuale denominazione di Uefa Champions League e il primo club a portarla a casa fu il Marsiglia. L'OM, unico club francese ad aver vinto questo titolo, sconfisse in finale il Milan per 1-0 con il gol di Boli, ma non potè difendere il trofeo l'anno successivo per uno scandalo che lo costrinse alla retrocessione in Ligue 2. Il colore italiano rimase invece la costante di quegli anni: dall'89 al '98, infatti, solo una volta l'ultimo atto non vide in campo una squadra del nostro Paese. Il Milan di Capello si riscattò dal ko contro i transalpini dominando l'edizione successiva e suggellandola con il 4-0 rifilato al Barcellona nella splendida finale di Atene. Una partita a senso unico, decisa dalle due reti di Massaro, dalla parabola meravigliosa di Savicevic e dal sigillo di Desailly. I rossoneri arrivarono in finale anche l'anno dopo, ma furono battuti di misura dall'Ajax. Il gol partita lo realizzò Patrick Kluivert, futuro giocatore della società allora presieduta da Berlusconi. La vendetta di quel ko la mise a segno ancora una volta la Juventus, sul tetto d'Europa per la seconda volta nella sua storia dopo il successo ai rigori contro i lancieri nella finale di Roma del 1996. Anche i bianconeri riuscirono a conquistare l'accesso all'ultimo atto per tre anni consecutivi ma, dopo il trionfo all'Olimpico, non riuscirono a ripetere l'impresa contro Borussia Dortmund e Real Madrid, accontenandosi del secondo posto in entrambe le occasioni.

1999-2008: nel segno di Manchester

L'ultima società a vincere la Champions nel secondo millennio fu il Manchester United che riuscì a ribaltare, in una partita memorabile, il Bayern Monaco nei minuti di recupero, prima con il pareggio di Sheringham e poi con il 2-1 di Solskjaer. Nei primi anni 2000, invece, a prendersi la scena fu il Valencia di Cuper, finalista perdente per due volte consecutive. Gli spagnoli persero prima 3-0 contro i connazionali del Real e poi si arresero, nella cornice di San Siro, ai calci di rigore contro il Bayern Monaco. Lo scontro "Spagna-Germania" rappresentò anche la finale successiva, con i Blancos che vinsero 2-1 contro il Bayer Leverkusen, mettendo in bacheca la 7^ Champions della loro storia.

L'edizione 2002-03 fu, poi, un autentico trionfo italiano. Ben 3 squadre approdarono alle semifinali, oltre al solito Real. Le Merengues furono eliminate nel doppio confronto dalla Juve, mentre il Milan fece fuori l'Inter in virtù dei gol in trasferta. La finalissima di Manchester si concluse ai rigori dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari e il tiro dal dischetto di Shevchenko proiettò i rossoneri sul tetto d'Europa.

L'anno successivo incoronò il Porto di José Mourinho, poi fu la volta della notte di Istanbul dove il Milan, avanti di tre reti nei primi 45 minuti, si fece rimontare nel giro di 360 secondi dal Liverpool, cedendo il trono ai calci di rigore. I rossoneri, dopo il trionfo nell'intermezzo del Barcellona ai danni dell'Arsenal, si presero la loro rivincita nella cara Atene: una doppietta di Pippo Inzaghi stese i Reds e consegnò nelle mani del Milan la 7^ Champions. Da quel momento in poi l'Europa divenne terra di conquista per Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Il portoghese, con il suo Manchester United, vinse il suo primo titolo europeo battendo dagli 11 metri il Chelsea.

2008-18: strapotere spagnolo

Nella stagione 2008-09 il tiqui-taca di Pep Guardiola trovò la sua massima espressione nella conquista della Champions, vinta nella finale di Roma proprio ai danni dei Red Devils. Solo l'Inter riuscì a interrompere quel dominio. I nerazzurri, con Mourinho alla guida, fecero uno straordinario cammino che li vide eliminare i blaugrana in semifinale e poi trionfare al Bernabeu, grazie alla doppietta di Diego Milito sul Bayern Monaco. Il Barça tornò a vincere l'anno dopo, ancora al cospetto dello United, prima di cedere lo scettro al Chelsea prima e ai bavaresi poi. Dal 2013 il trofeo è sempre rimasto in mani spagnole. Il Real conquistò la tanto agognata Decima con Carlo Ancelotti, mettendo ko l'Atletico ai supplementari per 4-1, dopo aver trovato il pareggio con Sergio Ramos solo nei minuti di recupero. 12 mesi dopo il successo finì di nuovo nelle mani dei rivali blaugrana, vincitori in finale contro la Juventus di Max Allegri, ma nell'ultimo triennio i Blancos hanno messo a segno un ciclo forse irripetibile al giorno d'oggi, lasciando tra le vittime illustri ancora la formazione bianconera, oltre che gli stessi cugini Colchoneros e il Liverpool, battuto nell'ultima finale disputata per 3-1, con il gol di Benzema e la doppietta di Bale.

Albo d'oro per club

 

 Nazione

 Finali Vinte

 Finali Perse

 Finali Totali

Real Madrid  Spagna   12  3  15
Milan  Italia   7  4  11
Bayern Monaco  Germania   5  5  10
Barcellona  Spagna   5  3  8
Liverpool  Inghilterra   5  2  7
Ajax  Olanda   4  2  6
Inter  Italia   3  2  5
Manchester United  Inghilterra   3  2  5
Juventus  Italia   2  7  9
Benfica  Portogallo   2  5  7
Nottingham Forest  Inghilterra   2  0  2
Porto  Portogallo   2  0  2
Amburgo  Germania   1  1  2
Borussia Dortmund  Germania   1  1  2
Celtic  Scozia   1  1  2
Chelsea  Inghilterra   1  1  2
Marsiglia  Francia   1  1  2
Steaua Bucarest  Romania   1  1  2
Aston Villa  Inghilterra   1  0  1
Feyenoord  Olanda   1  0  1
PSV Eindhoven  Olanda   1  0  1
Stella Rossa  Jugoslavia   1  0  1

Albo d'oro per Nazione

 

  Finali Vinte

 Finali Perse

 Finali Totali

Spagna   17  11  28
Italia   12  16  28
Inghilterra   12  7  19
Germania   7  10  17
Olanda   6  2  8
Portogallo   4  5  9
Francia   1  5  6
Jugoslavia   1  1  2
Romania   1  1  2
Scozia   1  1  2
Belgio   0  1  1
Grecia   0  1  1
Svezia   0  1  1

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