Juventus-Manchester United, le chiavi tattiche della sfida

Champions League

Dario Pergolizzi

All'andata i bianconeri hanno dato una grande dimostrazione di forza dominando col palleggio all'Old Trafford. Battere di nuovo lo United blinderebbe la qualificazione agli ottavi

JUVE-MANCHESTER UTD LIVE

All’Allianz Stadium si sfidano due squadre in condizioni diametralmente opposte. La Juventus, forte del convincente successo dell’andata e di una situazione di classifica più che tranquilla, gioca tra le mura amiche senza troppe pressioni, la situazione ideale per giocare il calcio offensivo messo in mostra in questa prima parte della stagione. Il Manchester United, invece, sembra ancora circondato da un’aura nevrotica, nonostante la buona forma mostrata in campionato, con l’ultimo successo sul Bournemouth che ha allungato la striscia d’imbattibilità mantenuta a ottobre (due vittorie e un pareggio tra Chelsea, Everton e Newcastle). Accorciando la distanza dalla zona Champions, Mourinho ha avuto modo di proseguire il suo lavoro e di trovare una sorta di continuità tattica.

La linea difensiva più utilizzata è stata Young, Lindelof, Smalling e Shaw. In particolare, il terzino destro è stato uno sbocco importante per la manovra nella partita di andata, in cui si è trovato a essere il rifinitore principale, grazie alla quantità di corse sul fondo che gli consentivano di raccogliere i cambi gioco provenienti dal lato opposto e andare subito al cross. I tre imprescindibili in mezzo sono stati finora Pogba, Matic e Mata, con lo spagnolo schierato in un ruolo ibrido tra mezzala destra e trequartista, dietro al tridente formato da Rashford, Lukaku e Martial.

Per tutto il primo tempo della gara di andata la squadra di Mourinho è sembrata essere impotente di fronte ai temi proposti dalla Juventus, che trovandosi di fronte a una squadra ancora più fisica (una situazione rara per i bianconeri) ha deciso di esasperare il palleggio sul corto per compensare il gap e ridurre le contese sulle seconde palle, un aspetto in cui i “Red Devils” si trovano a loro agio.

Un lungo possesso della Juve che non viene rifinito al meglio da Dybala.

La Juventus ha ottenuto agilmente il dominio del campo, palleggiando soprattutto a destra, grazie ai continui scambi di posizione tra Cancelo, Bentancur, Cuadrado e Dybala. La priorità era formare dei rombi che dessero al portatore una quantità adeguata di appoggi, almeno due a supporto e uno come vertice per la profondità, per prendere campo. Nella posizione di punta centrale si sono alternati Cuadrado, Dybala e Ronaldo, e anche Bonucci per due volte si è spinto in attacco.

Questa fluidità ha messo in chiara crisi il sistema di marcature di Mourinho, orientato su una difesa a uomo nella zona dal baricentro medio, per togliere profondità ma senza scoprirsi troppo, rinunciando quasi totalmente al pressing alto. La presa in consegna degli avversari avveniva prevalentemente in zona centrale, e dunque l’atteggiamento dei mediani diventava fondamentale. Quando però la Juventus è andata a occupare gli half-spaces con le sovrapposizioni interne dei terzini o delle ali, l’organizzazione dello United è andata in crisi, e la Juventus è riuscita a trovare facilmente l’uomo tra le linee.

Questo scenario ha portato i "Red Devils" ad abbassarsi per evitare rischi, ma ciò non ha fatto altro che aiutare la Juventus ad avere ancora più fiducia nel suo palleggio, seguendo uno stile che, pur essendo nelle corde dei suoi interpreti, non è mai stato impiegato con continuità e convinzione nel corso delle scorse stagioni.

Dopo l’intervallo, però, la partita è cambiata: lo United ha provato ad aggredire l’uscita dal basso dei bianconeri, che hanno faticato a palleggiare come nel primo tempo. Queste difficoltà possono suggerire ai “Red Devils” un atteggiamento più aggressivo fin dal primo minuto nella gara di ritorno, rischiando sicuramente molto contro le grandi doti tecniche dei giocatori di Allegri, ma avendo poco da perdere: all'Old Trafford, aver lasciato giocare con calma la Juve in fase di costruzione non era infatti servito a diminuire i rischi, anzi.

La Juve indietreggia e apre lo schieramento dello United, sfruttando la maggiore aggressività dei "Red Devils" per muovere più velocemente la palla in verticale.

Mourinho avrà diverse soluzioni a disposizione per non soffrire come nel primo tempo all’Old Trafford. Può chiedere ai suoi mediani un contributo migliore nella copertura della zona centrale, meno influenzata dai movimenti dell’avversario e più orientata alla salvaguardia della zona. Ci sono poi il possibile impiego di Fellaini, per aumentare il gap fisico e avere una soluzione extra sul lungo nelle transizioni, o quello di Fred, per gestire meglio i pochi possessi che si troverà a disposizione nei corridoi di mezzo. O ancora, un redivivo Alexis Sanchez che può mettere in difficoltà le letture di scalata e gli scambi di marcatura della linea bianconera.

Sarà sicuramente curioso constatare come Allegri farà fronte alle numerose defezioni rispetto alla partita dell’Old Trafford. I rientri di due suoi alfieri come Khedira e Mandzukic non sembrano compatibili con l’attuazione di un piano gara identico all’andata. Impostare la sfida su un contesto che possa mitigare le difficoltà dello United, enfatizzando le palle alte e il gioco lungo, potrebbe essere un rischio non necessario. Recuperati in extremis Cancelo e Matuidi, è però possibile che non vengano rischiati dal primo minuto.

Prima dello Young Boys, il tecnico livornese aveva accennato a una correlazione tra il numero di difensori centrali e quello dei mediani utilizzati: “Tre dietro e due in mezzo, o due dietro e tre in mezzo”. L’emergenza a centrocampo e l’abbondanza di centrali fa presupporre che la prima sia una strada percorribile, ma molto dipenderà dallo stato di forma di Matuidi. Davanti, invece, sono sicure le assenze di Douglas Costa e Bernardeschi.

Difficilmente Mourinho metterà in discussione le poche certezze tattiche acquisite nell’ultimo mese, ma il ritorno di Lingard, infortunatosi a fine settembre, può fornire al lusitano un’altra alternativa per sfruttare meglio le ripartenze in campo lungo, circostanza che può presentarsi se la Juve riproporrà un baricentro molto alto grazie alla convinzione nel progetto tattico e alla confidenza data dal giocare in casa.

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