Espulsione Cristiano Ronaldo, Fritz addizionale recidivo: nel 2010 prese un abbaglio clamoroso. VIDEO

Champions League

Al Mestalla la decisione suggerita a Brych di espellere Cristiano Ronaldo per la tirata di capelli su Murillo. Ma l'addizionale Marco Fritz non è arbitro nuovo alle sviste, come quando nel 2010 prese un abbaglio di cui in Germania parlano ancora oggi

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Una spinta, Murillo cade, CR7 lo “pettina” e Brych tira fuori il cartellino rosso. Rosso? “No he hecho nada” - detto in spagnolo, ma anche “não fiz nada” in portoghese. Ronaldo è disperato ma ormai la decisione è presa, senza quel Var che anche Allegri ha invocato nel post partita: “Sì, avrebbe aiutato, perché l’episodio è molto dubbio e noi stasera per questo abbiamo rischiato molto”. La decisione? Merito di Marco Fritz, arbitro tedesco nato a Korb il 3 ottobre 1977, che al Mestalla era uno dei due addizionali di porta e che ha preso la decisione dell’espulsione del fenomeno portoghese. “Capelli” - ha detto al suo primo referente Brych, sì, proprio quei capelli di Murillo che CR7 ha toccato per davvero, ma senza quell’intensità e foga da farlo passare come un gesto meritevole di un cartellino rosso. Solo un abbaglio allora? Probabilmente sì, e non sarebbe questo il primo nella sua carriera…

Gol fantasma

Quel giorno lo avrà stampato nella memoria per sempre, nonostante il risultato finale gli sia stato di grande aiuto. 17 gennaio 2010, serie B tedesca, alla MSV-Arena il Dusiburg asfalta 5-0 il FSV Francoforte. L’arbitro di quella partita è proprio il Marco Fritz che ha deciso l’espulsione di CR7 (la prima per lui in Champions). Minuto numero 81: Christian Tiffert (esterno di centrocampo dei padroni di casa già in vantaggio) calcia da lontano e la palla sbatte sulla traversa, dunque tocca l’erba del campo. Che occasione! La ciliegina sulla torta perfetta per il quinto centro, non fosse che Fritz indica il centrocampo e concede il gol. In campo quasi non ci credono, e in Germania di quella svista ne parlano ancora oggi nonostante abbia “deciso” soltanto il passaggio dal 4 al 5 a zero in una partita già ampiamente finita. Il replay è però comunque impietoso: la palla sbatte 1 metro e 30 centimetri oltre la linea, fuori dalla porta. Senza nemmeno toccarla o anche solo pizzicarla. Da un’altra inquadratura il guardalinee di Fritz non torna di corsa a centrocampo ma continua a seguire l’azione: decisione solo sua insomma. E un abbaglio, quello dell’addizionale del Mestalla, che ha dell’incredibile ancora oggi.

Ma anche Brych…

Svista, clamorosa. Eppure anche dal passato di Brych rispunta una pazzesca gaffe arbitrale in un Hoffenheim-Leverkusen del 2013. Al 70’, con gli ospiti già avanti 1-0, il colpo di testa di Kiessling accarezza l’esterno della porta salvo poi finire clamorosamente tra i pali per un buco presente sul fondo della rete. In campo se ne accorgono in pochi, e molti vedono soltanto il portiere Casteels raccogliere sconsolato il pallone nella propria porta. Per Brych? Gol, convalidato, nonostante il replay mostrasse chiaramente come il pallone fosse uscito alla destra del palo. L’Hoffenheim, che perderà poi la partita 1-2, chiese anche di ripetere quel match, ma la corte di giustizia della federcalcio tedesca (Dfb) respinse il reclamo. "Credevo che il pallone stesse uscendo, ma l'ho perso di vista perché qualcuno copriva la mia visuale - si giustificò lui -. Poi ho visto il pallone in porta”. E dunque il gol, fantasma, come l’espulsione di CR7. Molti anni prima di un Var che oggi esiste, ma che non tutti hanno deciso di usare.

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